Ciao.

Noi tutti ben conosciamo la dolcezza e la bellezza dei suoni creati da ogni singola nota.

Ma, come nel genere umano, la singola nota deve sempre relazionarsi con la massa per creare differenze tra le varie sonorità che si possono ascoltare.

Aspre, a volte tensive e (mi ripeto) dolci o sensuali ecc.

Sappiamo bene anche, chi più chi meno, che esistono accordi di vario genere: accordi di 7° , 9° e via dicendo.

Come si evince dal nome, questi sono accordi con note in più (la settima o la nona appunto) che vanno a colorare ed arricchire ulteriormente l’accordo.

Ma gli accordi non hanno bisogno necessariamente di abbellimenti per suonare.

È qui che entrano in gioco le triadi (per approfondire ulteriormente questo argomento, puoi anche leggere l’articolo scritto da Barbara: L’accordo di tre suoni e i suoi rivolti).

Proviamo a darne una definizione che possa piacere a tutti: la triade è un accordo allo stato fondamentale (e qui fondamentale è inteso come nudo e scarno e toccherà a noi, secondo alcune regole, abbellirlo).

Semplice ed efficace, no?

Nei primi anni in cui la chitarra inizia ad essere usata nelle orchestre di musica colta, le partiture erano scritte solo con le triadi, ed era lì che subentrava la bravura del chitarrista nell’abbellire gli accordi in maniera consonante con le melodie che accompagnava, anche perché sì, la chitarra (con la concezione moderna in cui la conosciamo oggi, tralasciando la chitarra classica e derivati) è nata come strumento d’accompagnamento, per lo più.

Una triade è formata da: TONICA (o fondamentale), TERZA e QUINTA (entrambi intese come gradi della scala).

Le triadi che andremo ad osservare, per adesso, sono le triadi MINORI E MAGGIORI.

Una triade maggiore (il paradigma in questo caso verrà svolto sulla triade di DO maggiore) presenta le seguenti note: DO – MI – SOL.

Se abbiamo una piccola infarinatura sugli intervalli, possiamo notare che l’intervallo che troviamo fra 1° e 3° risulta essere di TERZA MAGGIORE (formata da 2 TONI) e quello fra 1° e 5° risulta essere di QUINTA GIUSTA (3 toni e mezzo).

Se poi andiamo fino in fondo fra MI e SOL risulta esserci una TERZA MINORE (un tono e mezzo).
Possiamo dunque affermare con certezza che la triade si forma sovrapponendo degli intervalli di terza, che messi in un certo ordine rendono diversa l’entità della triade.

Nella triade minore avviene esattamente l’opposto e le note risulteranno essere queste : DO – Mib – SOL.

Gli intervalli che si formano tra 1° e 3° risultano essere di TERZA MINORE (UN TONO E MEZZO) lasciando ovviamente l’intervallo di 5° invariato, mentre fra Mib e Sol c’è adesso una TERZA MAGGIORE.

Possiamo quindi dire che fra la triade maggiore e quella minore gli intervalli di terza sovrapposti si capovolgono a seconda della tipologia di triade.

Esistono quindi i RIVOLTI.

Altro non sono che le triadi con una nota che non sia la fondamentale al basso, ad es. : Mib – Sol – DO.

Ovviamente se le voci sono TRE i possibili rivolti saranno DUE, perché nel caso l’accordo presenti la tonica al basso si definirà, appunto, in posizione fondamentale.

In questo caso gli intervalli fra le tre voci cambieranno e, nel caso di primo rivolto (Maggiore: Mi – Sol – DO) avremo una TERZA MINORE fra prima e seconda voce e QUARTA GIUSTA fra seconda e terza voce.

Nel caso del secondo rivolto esattamente l’opposto (Maggiore: Sol – Do – MI) QUARTA GIUSTA fra prima e seconda voce TERZA MAGGIORE tra seconda e terza voce.

Anche se scritte in questo modo, siamo chiari, l’accordo rimane sempre un DO maggiore.

Ci sono poi le triadi late che presentano la nota centrale al canto, ma di questo ce ne occuperemo un’altra volta.

Per concludere, sulla chitarra esistono delle diteggiature ben precise e sviluppate su tutte le porzioni di tastiera di queste triadi, in posizione fondamentale e in I e II rivolto.

Qui sotto trovi le diteggiature delle triadi maggiori e minori nella speranza che possano essere uno stimolo oltre che allo studio anche all’esplorazione delle sonorità della chitarra, seppur in maniera semplice ma pur sempre efficace.

Ovviamente le diteggiature sono traslabili in qualsiasi tonalità.

TRIADI MAGGIORI Strette (Fondamentale, I e II rivolto sui 4 set di corde): DO maggiore

Qui sotto trovi il primo accordo allo stato Fondamentale, il secondo in I rivolto e il terzo in II rivolto:

E |--------------------
B |--------------------
G |--------------------
D |---5----10----14----
A |---7----10----15----
E |---8----12----15----

Qui invece trovi il I rivolto, il II e la Fondamentale:

E |--------------------
B |--------------------
G |---5-----9----12----
D |---5----10----14----
A |---7----10----15----
E |--------------------

Qui abbiamo il II rivolto, la Fondamentale e il I rivolto:

E |----------------------
B |---5-----8-----13-----
G |---5-----9-----12-----
D |---5----10-----14-----
A |----------------------
E |----------------------

Infine abbiamo di nuovo la Fondamentale, il I rivolto e il II, ma tutto spostato sulle prime tre corde:

E |---3----8----12-----
B |---5----8----13-----
G |---5----9----12-----
D |--------------------
A |--------------------
E | -------------------

TRIADI MINORI Strette (Fondamentale , I e II Rivolto sui 4 set di corde): DO minore

Qui trovi il primo accordo allo stato Fondamentale, il secondo in I rivolto e il terzo in II rivolto:

E |---------------------
B |---------------------
G |---------------------
D |---5----10----13-----
A |---6----10----15-----
E |---8----11----15-----

Qui abbiamo il I rivolto, il II e lo stato Fondamentale:

E |--------------------
B |--------------------
G |---5----8----12-----
D |---5---10----13-----
A |---6---10----15-----
E |--------------------

Trovi il II rivolto, lo stato Fondamentale e il I rivolto:

E |---------------------
B |---4----8-----13-----
G |---5----8-----12-----
D |---5---10-----13-----
A |---------------------
E |---------------------

Infine, di nuovo lo stato Fondamentale, il I rivolto e il II, ma sulle prime corde:

E |---3----8----11-----
B |---4----8----13-----
G |---5----8----12-----
D |--------------------
A |--------------------
E |--------------------

Concludo augurandomi di esserti stato d’aiuto e augurandoti un buono studio e buona musica, anche perché per quanto mi riguarda più vado avanti e più scopro che c’è un mondo talmente vasto in cui se non si ha una guida, si rischia di perdersi.

Lunga vita e BUONA MUSICA.

(articolo scritto da Luca Marini)