Ciao,
torniamo a parlare di modulazione e vediamo, oggi, qualche regoletta utile da applicare subito nei nostri esercizi.
La nota caratteristica, spesso, può dare origine ad un movimento cromatico, ascendente o discendente, movimento che è sempre bene effettuare nella stessa voce e nella stessa direzione: ad esempio, se un accordo contiene la nota DO e il successivo contiene il DO#, questo movimento deve essere effettuato dalla stessa voce che sarebbe opportuno, poi, far salire fino al RE.
Altrimenti il rischio è quello di creare quella che si chiama falsa relazione d’ottava.Se questa nota, poi, è la sensibile del nuovo tono, essa dovrà necessariamente salire alla tonica ed essere armonizzata esclusivamente con l’accordo del V grado o, ma in casi molto rari, con quello del VII.
Il solo caso che ci permette di non rispettare il movimento cromatico è quello della nota caratteristica al basso, anche se è meglio non mettere troppo in evidenza la falsa relazione d’ottava ed evitare che la nota che viene alterata si trovi tra le parti estreme (basso e melodia).
Quando una nota effettua un movimento cromatico, bisogna evitare il suo raddoppio, altrimenti la sonorità rischia di essere molto … pesante.
Bisogna anche evitare di arrivare al nuovo tono tramite l’accordo del III grado: esso infatti non ha una funzione tonale specifica e quindi usarlo per modulare renderebbe più debole l’affermazione della nuova tonica.
Nel prossimo articolo andremo a vedere due sistemi per modulare.
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