Ciao,
torniamo a parlare di canzone e occupiamoci principalmente dell’armonia da usare nell’accompagnamento delle varie melodie che possiamo già aver scritto precedentemente.
Ora il lavoro da fare è quello di armonizzare i temi, cioè aggiungere gli accordi che li mettono in risalto applicando l’armonia che determina la tonalità e/o la modalità ma anche le modulazioni, cioè i passaggi da una tonalità ad un’altra.
L’accompagnamento, infatti, è un altro elemento importante della canzone ed è un po’ come le fondazioni di una casa: se le fondazioni sono solide, allora possiamo costruire su di esse qualcosa di solido e, quindi, di bello.
Presta dunque particolare attenzione a questa parte della tua composizione in quanto è da essa che dipenderà tutto il resto della tua canzone.
Ma cos’è, in soldoni, l’accompagnamento?
In pratica è la combinazione di accordi di tipi diversi che vanno a mettere in risalto il colore, l’atmosfera e lo stile del tuo pezzo: in questo modo possiamo dare alla canzone un carattere piuttosto tradizionale, un colore più jazz, accostare la canzone alla musica cosiddetta tonale (più classica) o, al contrario, darle un colore modale più originale.
Quindi, come vedi, in base a … cosa metto sotto alla stessa melodia, posso avere risultati completamente diversi (e questo dipende anche dallo strumento che tu suoni, se ne suoni uno), anche se la parte che l’ascoltatore sentirà sarà la melodia!
Andiamo allora a vedere qualche regola basilare per l’armonizzazione di una melodia.
Vedrai che possiamo lavorare su più livelli:
- la frequenza armonica, che mi determina il numero di accordi per battuta ed è in funzione del tema melodico e della sua struttura
- i movimenti tra la melodia e il basso di ogni singolo accordo
- le note superiori di un accordo possono essere usate per creare una linea melodica interessante da usare, ad esempio, come controcanto per la melodia principale
- le note dell’accordo non devono entrare in conflitto con quelle della melodia
- ogni voce dell’accordo deve concatenarsi logicamente con l’accordo successivo (ad esempio tenendo legate le note in comune tra i due accordi).
Nel prossimo articolo andremo a vedere come trovare una successione accordale che suoni bene.
Mentre aspetti questo articolo, se vuoi approfondire di più questo argomento ti consiglio di cliccare subito sull’immagine qui sotto per saperne di più.


