Ciao,
probabilmente già conosci l’esistenza di questi due tipi di orecchio o forse ne hai sentito parlare.
Diciamo subito cosa sono: l’orecchio assoluto è la capacità di identificare una nota musicale qualsiasi senza alcun riferimento, solo ascoltandola (del tipo: quel canarino canta un fa# oppure il rumore della forchetta su quel bicchiere è un do), ma anche riuscire a cantare una nota correttamente, anche qui senza nessun punto di riferimento.
In occidente pochissime persone, solo una persona su 10.000, sono dotate di un orecchio assoluto attivo.
E questa capacità è una capacità innata, non è possibile svilupparla: la rinomata Juilliard School of Music di New York ci ha provato senza successo.
“E allora che si fa? Non c’è speranza per nessuno!“, mi dirai.
Beh, se fosse così non ci sarebbe veramente speranza 🙂
Ma in realtà non è così.
Infatti se non si ha l’orecchio assoluto, se si ha bisogno di un punto di riferimento, allora si parla di orecchio relativo.
E in questo caso tutti possiamo essere capaci di averlo.
A patto che …
… lo esercitiamo regolarmente!
Esercitare il proprio orecchio, infatti, è essenziale per apprendere la musica, in particolare per l’improvvisazione (in quanto niente è scritto in questo caso).
Più questo tipo di esercizio è regolare, più si progredirà rapidamente: ognuno progredirà in modo personale e con il proprio ritmo, ma tutti otterranno dei risultati in funzione del proprio livello.
Spero che questi pochi appunti ti siano utili per approfondire di più l’educazione del tuo orecchio musicale.


Mi chiamo Gaetano, sono un polistrumentista autodidatta.
Il mio orecchio è sicuramente un dono di natura: io riesco a trasportare con le mie corde vocali ogni frase o melodia, pertanto credo che il mio orecchio musicale si potrebbe definire orecchio intervallare assoluto.
Grazie al mio orecchio posso scrivere, cantare e suonare in tutti i toni.
Il dono della trasposizione tonale esiste ma in Italia forse non lo sanno: questo potrebbe far credere che in Italia ci sono molti stonati cronici che non riescono a innalzare o abbassare di tono un motivo con le proprie corde vocali
Grazie, Gaetano, per questa tua testimonianza.
Ciao