Ciao,
ecco un nuovo argomento che voglio affrontare in più parti, dato che è un po’ complesso: può succedere di avere un motivetto che ci frulla in testa con cui, ad esempio, decidiamo di scrivere una canzone o un brano musicale qualsiasi, ma bisogna poi trovare un accompagnamento valido e allora … cominciano i problemi!
“Cosa devo fare? come posso trovare gli accordi giusti?”, ci si chiede continuamente!
Ecco: questa serie di articoli ti aiuterà a rispondere a queste domande e così saprai cosa è necessario fare per armonizzare la tua melodia (o quella di qualcun altro 🙂 ).
Per trovare queste risposte faremo uso della teoria musicale.
Ma prima di passare avanti, cerchiamo di fare chiarezza sui termini che usiamo.
Armonizzare, secondo la prima definizione della Treccani, vuol dire “dotare una melodia di un contesto armonico”.
Quindi armonizzare significa mettere sotto una linea melodica, che è già stata pensata e scritta, quegli accordi che la valorizzino, creando un accompagnamento con gli strumenti, con la voce o con entrambi.
Ma … cos’è un accordo?
Come dice la parola, l’accordo è semplicemente qualcosa che sta bene insieme e che può andare da un minimo di due note (e in questo caso avremo un bicordo) a … molte di più, una sotto l’altra, suonate contemporaneamente, mentre la melodia è formata da tante note singole suonate in successione.
La Treccani da’ questa definizione (la numero 4) di accordo: “giustapposizione di più suoni, e, in senso stretto, giustapposizione dei tre suoni d’una stessa funzione tonale” .
Se metto un accordo sotto le note della melodia, questa si trasforma in un pezzo formato da più parti, vocali e strumentali.
Però, come penso potrai immaginare, non posso mettere accordi a caso: esistono alcune regole che ti aiuteranno a non sbagliare.
E questo vale anche per creare un arrangiamento.
Infatti armonizzazione e arrangiamento sono infatti due attività musicali simili ma le due parole non sono sinonimi.
Ma andiamo a vedere questa differenza, facendoci aiutare ancora una volta dalla Treccani.
L’arrangiamento designa “la trascrizione con cui una composizione musicale viene adattata a strumenti o complessi strumentali diversi da quelli per cui originariamente è destinata dall’autore”, mentre l’armonizzazione è “l’attività e la tecnica musicale con cui si armonizza, cioè si dota di un contesto armonico una melodia, un tema musicale”, come abbiamo visto poco sopra.
Quindi l’arrangiatore, prima di procedere con la trascrizione di quel determinato pezzo scritto per pianoforte solo (ad esempio) e arrangiarlo per orchestra, farà una specie di ossatura-base con la sola melodia, mettendole sotto un’armonizzazione su due o tre pentagrammi e solo in seguito sceglierà altri strumenti rispetto a quelli originali, da uno fino ad un’intera orchestra.
Detto così sembra difficile, ma non lo è, non preoccuparti.
Bene, per questo articolo è tutto; ti do’ appuntamento alle prossime … puntate 🙂
Mentre aspetti il prossimo articolo, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà.


argomento bellissimo e molto interessante. ho studiato per tanto tempo, ma non ho mai imparato tutte le note sul manico, vado ad orecchio/memoria/tastoni!!
spero che questo tuo argomento mi possa aiutare nell’intento di poter scrivere qualche canzone ben fatta.
Come al solito!
A 63 anni “sonati” mi fai ritornare la voglia di mettermi a studiare …
Peccato che l’artrite incalza impietosa!
ahahahah Valerio 🙂
Ma … mi devo sentire in colpa ???????
Scherzi a parte, mi fa piacere che l’argomento trattato sia di tuo gradimento.
Ciao