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NO! Il solfeggio no!

NO! Il solfeggio no!Quante volte ti è capitato di sentire qualche termine relativo alla teoria musicale che tu non conosci?

Quante volte hai detto: “Ok, adesso mi metto a studiare un po’ di teoria musicale”, ma poi ti viene in mente che DEVI fare il solfeggio, il noiosissimo solfeggio, e questo ti ha “tenuto lontano” dall’intraprendere ciò che avevi in mente?

A me è successo tante volte, soprattutto dopo il mio diploma in conservatorio, quando ho iniziato ad insegnare musica, per lo più ai bambini!

Che fare?

Pensa e ri-pensa, sperimenta e ri-sperimenta, alla fine sono arrivata alla conclusione che si può imparare la teoria musicale senza la necessità di rendere questa materia sterile.

Come è possibile?

È possibile, ma SOLO AD UNA CONDIZIONE: partire dalla pratica musicale.

Infatti, se io parto da uno spartito già scritto da vedere, e sentire nello stesso tempo, di un autore di musica classica o di una canzone, a quel punto ci sono solo vantaggi per tutti:

- per me, perché sarà molto semplice spiegare il pentagramma, le note, le pause, i tempi musicali, le alterazioni, gli intervalli, la scale, gli accordi (e chi più ne ha più ne metta) partendo da quello che è scritto e che chi mi segue ha avuto modo di ascoltare

- per l’allievo, perché può subito capire che la fatidica teoria in realtà non è sinonimo di solfeggio, ma è un riuscire a capire quello che ascolta quando sente un brano.

È un po’ come con la grammatica di una lingua: se si parla bene una lingua allora si riuscirà a capire meglio le regole che ci sono nella grammatica, ma se ci si prefigge di imparare una lingua straniera semplicemente applicando le regole di grammatica, alla fine … si molla tutto!

NO! Il solfeggio no!Tutto questo per dire che da oggi è disponibile il mio Corso BASE di Teoria Musicale online basato e costruito proprio su quanto esposto qui sopra.

In questo Corso ho approfondito argomenti come:

- le note, le pause e le figure musicali

- i vari tempi musicali e i ritmi (mi sono soffermata a lungo a spiegare la differenza, ad esempio, tra una mazurka, una marcia o un tango)

- i gruppi ritmici irregolari

- gli intervalli, le scale, le tonalità e gli accordi

- come trasportare, o trasporre, una melodia in un’altra tonalità

- molto altro ancora.

È un Corso online ideato e creato da me per chi desidera imparare le nozioni basilari della teoria musicale per poter suonare in modo consapevole, essere sempre più indipendenti dallo spartito e/o poter improvvisare, trascrivere e sviluppare (perché no?) un proprio linguaggio musicale.

Insomma è un Corso teorico-pratico già testato e assolutamente flessibile per imparare l’ABC della musica!

Tramite le varie lezioni voglio portarti ad apprendere le nozioni, che a volte possono risultare “aride”, con un mio metodo personale, sperimentato anche in altri tipi di corsi: la mia formazione di compositrice mi fa sempre chiedere il perché delle cose e quindi le mie spiegazioni saranno le risposte a questi perché!

Scopri subito tutti i dettagli del Corso BASE di Teoria Musicale!

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4 commenti to “NO! Il solfeggio no!”

  1. Non ho mai fatto fare ai miei allievi il solfeggio parlato!!
    Pur avendolo studiato con fatica per gli esami di Conservatorio trovo ridicolo che soltanto in Italia si continui a studiarlo!!!
    Non ha nessun senso!
    Hai mai visto qualcuno che prima impara a scrivere e poi a parlare?
    Penso proprio di no!
    In fin dei conti, anche nelle altre letture è l’orecchio a guidare l’occhio.
    Grazie Barbara che tratti questo argomento visto che sono d’accordo con te che nell’insegnamento bisogna partire prima di tutto dalla pratica e dalla percezione … UDITIVA!
    I bambini poi capiscono la teoria musicale soltanto con il loro corpo … devono VIVERE la musica.
    Ciao.
    Ps: Hai mai letto o sentito sul metodo Tomatìs? E’ un otorinolaringoiatra francese che dice cose interessantissime sull’udito. A presto.

  2. Paola, purtroppo pero’, e mi è capitato qualche giorno fa, se NOMINI la parola TEORIA MUSICALE, automaticamente la gente ti dice: “No, grazie, il solfeggio non mi interessa”!
    E’ automatico!
    Mi informero’ su Tomatis, devo riconoscere che non ne ho mai sentito parlare :-)

  3. Più che d’accordo Barbara, sai che io sono totalmente autodidatta.
    Comunque ho imparato la lettura delle note e gli intervalli solo dopo aver fatto non so quanti concerti ma non sono in grado di leggere e suonare alcuna nota.
    Probabilmente proprio perché l’unico insegnante che ho avuto nel lontano 1965 comincio’ dal solfeggio e cosi’ mentre lui mi insegnava tali regole io, dopo 3 mesi che avevo avuto la mia prima chitarra ero già in concerto in pubblico e non ho mai più smesso di suonare e fare ore e ore di pratica, ho smesso subito di studiare teoria.
    Confortato comunque dal fatto che riuscivo a suonare ad orecchio non mi è mai venuta voglia di rimettermi a studiare, questo fino ad una certa età, più matura, che mi fece comprendere che forse avrei fatto molto meno fatica!!
    Infatti io memorizzo tutto, non prendo appunti, tutto a memoria e … da una nota nasce l’altra.
    Vai avanti cosi’, Mike

  4. Purtroppo succede ciò perchè c’è stato qualcosa che ha traumatizzato questa gente a riguardo e la colpa è che in giro ci sono e ci sono stati insegnanti non degni di questo nome!…
    Non sempre saper suonare coincide con saper insegnare!
    Il solfeggio CANTATO è invece di enorme importanza!
    Ciao.

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