Ciao,
oggi torniamo a parlare di armonia jazz e, dopo aver visto l’accordo di settima di dominante, vediamo oggi quello di settima diminuita.
Questo accordo, costruito sul VII grado della scala minore armonica, in realtà può essere considerato come un accordo di nona in cui è stata soppressa la fondamentale.
Come accordo di settima diminuita, esso diventa un accordo passe-partout, in quanto … apre moltissime porte perché, in soldoni, ha la particolarità di essere una sovrapposizione di terze minori, il che permette di dividere l’ottava in quattro parti uguali.
Grazie a questo fatto e grazie ai suoni enarmonici, incontriamo solo tre tipi diversi di questo accordo.
La numerazione migliore che possiamo incontrare (dato che ce ne possono essere diverse) è senza dubbio questa: Co che presenta l’interesse di essere semplice anche se il simbolo “o” in se stesso non vuol dire niente: esso è semplicemente una codificazione presa in prestito da un altro sistema di numerazione.
Altre numerazioni possibili che possiamo trovare per questo accordo sono: Co7, Cdim7 e Cdim.
In questi accordi sono possibili tutte le appoggiature (che creano delle sonorità molto interessanti), ma non si numerano in quanto appartengono sempre alla melodia.
Tuttavia se il compositore vuole assolutamente, sotto la melodia, un qualsiasi movimento contrappuntistico, spesso preferisce la soluzione di scriverlo con note di piccola dimensione (per evitare qualsiasi confusione con la melodia principale) in modo da non appesantire la numerazione stessa.
La numerazione, invece, è assolutamente obbligatoria se l’appoggiatura non risolve.
Quello che è importante capire qui è che basta cambiare i nomi delle note per enarmonia (il FA con un MI#, ad esempio), e quindi cambiare la funzione armonica dell’accordo, perché l’orecchio possa tranquillamente sentire un nuovo accordo con al basso una nota diversa.
Quindi possiamo vedere che la stessa versione di un accordo di settima diminuita ammette quattro bassi diversi, creando così quattro accordi di nona minore differenti che possono risolvere su otto possibili tonalità (maggiori e minori).
Perciò, come puoi capire, questo accordo è molto pratico per modulare velocemente ma … senza traumi ( 🙂 ) in tonalità molto lontane tra di loro anche se non bisogna abusare di questo procedimento all’interno di uno stesso brano, altrimenti tutto diverrebbe banale e prevedibile.


