Ciao,
torniamo oggi a parlare di come armonizzare una melodia e continuiamo il discorso sulle triadi che ho cominciato nell’articolo scorso.
Possiamo trovare quattro tipi di triadi diverse:
- la triade maggiore
- quella minore
- quella aumentata
- quella diminuita.
Gli accordi aumentati e diminuiti sono usati più raramente degli accordi maggiori e minori, quindi per adesso ci occupiamo solo di questi ultimi due.
“Ma come faccio a riconoscere il tipo di accordo?”, mi chiederai.
Riconosco un accordo in base al diverso numero di toni e semitoni che ci sono tra le note che lo formano.
Facciamo subito un esempio pratico, guardando la tastiera di un pianoforte: vedi che c’è un tasto nero tra due tasti bianchi ad eccezione di un paio di note.
Ecco: la distanza tra due tasti bianchi separati da uno nero si chiama tono, mentre quella tra due tasti bianchi senza tasto nero in mezzo si chiama semitono, nome dato anche alla distanza tra un tasto bianco e quello nero vicino, ascendente o discendente che sia.
Quindi, tornando ai nostri accordi, partiamo subito dicendo che la quinta dell’accordo è uguale sia nell’accordo maggiore che in quello minore (in questo momento prendi questa definizione come l’ho scritta, vedremo subito cosa significa).
Allora riprendiamo gli accordi scritti nell’articolo precedente e diciamo che la prima (cioè la fondamentale) e la terza nota (cioè la quinta dell’accordo) sono identiche negli accordi maggiore e in quelli minori.
Va da sé, allora, che sarà la seconda nota scritta, cioè la terza dell’accordo, che determinerà quello che si chiama modo dell’accordo: l’accordo si chiama maggiore quando la terza, formata dalla sua prima e seconda nota, è maggiore: ad esempio, nell’accordo DO – MI – SOL, l’intervallo DO – MI è una terza maggiore perché nel pianoforte vedi che tra questi due tasti ci sono altrettanti tasti neri (quindi in totale quattro tasti, cioè due toni): di conseguenza l’accordo sarà chiamato DO maggiore.
Questo intervallo di terza maggiore si indica con la sigla 3M (con la “M” maiuscola), anche se a volte questa “M” maiuscola la si sottintende.
Si forma un accordo minore, invece, quando l’intervallo di terza è minore: ad esempio prendiamo l’accordo RE – FA – LA e vediamo che tra il RE e il FA c’è un solo tasto nero, quindi avremo tre tasti in totale, che ci danno un intervallo di un tono e un semitono.
Se vogliamo prendere l’accordo costruito a partire dalla nota DO e vogliamo avere un accordo minore, bisogna mettere un bemolle davanti al MI in modo tale che la terza DO – MIb (che nella scala maggiore sarà maggiore) risulti alla distanza di tre tasti e quindi formata da 1 tono e 1 semitono.
Questo accordo minore si indica con la sigla 3m (con la “m” minuscola che in questo caso sarà sempre scritta).
La quinta dell’accordo, come dicevo prima, in questi due accordi resta sempre uguale (a livello di toni e semitoni), in entrambi i casi e si chiama giusta, cioè non è mai né maggiore né minore.
Proprio questa nota, invece, sarà importante per la formazione delle altre due triadi che ti ho elencato più sopra.
Troveremo allora la triade aumentata (anche detta eccedente, a seconda del vocabolario usato dal libro o sito che trovi) che sarà formata da una terza maggiore e da una quinta aumentata (o eccedente): prendiamo ad esempio l’accordo di DO aumentato (DO – MI – SOL#) e vediamo che questo è formato dalla sovrapposizione di due terze maggiori: DO – MI e MI – SOL#.
Si indica con la sigla 5aum.
Abbiamo poi la triade diminuita che è invece formata da una terza minore e da una quinta diminuita: se prendiamo l’accordo costruito sul DO avremo le note DO – MIb – SOLb e quindi avremo la sovrapposizione di due terze minori: DO – MIb e MIb – SOLb.
Si indica con la sigla 5dim.
E passiamo subito a qualche piccolo esercizio, giusto per farti memorizzare quanto scritto qui sopra.
Prendiamo una triade di DO maggiore: suona o canta la nota fondamentale, cioè il DO, poi passa a cantare la terza e infine la quinta.
Se puoi provare su un pianoforte o una tastiera, puoi procedere così: suona il DO e insieme il MI.
Ora suona il DO e canta il MI, poi suona il DO e il MI insieme e canta il SOL.
Fatto?
Non lo sai ancora, ma stai già facendo un’armonizzazione e, anche se crei un’armonia molto semplice, hai già iniziato il lavoro!
Per oggi mi fermo qui.
Mentre aspetti il prossimo articolo, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà.

