
Ciao,
continuiamo il nostro percorso all’interno delle sostituzioni armoniche dell’armonia jazz e vediamone oggi un’altra che è molto usata.
Parlo dell’anatole che, come ho già accennato precedentemente, può essere visto come una specie di circolo che riporta sempre allo stesso punto di partenza.
Dal punto di vista armonico, infatti, il suo significato resta invariato e ruota attorno alla tonica, che possiamo schematizzare come I – I.
Proprio per questa sua natura circolare, l’anatole può tornare molto utile quando un accordo di tonica rimane fermo troppo a lungo e rischia di risultare statico.
In questi casi è possibile sostituire alcune battute di tonica con un’anatole, mantenendo però intatta la sensazione di casa.
Ad esempio, una sequenza di quattro battute che hanno tutte l’accordo di tonica, C, può essere resa più interessante inserendo un’anatole al posto delle ripetizioni dell’accordo di DO maggiore, senza alterarne la funzione armonica complessiva.
Avremo allora la successione C – Am7 – D-7 – G7 che si ripeterà due volte.
È importante però fare attenzione a un dettaglio fondamentale: questa sostituzione funziona solo se l’anatole si conclude nuovamente sulla tonica.
Se dopo l’anatole la progressione prende un’altra direzione, il meccanismo non regge più.
Nel caso in cui, ad esempio, ho due battute di C e la terza di Dm, si crea un collegamento tra il I e il II grado, e quindi la funzione armonica cambia.
In una situazione del genere l’anatole non può sostituire le due battute di DO maggiore, perché non si torna più alla tonica ma si apre un nuovo percorso.
Un discorso simile vale per la formula I – IIm7 – IIIm7 – I: qui l’accordo costruito sul secondo grado non ha un ruolo di vera destinazione, ma funge piuttosto da passaggio tra il I e il III grado.
Questo apre a molte possibilità di combinazione e di movimento interno, tutte valide dal punto di vista musicale.
Possiamo allora avere progressioni come:
C – Dm7 – Em7 – Dm7 – C
oppure:
C – Em7 – Dm7 – C
e molte altre varianti simili.
Un’altra sostituzione molto usata con l’anatole è quella del collegamento I – V: se in questo collegamento sostituiamo il V con la formula II – V, abbiamo un collegamento I – II che possiamo sostituire con la formula I – VI – II che ci dà, appunto, una formula d’anatole.
L’idea è sempre la stessa: creare movimento senza perdere il centro tonale ed è proprio questo alternarsi tra punti fermi e piccole variazioni che rende l’anatole uno strumento interessantissimo da usare, soprattutto per chi ama sperimentare pur restando in un contesto armonico semplice e comprensibile.

