Ciao,
quando vogliamo scrivere una canzone dall’inizio alla fine, abbiamo bisogno di saper come passare da una parte all’altra delle varie sezioni che la formano e visto che le parti che la compongono sono diverse e con caratteristiche proprie, va da sé che l’accompagnamento accordale cambierà di conseguenza.
Entriamo un po’ più nel dettaglio.

Per quanto riguarda la strofa, pur usando, nella maggior parte dei casi, accordi tratti dalla stessa scala, tuttavia possiamo inserire nella strofa accordi appartenenti a diverse tonalità.
In questo momento, infatti, presentiamo il contesto della canzone e quindi gli accordi potrebbero benissimo essere un po’ più complessi e … ricercati rispetto ad altre parti
Con il ritornello, invece, vogliamo attirare l’attenzione dell’ascoltatore e lo faremo grazie all’intensità: per questo sarà meglio, in questo momento, usare accordi semplici, che appartengono alla stessa tonalità e, meglio ancora, accordi di tonica (cioè del I grado) e allo stato fondamentale, così come usare successioni accordali piuttosto corte, il tutto per permettere all’ascoltatore di far entrare in mente la tonalità.
Il passaggio tra la strofa e il ritornello deve essere fluido e il tutto può avvenire attraverso un paio di sistemi che funzionano, come l’uso di un accordo comune (che sarà l’ultimo della strofa e che prepara l’orecchio dell’ascoltatore verso quello che sta per arrivare) oppure tramite la sostituzione degli accordi: in questo caso avremo due successioni accordali, l’una in funzione dell’altra, usando ad esempio gli accordi tratti dalle scale relative.
Un esempio concreto potrebbe essere quello di comporre gli accordi del ritornello usando gli accordi della tonalità relativa a quella della strofa.
Quindi se ad esempio la mia strofa ha come accordi FA maggiore, SIb maggiore, DO maggiore, Fa maggiore, per il ritornello userò gli accordi relativi, cioè RE minore, SOL minore, LA minore, RE minore o viceversa.
Vediamo un altro esempio: il ritornello è composto dagli accordi RE minore, DO maggiore, FA maggiore, RE minore e la strofa avrà gli accordi relativi di FA maggiore, LA minore, RE minore, FA maggiore.
È chiaro che non è obbligatorio trasformare sempre tutti gli accordi: infatti puoi cambiarne uno o due e poi terminare la successione accordale con accordi di tua scelta.
Per quanto riguarda il pre-ritornello, essendo questo una transizione tra strofa e ritornello, questa parte può essere interessante da inserire nel momento in cui tu non riuscissi a trovare un passaggio che ti soddisfa tra queste due parti della canzone.
Dovendo preparare l’arrivo del ritornello, qui gli accordi devono essere pensati in funzione di quest’ultimo, quindi meglio cercare di far corrispondere l’ultimo accordo del pre-ritornello con il primo del ritornello.
Il ponte è una sezione di contrasto, quindi gli accordi che lo compongono saranno completamente diversi da quelli del resto della canzone.
Può essere interessante, allora, usare una successione accordale inversa a quella del resto della canzone, cioè: se ho la maggior parte degli accordi maggiori nella strofa e nel ritornello, qui posso usare degli accordi minori e viceversa oppure possiamo usare accordi di tonalità diverse, portando così nuovi colori e nuove sonorità a questa sezione.
La transizione fra il ritornello e il ponte può avvenire attraverso l’uso degli accordi della tonalità principale del ritornello: ad esempio se il nostro ritornello ha gli accordi LA maggiore, RE maggiore e MI maggiore, per preparare l’arrivo del ponte possiamo usare gli accordi minori, ma li andremo a cercare nella tonalità di LA maggiore, tonalità principale del ritornello.
A questo punto, allora, possiamo scegliere gli accordi di SI minore, DO# minore e FA# minore per il nostro ponte, usandoli all’inizio del ponte stesso in modo da effettuare la transizione senza rotture brusche, facendoli poi seguire da tutti gli accordi che vogliamo per completare la successione del ponte stesso.
Il passaggio dal ponte alla parte successiva della canzone, invece, è più semplice 🙂 : basta qui prendere un accordo del IV o del V grado come ultimo accordo del ponte.
Perché questi due gradi in particolare?
Perché questo concatenamento da’ all’orecchio una sensazione di movimento e/o di sospensione e l’orecchio sarà lì ad aspettare l’accordo successivo che terminerà la frase e potrà, finalmente, riposarsi (l’orecchio e … l’ascoltatore con lui).
Creare questa sensazione di sospensione è indispensabile per far capire a chi ti ascolta che … è ora di tornare a casa dopo aver viaggiato dappertutto con questo ponte 🙂
Se dopo il ponte abbiamo il ritornello, questo sarà pieno di accordi di tonica, cosa che rinforzerà l’impressione di qualcosa di familiare per l’orecchio!
Nel prossimo articolo andremo a vedere come lavorare sulla melodia delle varie parti.
Mentre aspetti questo articolo, se vuoi approfondire di più questo argomento ti consiglio di cliccare subito sull’immagine qui sotto per saperne di più.

