Canaillas di Tomatito, chit. Roberto Valle
Comincio con questo a proporre una serie di video che permetteranno:
- di far conoscere tanti bravi chitarristi
- di ascoltare della buona musica, con brani che magari non si conoscono
- di poter vedere “applicate”, alcune tecniche chitarristiche o di ascoltare alcuni generi musicali che ho trattato nella teoria dedicando a questi due argomenti degli articoli e e-book specifici (che si possono trovare cliccando qui per le tecniche chitarristiche e qui per i generi musicali).
In questo video presento Roberto Valle, chitarrista flamenco romano, che avrete sicuramente avuto modo di conoscere per i suoi preziosi consigli per acquistare una chitarra (che potrete trovare cliccando qui).
Roberto qui presenta un brano del chitarrista flamenco spagnolo Tomatito (il cui vero nome è José Fernandez Torres), nato ad Almeria nel 1958, in una famiglia gitana di grande tradizione musicale.
“Nato nel quartiere di Pescaderia, figlio di José Fernandez Castro “el Tomate” e nipote di Miguel Fernandez Cortés “el Tomate“, José debutta a soli 10 anni, per poi suonare insieme a mostri sacri del flamenco come Paco de Lucia e Camaron de la Isla. Ha pubblicato sette album come solista, vincendo con Aguadulce il Grammy Latino nel 2005 per miglior album flamenco. Una delle sue collaborazioni più famose lo ha portato, insieme al pianista Michel Camilo, alla pubblicazione degli album Spain (2000) e Spain Again (2006) (wikipedia).
Il brano che andiamo ad ascoltare si chiama Canaillas e fa parte del palo di Alegrias.
Palo
“Nell’ambiente del flamenco, il palo è il nome tradizionalmente dato alle differenti forme musicali che costituiscono la sua eredità musicale. Ogni palo è caratterizzato da una varietà di aspetti musicali come i pattern ritmici, il suo modo, i caratteristici motivi, o il tipo di stanza usata per il testo, e comprende una serie di melodie tradizionali o canzoni, generalmente dette estilos (stili) nel flamenco jargon. Il significato di estilo qui non ha niente a che fare con il comune significato di “stile”, come una serie di caratteristiche che definiscono un periodo musicale, una moda, un genere, o la particolare maniera di una artista: esso si riferisce a una particolare composizione o canzone che fu creata nel passato, o anonimamente o attribuita a un particolare cantante, e fu sviluppata da generazioni di cantanti. Canzoni nuovamente composte, non tradizionali o seguenti una forma generica di palo sono di solito anch’esse chiamate con lo stesso nome palo.
Il concetto di palo non deve essere inteso come una rigida categoria musicale. Esso è piuttosto un popolare e qualche volta inconsistente modo di classificare canzoni secondo caratteristiche similari. Per esempio, per determinare se una canzone appartenga a un palo detto Bulerías, solo il ritmo viene preso in considerazione, non il suo modo o stanza. I Fandangos, d’altra parte, includono una varietà di forme in 3/4 o 6/8, ma più tardi esso svilupperà forme “libere” (vale a dire, senza un ritmo determinato). Molti palos includono dozzine di canzoni tradizionali, mentre altre come la serrana soltanto una. Un altro esempio interessante è quello del polo e della caña: essi sono quasi identici e si classificherebbero infatti come variazioni della stessa canzone, ma la tradizione le ha classificate come differenti palos”. (wikipedia)
Palo Alegrias
Canto con strofa, in generale di quattro versi di otto sillabe ciascuno che appartiene al gruppo de “las cantiñas”. È nato come un canto su cui si poteva danzare, molto festoso. Si caratterizza per il suo dinamismo, la sua spigliatezza e la sua grazia. Il canto in sé è formato da una successione di “coplas” e tra “alegría y alegría” è abitudine intercalare delle variazioni o dei piccoli giochi di differente musica dello stesso “compás”.
Si tratta essenzialmente di un stile “gaditano”, anche se esiste una versione particolare a Córdoba. Secondo gli storici ed le persone che si occupano di folclore questa “cantiña” trarrebbe la sua origine dalla “jota di Cádiz” che si cantava in questa città, durante la guerra d’Indipendenza e durante il periodo liberale.
La danza è piuttosto difficile da effettuare e si distingue tra “escobillas” molto marcate ed una parte calma che si chiama “silencio”. È in quest’ultimo che si vocalizza il traditionale “tirititrán” che, secondo Chano Lobato, fu inventato da Ignacio Espeleta durante una festa dove avevano dimenticato le parole.
I più grandi interpreti di questo genere che la storia ha conosciuto sono Aurelio Sellés, Pericón di Cádiz, Fosforito, la Perla o Camarón.
L’attualità dell’ “alegría” non ha perso mai del suo vigore e, dall’epoca dei cafés chantants, dove la danzavano Juana La Macarrona, La Melena, Fernanda Antúez, La Mejorana e Gabriela Ortega, fino ad oggi si tratta di uno stile quasi obbligatorio in tutti i repertori di danza più marcati. Si può dire la stessa cosa per ciò che riguarda il canto che conta tra i suoi migliori interpreti di questi ultimi anni Pericón di Cádiz, El Flecha di Cádiz, El Beni di Cádiz, El Chato de la Isla, Fosforito, La Perla di Cádiz, El Camarón de la Isla, Chano Lobato y Juanito Villar e altri.









complimenti…la tua musica ha cuore e sentimento (elementi che purtroppo oggi vengono sempre meno “applicati” a moltissima della “musica” che ci circonda).
Paolo Carobbi – Grosseto