Ciao,
dopo aver visto, in soldoni, perché è interessante occuparci del trasporto, di una melodia o di una serie di accordi, prima di continuare ed inoltrarci in questo mondo, specifico, chiediamoci: di cosa parliamo esattamente?
Il trasporto … cos’è?
A chi è rivolto e chi può esserne interessato?
Intanto rispondo alla prima domanda con la definizione che da’ la Treccani alla voce trasporto:
“Si chiama trasporto o trasposizione l’esecuzione di un brano in una tonalità diversa da quella per cui esso è stato originariamente scritto”.
Quindi … niente di tanto complicato, almeno in principio di massima.
Allora perché il trasporto ha una cattiva reputazione (per chi ha un minimo di conoscenze della teoria musicale, questo è un argomento da cui bisogna … guardarsi bene, una cosa complicatissima che non serve a niente se non a farci … arrabbiare e a perdere il sonno!)?
Il problema del trasporto è che spessissimo viene presentato solo a livello teorico (della serie: “devi imparare questo”) mentre invece è una cosa molto pratica che ci aiuta nella pratica musicale di tutti i giorni.
Io paragono sempre la musica ad una lingua straniera.
Nel caso del trasporto è come se tu volessi tradurre una frase dall’italiano all’inglese, ad esempio.
In questo caso dovrai conoscere sia l’italiano sia l’inglese: all’inizio, se non hai mai fatto questo tipo di lavoro di traduzione, ti ci vorrà un po’ di tempo per cercare le parole, tradurle, scriverle in modo corretto a livello grammaticale o ortografico e fare in modo che le due frasi, nelle due lingue, abbiano lo stesso significato e lo stesso senso 🙂
E lavorandoci su con costanza e pazienza, alla fine si riesce a fare un buon lavoro!
Quando, poi, avrai preso l’abitudine a fare una traduzione scritta, ti sarà molto più semplice farla a livello orale e, quando anche questo passaggio sarà bene assimilato, nessuno ti impedisce di fare una traduzione simultanea, cioè tradurre in inglese mentre ascolti la persona che parla in italiano e viceversa.
Ecco … lo stesso deve avvenire per il trasporto: bisogna capire il meccanismo e i ragionamenti che ci sono dietro il trasporto, allora non avrai più nessun timore e potrai sicuramente … riacquistare il sonno 🙂
Ovviamente ti servirà esercizio e costanza: ricorda che non hai nessuna bacchetta magica per eseguire il trasporto in un batter d’occhio!
Inoltre devi avere un minimo di conoscenza base della teoria musicale (tonalità, scale, intervalli, chiavi, ecc.) e questa conoscenza basilare te la puoi fare tranquillamente cercando gli argomenti su internet (anche qui su suonolachitarra c’è tutta una sezione di articoli gratuiti dedicati alla teoria musicale 🙂 ).
Bene, per oggi mi fermo qui e ti do’ appuntamento ai prossimi articoli.
Se vuoi anticiparti, ti consiglio di cliccare sul’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina per approfondire questo argomento.


