Ciao,
continuiamo il nostro percorso all’interno delle sostituzioni armoniche dell’armonia jazz e andiamo ora a vedere un altro tipo di sostituzione che possiamo trovare a livello di collegamenti di accordi.
Il collegamento I – Ix viene spesso definito debole, perché il cambiamento tra i due accordi è minimo: le note restano praticamente le stesse e l’unica vera differenza è la settima, che da maggiore diventa minore.
Ma proprio per questo motivo il passaggio risulta molto morbido e poco invasivo dal punto di vista armonico.
Tuttavia, questa apparente debolezza è anche il suo punto di forza: il collegamento permette infatti di modulare verso la sotto-dominante, rendendolo estremamente utile e frequente nella pratica musicale.
Quando si arriva all’accordo di settima di dominante, non è affatto obbligatorio mantenerlo nella sua forma classica.
È possibile utilizzare senza problemi una delle sostituzioni armoniche già viste negli articoli precedenti, che permettono di variare il colore senza perdere la funzione dell’accordo.
Sappi anche che nel tempo si sono affermate alcune formule ricorrenti, particolarmente efficaci in questo tipo di collegamento.
Vediamone qualcuna.
Una delle più utilizzate è la sostituzione della dominante con la progressione V – VI – VI#° – V5/6,
facendo in modo che la settima compaia solo sull’ultimo accordo: in questo modo la tensione viene rimandata e resa più evidente solo alla fine della sequenza, aumentando l’efficacia del ritorno.
Un’altra formula molto comune parte dal collegamento I – Ix, che può essere reinterpretato come VI – ♭VIx – Vm – Ix: qui il movimento armonico è più articolato, ma resta coerente grazie alla funzione di preparazione della dominante finale.
A questo punto, l’accordo Ix (settima di dominante) può essere ulteriormente trasformato tramite la sostituzione di tritono, ottenendo così la progressione VI – ♭VIx – Vm – ♭Vx: questa variante introduce un colore più moderno e sorprendente, pur mantenendo la stessa funzione risolutiva.
Per estensione, poiché l’accordo di VI ha una funzione molto simile a quella della tonica, si può decidere di mantenere la tonica iniziale per non indebolire il senso di chiusura del collegamento: in questo caso la progressione diventa I – ♭VIx – Vm – Ix, che conserva un carattere conclusivo più stabile.
Infine, all’interno del collegamento VI – ♭VIx – Vm, l’accordo ♭VIx può essere sostituito da un accordo di passaggio cromatico, ottenendo una soluzione ancora più scorrevole dal punto di vista melodico.
Avremo allora un collegamento VI – ♭VIm – Vm – Ix, particolarmente efficace quando si vuole enfatizzare il movimento cromatico delle voci interne senza appesantire l’armonia.

