Ciao,
spesso mi viene posta questa domanda: come faccio a progredire con la chitarra?
Ed io, di solito, rispondo con un’altra domanda: qual’è la prima domanda da porsi prima di cominciare ad imparare a suonare la chitarra?
Infatti saper rispondere a questa prima domanda è già un buon inizio 🙂
E la prima domanda da farsi è: quale obiettivo intendo raggiungere suonando la chitarra?
Infatti il problema è che molti aspiranti chitarristi iniziano a suonare (quasi) per caso, direi, spesso perché l’amico suona oppure per fare colpo su quel/la ragazzo/a, ma senza una reale riflessione sugli obiettivi.
E spesso per fare questo ci si affida a internet cercando risorse qui e là, senza sapere esattamente cosa cercare.
Questo approccio può, a volte, portare ad avere qualche buon risultato, ma molto più spesso genera confusione, perdita di motivazione e inesorabile abbandono della chitarra.
C’è poi chi sceglie percorsi più tradizionali, che richiedono tempi lunghi e una grande disciplina e perseveranza; anche in questo caso, se il metodo non corrisponde alle aspettative personali, il risultato sarà lo stesso: perdita di motivazione e inesorabile abbandono della chitarra.
In entrambi i casi, il problema principale sta nel fatto che non ci si è messi a tavolino all’inizio e non sono stati definiti gli obiettivi da raggiungere.
Chiarire fin dall’inizio quello si desidera fare con la chitarra permette di scegliere un percorso di studio ad hoc che ci porterà a progredire alla … velocità della luce!
Questo significa che chi desidera semplicemente accompagnare le canzoni nel week-end con gli amici può concentrarsi sugli accordi, sulle eventuali progressioni armoniche e, soprattutto, sui ritmi di base, mentre chi vuole puntare più in alto intraprenderà un percorso più approfondito con una formazione avanzata o virtuosistica.
Quindi un approccio didattico efficace per lo studio della chitarra non può prescindere dagli obiettivi fissati in modo consapevole a tavolino: solo a partire da questa base, è possibile costruire un percorso di studio adatto, che non lascerà spazio (se non raramente) alla perdita di motivazione ma, soprattutto, all’abbandono della chitarra.


Il materiale messo a disposizione dal sito è molto buono (sia gli articoli gratuiti che quello a pagamento).
Traspare una grande professionalità e cura dei minimi particolari che sono fondamentali in un ambito come la musica che io paragono (per alcuni versi) alla matematica dove niente è casuale e dove la precisione è la regola numero uno.
Complimenti
Giuseppe
grazie Giuseppe, sei molto gentile 🙂