Le influenze di Jimi Hendrix
come promesso nell’articolo precedente riguardante la biografia di Jimi Hendrix, oggi voglio approfondire quelle che sono state le sue influenze nel mondo musicale in generale e chitarristico in particolare, che ha lasciato sia tra i suoi contemporanei sia tra i musicisti che sono venuti dopo di lui.
Ecco cosa hanno detto alcuni di loro:
“Jimi mi ha influenzato come ha influenzato, penso, tutti i chitarristi.
Era rivoluzionario.
E mentre tutti noi sperimentavamo, negli anni 1960, cercando nuovi modi di suonare la chitarra elettrica con la Stratocaster e l’ampli Marshall, Jimi ha messo tutto a posto“.
(John McLaughlin)
“Perché Jimi Hendrix è sempre presente?
Era così buono.
Era tutt’uno con il suo strumento.
Nessuno altro ha portato la chitarra elettrica a questo livello“.
(Neil Young)
“Pochissime persone suonano rapidamente ed intensamente.
La maggior parte suona rapidamente ma in modo “vuoto”.
Ma Coltrane suonava rapidamente ed in modo profondo, come Charlie Parker, e come Jimi“.
(Carlos Santana)
“Ritorno sempre alla musica di Jimi e non finisco mai di scoprire nuove possibilità.
Ogni volta che ascolto i suoi dischi, trovo qualche cosa di nuovo.
È da questo che si riconosce un grande compositore“.
(Gil Evans)
“È il più grande musicista che ho conosciuto“.
(B. B. King)
“Tutte le volte che ho visto Jimi suonare, era la concretizzazione di ciò che sarei dovuto essere io e che invece non ero“.
(Mike Bloomfield)
“Se restasse solamente un nome in tutta la storia del rock’n'roll fra cento anni, non cercate: sarà per forza Jimi Hendrix“.
(Pete Townshend)
“Ciò che trovavo stimolante in lui, era il suo atteggiamento autocritico verso la sua musica.
Aveva un dono enorme ed una tecnica straordinaria, come qualcuno che passava le sue giornate intere a suonare e ad allenarsi; tuttavia non ne sembrava cosciente“.
(Eric Clapton)
“La scomparsa di Jimi mi ha sconvolto.
Era così giovane ed aveva un grande avvenire“.
(Miles Davis)
“Hendrix è uno dei personaggi più rivoluzionari della cultura pop, musicalmente e sociologicamente loquace.
Il pubblico femminile trova Hendrix bello (forse un po’ spaventoso), ma in ogni caso sexy.
Il pubblico maschile pensa che è un chitarrista ed un cantante fenomenale.
I maschi sembrano amare il fatto che le loro amiche siano attirate sessualmente da Hendrix“.
(Frank Zappa)
Dopo la sua morte, Hendrix sarà ripreso da numerosi musicisti negli stili musicali più differenti:
* Jazz (Jean Paul Bourelly, Gil Evans, il World Sassofono Quartet di Davide Murray, Jaco Pastorius, Marc Ribot, Marcus Miller, Larry Coryell, Hiram Bullock, Tuck & Patti);
* Blues (Albert King, Buddy Guy, Roy Buchanan, Stevie Ray Vaughan, Taj Mahal, Popa Chubby, Robben Ford, Lucky Peterson);
* Rock (Eric Clapton, Jeff Beck, Carlos Santana, Mick Taylor, Steve Winwood, Gov’t Mula, Tè Allman Brothers Band, Frank Zappa, Red Hot Chili Peppers, The Cure, Ben Harper, Living Colour, Rod Stewart, Mick Jagger, The Pretenders, Johnny Hallyday, Sting, Spirit);
* Hard rock (Gary Moore, Steve Vai, Joe Satriani, Deep Purple, Yngwie Malmsteen, Coroner, Slash – ex-chitarrista dei Guns N’ Roses, Kirk Hammett, Zakk Wylde);
* Funk (George Clinton, Bootsy Collins, Larry Graham);
* Rap (Body Count, Chuck D);
* Musiche del mondo (Mad Sheer Khan, Band of Gnawa, The Corrs);
* Classica (Kronos Quartet, Nigel Kennedy).
Comunque non bisogna limitarsi alle uniche riprese del chitarrista.
Difatti, l’impatto di Hendrix fu immediato e facile da misurare: basta ascoltare gli album pubblicati prima del suo arrivo a Londra per comprendere la sua influenza sulla chitarra elettrica.
I pirati di Cream mostrano un Eric Clapton che si cimenta senza successo nelle tecniche sviluppate da Hendrix.
Un concerto omaggio a Hendrix fu organizzato negli anni 1990 con i vecchi membri del suo gruppo.
È anche la principale influenza di chitarristi come Tommy Bolin e Robin Trower che si ispireranno al suo stile compositivo.
Alcuni musicisti hanno ripreso gli apporti musicali di Jimi Hendrix producendo musica molto personale.
Frank Zappa, ad esemio, riprenderà le tecniche elaborate da Hendrix senza perdere mai la sua personalità musicale.
Infine, la sua influenza sul primo periodo elettrico di Miles Davis è evidente in alcuni dei suoi album, dove l’ombra del chitarrista plana in alcuni momenti: A tribute to Jack Johnson e, ancora, Agharta o Pangaea.
Probabilmente ha influenzato anche Prince e Lenny Kravitz.










E’ stato un archetipo per tutti i chitarristi che sono venuti dopo di lui.
Da lui in poi si è aggiunto un nuovo tassello alla storia della chitarra.
Sono passati più di quaranta anni e tutti, chi più e chi meno, suona magari mischiandolo con mille altre cose, qualcosa di Hendrix.