Ciao,
oggi voglio affrontare il problema dell’ear training e dell’educazione dell’orecchio.
Infatti sempre più spesso sempre più persone mi chiedono informazioni su questo argomento.
Ma prima di cominciare, voglio chiarire una cosa importante, legata all’orecchio assoluto che è assolutamente naturale.
Ma, forse, ti chiederai cos’è l’orecchio assoluto.
Con questa espressione s’intende la capacità di riconoscere un suono qualsiasi e di dire immediatamente che nota è: quella sirena è un sol diesis, quell’uccellino ha emesso un fa, ecc.
Quindi chi ha l’orecchio assoluto (una piccolissima percentuale della popolazione mondiale) non ha bisogno di svilupparlo.
Tutti gli altri, invece, ed io sono la prima 🙂 , ha bisogno di allenare l’orecchio per imparare a riconoscere le note, gli intervalli e gli accordi quando li ascoltiamo.
In questo modo ci costruiamo il cosiddetto orecchio relativo che ci sarà molto utile, ad esempio, quando vogliamo trascrivere una melodia, trascrivere degli accordi o semplicemente cantare una linea melodica in modo più intonato e suonare in modo più consapevole.
Per fare questo ci sono appositi esercizi da fare, seguendo un metodo ben preciso che permette di raggiungere determinati obiettivi in modo progressivo e senza particolare sforzo.
Due sono i rami dell’ear training:
- lo studio di tutti gli intervalli melodici, cioè quelli che formano una melodia
- lo studio degli intervalli armonici, cioè gli accordi e tutte le note suonate simultaneamente.
Ovviamente il punto 1) sarà molto più semplice ed immediato del punto 2) 😉
Alcune regole pratiche per impostare un buon lavoro con l’orecchio, possono essere queste:
- cercare, e trovare, mentalmente più intervalli possibili del tipo di intervallo su cui si sta lavorando (per esempio partendo da tutte le note di una scala cromatica, trova l’intervallo di 3° maggiore)
- suonare lentamente con uno strumento questi intervalli: in questo modo l’orecchio comincia ad abituarsi a sentire quel determinato intervallo esatto
- intonare gli intervalli con la voce aiutandoci con lo strumento
- quando si è fatta un po’ di pratica, possiamo suonare solo la prima nota e cantare la seconda, verificandola poi con lo strumento
- infine cercare di associare l’intervallo ad una melodia che conosciamo: in questo modo sarà più semplice memorizzare quel determinato intervallo.
L’importante è, come sempre, eseguire questi esercizi dapprima in modo lento, soffermandoci a lungo sulle singole note, ad esempio tenendole per un certo lasso di tempo, in modo da dare all’orecchio la possibilità di ascoltarle bene e, quindi, di memorizzarle.


La musica è un linguaggio internazionale.
Amo la musica, dico grazie per mettere a disposizione dei consigli che dai,sei molto gentile di tutto, ma alla mia età non posso pretendere più di tanto, mi diverto a suonare in casa per passare tempo.
Ho solo 82 anni ciao grazie