Ciao,
ritorniamo oggi ad occuparci delle note estranee alla tonalità di partenza in un brano jazz, sia a livello melodico che accordale e armonico, che possiamo trovare in un tema.
Ho già trattato questo argomento sia per quanto riguarda l’aspetto melodico che accordale, ma andiamo ora a classificarle in base alla loro funzione armonica.
Avremo perciò:
- le note semplicemente prese in prestito ad un’altra tonalità:
– per fini melodici, come ad esempio le note di volta, che non hanno niente a che fare con la tonalità di partenza ma che … non danno fastidio
– per fini armonici, come ad esempio un accordo di E7 preso in prestito dalla tonalità di LA maggiore, in un brano la cui tonalità principale è quella di RE maggiore - le note modulanti facendo comparire una o più note caratteristiche della nuova tonalità, con o senza accordi che fungono da preparazione alla modulazione.
Quando abbiamo una parte che prevede note e accordi non appartenenti alla tonalità d’impianto, scriveremo gli accordi estranei nella tonalità principale, precisando la qualifica ed eventualmente il grado.
Quindi, per fare un esempio pratico, un accordo G7 in FA maggiore si numererà quindi come IIx o II7.
Il concatenamento II7 – V – I è un concatenamento che vede l’accordo di dominante del tono della dominante (nel nostro esempio G7 è l’accordo di settima di dominante di DO maggiore che, a sua volta, è la dominante di FA maggiore).
Questo passaggio può essere numerato anche con un V(di V) – V – I.
Questo stesso sistema di numerazione possiamo trovarlo quando l’armonia modula: in questo caso bisognerà cambiare il punto di riferimento.

