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Jimi Hendrix (27 novembre 1942, Seattle – Stati Uniti, 18 settembre 1970, Londra – Inghilterra)

Jimi Hendrix (27 novembre 1942, Seattle   Stati Uniti, 18 settembre 1970, Londra   Inghilterra)James Marshall Hendrix, nato il 27 novembre 1942 a Seattle, negli Stati Uniti, e morto il 18 settembre 1970 a Londra, in Inghilterra, noto con il nome di Jimi Hendrix, è un chitarrista, autore-compositore e cantante americano, fondatore del celebre gruppo anglo-americano The Jimi Hendrix Experience, attivo dal 1966 al 1970.

È considerato come uno dei musicisti più innovatori del XX secolo, grazie al suo approccio rivoluzionario con la chitarra elettrica e le tecniche di registrazione in studio.

Hendrix aveva la particolarità di essere un chitarrista mancino ma di suonare su una chitarra per destri a cui aveva invertito le corde.

La sua influenza si estende ben oltre la musica rock: la maggior parte degli stili musicali che si svilupparono negli anni 1970 ripresero alcuni elementi della sua musica (un esempio su tutti è quello di Miles Davis).

Per suonare il Rhythm & Blues, Hendrix era il più grande esperto che ho potuto sentire nello stile sviluppato da Bobby Womack, Curtis Mayfield ed Eric Gale, per citarne alcuni.
Ho l’impressione che non c’era nessuno stile chitarristico che non abbia o sentito o studiato, compresa la chitarra hawaiana ed il dobro.
Nel suo suono, si poteva sentire chiaramente Curtis Mayfield, Wes Montgomery, Albert King, B. B. King e Muddy Waters. Jimi era il più black dei chitarristi.
La sua musica si rifaceva a forme musicali precedenti, pre-blues, come ciò che si canta durante il lavoro della terra o le melodie gospel.
Amava soprattutto le forme della musica nera e ciò traspirava nel suo suono.
Si è parlato spesso del Suono House e del vecchio bluesmen, ma ciò che lo sorprendeva, erano i vecchi dischi di Muddy Waters e John Lee Hooker dove la chitarra è amplificata moltissimo, per dargli una presenza che non aveva in realtà.
Non l’ho mai sentito suonare cose che somigliassero al jazz, ma l’ho sentito suonare Mahavishnu (John McLaughlin).
Cercava di suonare le melodie con un sustain permanente
” (Mike Bloomfield, 1990).

Il blues costituisce la base del vocabolario chitarristico usato da Jimi Hendrix.

Riprende le tecniche dei grandi bluesmen che permettono di sviluppare un tocco espressivo, ma anche il loro linguaggio armonico dove l’ambiguità maggiore/minore gioca un ruolo importante.

È difficile stabilire un elenco esauriente di chitarristi blues che hanno influenzato Hendrix.

Ci si può tuttavia fare un’idea abbastanza precisa delle sue principali influenze vedendo ciò che suonava in concerto.

Il 9 ottobre 1967 a Parigi chiese al pubblico: “Avete sentito parlare di Muddy Waters? E di John Lee Hooker?”.

Il suo stile ritmico, come si può sentire in Little Wing o Bold as Love, è ispirato a quello di Curtis Mayfield, riconosciuto da Hendrix come una delle sue maggiori influenze.

Bob Dylan, di cui riprenderà molti pezzi (All Along the Watchtower, Like a Rolling Stone, Drifter’s Escape e Can You Please Crawl Out Your Window), influenzerà Hendrix come autore, ma anche in quanto cantante: la tecnica vocale limitata di questo ultimo gli darà fiducia con la propria voce.

Hendrix è influenzato anche dal rock inglese.

Da una parte, riprese Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles a più riprese, ma spinse più lontano le idee sviluppate nell’album Revolver pubblicato nel 1966.

Hendrix riprese in più momenti Sunshine of Your Love di Cream (citando l’assolo di Clapton).

Utilizza il riff di Rice Pudding dei Jeff Beck Group per concludere una delle sue composizioni (In From the Storm).

Infine, non è escluso che Jimi Hendrix sia stato influenzato dalle prestazioni sceniche degli Who il cui chitarrista Pete Townshend utilizzava degli amplificatori Marshall.

Durante gli ultimi anni della sua vita, Hendrix si interessa sempre più al jazz, suonando con Roland Kirk, che registra con Larry Young, John McLaughlin e Dave Holland che parteciparono alle prime registrazioni di Miles Davis, con il quale Hendrix cominciava ad intrattenere dei rapporti.

Aveva anche intenzione di registrare con Gil Evans.

All’ascolto della sua versione dell’inno americano o di Machine Gun, è difficile non trovare un legame con il free jazz e con la sua voglia di liberare l’improvissazione dalle costrizioni armoniche e ritmiche.

Jimi Hendrix ha pubblicato quattro album, tre in studio ed uno live: Are You Experienced, Axis: Bold as Love, Electric Ladyland e Band of Gypsys.

Questi quattro album sono dei classici della musica rock.

Tuttavia ha lasciato centinaia di ore di registrazioni, di natura molto diversa: composizioni su cui lavorava nella prospettiva di pubblicare il suo quarto album in studio, abbozzi più o meno embrionali di composizioni in divenire, demo personali registrate da lui, jams in studio o in concerto, concerti registrati professionalmente o da semplici amatori.

La qualità sia musicale che tecnica di queste registrazioni è differente.

La discografia ufficiale di Jimi Hendrix è particolarmente complessa: alcune cose sono state pubblicate senza acere nessuna considerazione artistica.

Importante è anche The Cry of Love, in cui si ritrova l’interezza del materiale su First Rays of the New Rising Sun, Rainbow Bridge – Original Motion Picture Sound Track e Jimi Hendrix:  Blues per l’album studio, Live at Monterey, le registrazioni dedicate al concerto al Royal Albert Hall del 24 febbraio 1969, Live at Woodstock e Live at Berkeley per gli album in concerto.

Mi rivedo mentre aspetto ansiosamente di vedere Jimi suonare da vicino perché, avendolo visto in concerto, pensavo che doveva avere una cosa misteriosa costruita dentro la sua chitarra per ottenere tutti questi suoni incredibili.
Ho scoperto rapidamente che utilizzava, in effetti, soltanto una vecchia Strato e degli amplificatori Marshall. Aveva alcuni accessori, ma tutti questi articoli erano disponibili ovunque in commercio.
La magia, a dire il vero, proveniva unicamente dalle sue dita
” (Harvey Mandel, 1990).

Hendrix ha rivoluzionato l’approccio alla chitarra elettrica, particolarmente per il suo uso dei pedali di effetti e delle risorse dell’amplificazione.

All’inizio egli combina la saturazione degli amplificatori (suonando ad alto volume) con un pedale di saturazione.

Ciò gli permetteva di generare del feedback, dovuto al larsen dei suoi amplificatori, che poteva controllare in tempo reale grazie alla leva di vibrato o la sua mano destra.

Roger Mayer costruirà per lui l’Octavia, un pedale di saturazione che lavora sulle frequenze raddoppiando all’ottava superiore, che utilizzerà fin dalla registrazione di Purple Haze.

Hendrix è uno dei primi ad utilizzare il pedale wah-wah (nel 1967).

In un altro articolo parlero’ più in dettaglio delle sue influenze e dei temi da lui trattati nelle sue canzoni.



Jimi Hendrix (27 novembre 1942, Seattle   Stati Uniti, 18 settembre 1970, Londra   Inghilterra)

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3 commenti to “Jimi Hendrix (27 novembre 1942, Seattle – Stati Uniti, 18 settembre 1970, Londra – Inghilterra)”

  1. Davide derosa

    Molto bello questo articolo.
    Hai sintetizzato i punti importanti che hanno reso “indispensabile” questo chitarrista nella conoscenza di un Musicista oggi.
    Lui non ha solo ispirato i chitarristi di Rock’n'Roll.
    Tutti quelli che sono venuti dopo di lui gli devono qualcosa.
    Tra questi anche io ovviamente.
    Un saluto.

  2. semplicemente un mito!

  3. Ottimo articolo Barbara!

    Jimi Hendrix è uno dei pochi chitarristi che mette d’accordo quasi tutti.
    Non ho ancora sentito dire da nessuno qualcosa contro questo straordinario fenomeno.

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