Ciao,
torniamo a parlare di teoria musica e analizziamo oggi un aspetto importante.
Nel mondo dei chitarristi, soprattutto agli inizi, si pensa spesso che: “la teoria musicale non serve per suonare la chitarra”.
Una convinzione che sembra piuttosto innocua, ma che in realtà dice molto sul modo in cui si vive il proprio rapporto con lo strumento.
Quando si inizia a suonare, si tende a costruire un’idea di sé come musicisti: senza nemmeno accorgersene, si finisce per pensare in termini come: “sono uno che va a orecchio” oppure “sono più istintivo che tecnico”.
E questa immagine, col tempo, finisce per trasformarsi in una specie di linea guida personale, portandoci a scegliere cosa approfondire e cosa evitare.
E, guarda caso, tra le cose che spesso vengono escluse c’è proprio la teoria musicale.
Un altro aspetto da considerare è pensare che la musica possa nascere in modo immediato, senza passare troppo tempo a studiare.
Da qui nasce la figura del musicista ispirato, quello che suona seguendo il proprio istinto: è ovvio che in questo caso la teoria viene percepita come qualcosa di superfluo, se non addirittura dannoso per la creatività.
All’inizio del percorso musicale, è naturale cercare una propria identità e l’idea di distinguersi attraverso un approccio più libero e meno legato allo studio può risultare molto attraente.
Il rischio, però, è quello di escludere a priori strumenti che potrebbero rivelarsi utili nel tempo: in questo caso la teoria NON è indispensabile in senso assoluto, ma aiuta molto la crescita e il progresso dello strumentista (nel nostro caso, del chitarrista).
Quindi possiamo dire che la teoria musicale, da sola, non rende grandi musicisti, così come saper leggere e scrivere non basta per essere grandi scrittori.
Allo stesso tempo, però, offre strumenti utili per comprendere meglio ciò che si sta facendo e una maggiore comprensione non riduce la creatività, anzi: al contrario, la amplia.
Naturalmente, la teoria non sostituisce l’espressione personale e la musicalità propria di ognuno e avere qualcosa da comunicare resta un elemento fondamentale e assolutamente personale e la teoria può aiutare a svilupparla in modo più consapevole.
Quindi diciamo che non bisogna scegliere tra istinto e studio, ma bisogna evitare di escludere una delle due strade per principio.
In un altro articolo andremo a vedere la differenza tra avere talento e saperlo sviluppare nel tempo.
Intanto, mentre aspetti questi nuovi articoli, se vuoi approfondire di più l’argomento, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà 🙂

