Ciao,
oggi parliamo un po’ di effettistica per chitarra elettrica.
Io ne faccio un uso molto parsimonioso per via di un mio approccio importante alla chitarra acustica.
Questa mia attitudine, mi porta a privilegiare un suono asciutto e legnoso anche quando suono l’elettrica.
Ad ogni modo qualche effetto lo uso anche io: il giusto indispensabile.
Una chitarra elettrica va sempre trattata con delle sonorità aggiunte poiché, da sola, non ha delle caratteristiche sonore tali da essere ben definite.
Per ottenere dei suoni aggiunti, si può acquistare una pedaliera bella e pronta di quelle digitali, oppure farsene una su misura.
Assemblare dei pedali non è una cosa difficile.
Basta collegarli l’un l’altro attraverso dei cavi, e il gioco è fatto.
Però, se vogliamo essere precisi, bisogna osservare delle piccole precauzioni in modo tale da ottenere il meglio per i nostri suoni.
I pedali hanno due ingressi (uno in e uno out).
A destra del pedale, c’è l’ingresso IN cioè dove inseriremo il jack che parte dalla nostra chitarra .
Sulla sua sinistra c’è l’uscita OUT.
Da qui inseriamo l’altro jack che esce dal pedale e entra nell’IN di quello successivo.
In questo modo li metteremo in sequenza a cascata.
Seguendo lo stesso processo di in e out, andremo avanti per poi finire nell’amplificatore.
Questo genere di effetto, si alimenta attraverso una comune pila da 9 volt.
Io però ti consiglio di acquistare un alimentatore unico che ti garantirà una buona stabilità, senza correre il rischio che ti abbandoni durante una serata.
Insomma: non ti tradirà mai.
Ma adesso vediamo in che successione vanno assemblati.
- Per primo (cioè quello che attacchiamo direttamente dalla chitarra), va sempre un pedale di pre-amplificazione, come ad esempio un distorsore, pre-amplificatore booster, overdrive equalizzatore.
- Secondo posto: effetti dinamici, come compressori, noise gate…
- Terzo: effetti di modulazione, come chorus, flanger, wha-wha, synth, tremolo, vibrato.
- Quarto: effetti di ambiente, come delay e reverbero.
In questo modo possiamo ottenere il massimo dalla nostra pedaliera.
Spero di esserti stato utile in qualche modo.
Un saluto.
(articolo scritto da Davide De Rosa).



Scusate.
ma se dappertutto dicono che prima ci va il Wha, poi i pedali OD o DS e poi CHORUS FLANGER e a valle il DElay….
Come mai ora si dice che il Wha è posto tra OD e gli altri?
Secondo me alla base di tutto occorre un ottimo amplificatore sia esso a stato solido che a valvole e poi una chitarra di ottima fattura.
Gran parte del suono nasce da quello giocando con i vari potenziometri della chitarra e gestendo le cose sugli ampli per ottenere dei suoni puliti o distorti se volete.
Per cio’ che riguarda gli effetti vediamo un po’ cosa puo servirci: premesso che ogni artista ha un suo suono e quindi i suoi setup, io direi questo per iniziare ad esplorare il mondo delle sonorità degli effetti:
1 dinamica: equalizzatori, wah, compressori, booster, driver e distorsori.
2 modulazioni:- chorus, flanger, phaser, rotary, uni-vibe (questi i più usati e comuni).
3 ambiente: reverbero, delay e tremolo.
Altri effetti quali accordatori, looper, line selector, noise gate, sono a parere mio utili ma non indispensabili.
Ricordatevi sempre che un buon suono nasce dalle mani e non dal resto……….
non ho la possibilità di provarli per ora…sarà una scelta a scatola chiusa….per questo sono preoccupato…
io sono indeciso tra un delay digitale (ibanez de7) e il carbon copy…
La mia perplessità è che col carbon copy, essendo analogico, non si possa ottenere un tempo di ritardo sufficiente [esempio: in “another brick in the wall” la parte con il delay iniziale]…
Il delay che cerco io deve essere in grado di non ronzare se accorpato da un distorsore, non amplificarmi eccessivamente il volume e, soprattutto, darmi negli assoli quell’effetto di ritardo che riesce a confondere chi ascolta….
Secondo me, se ne hai la possibilità, dovresti provarli con la tua chitarra.
Solo ascoltandoli puoi capire quello che meglio è adatto per le tue esigenze, anche perché il tuo modo di suonare, le tecniche che usi, il tuo stile, la stessa chitarra (comprensiva di corde, amplificatore e tutti i vari accessori, effetti compresi) sono diversi rispetto a quelli di tutti gli altri.
Quindi, se puoi, fai delle prove e suona con questi due effetti.
Ciao
Per quanto riguarda gli effetti sulla chitarra, quando faccio le prove con la mia band, uso un reverbero e un distorsore della short, un chorus analogico della boss e un equalizzatore parametrico della guyatone.
Il mio line up durante la serata invece è il vg8 della roland.
Ce l’ho anche per il basso, sono due pedaliere fenomenali.
Di questi effetti sento molto parlare ma non ho ancora capito di preciso che cosa fa ognuno di essi.
Quelli di ambiente e modulazione so bene cosa fanno, ma per quanto riguarda pre-amplificazione non so molto.
Non esiste un brano in cui si senta bene l’effetto overdrive o l’effetto distorion?
Io li ho sulla mia multieffetto ma lasciano un po’ a desiderare … poi se mi parli di compressione, noise gate e booster ne so meno di zero.
Se mi fai ascoltare qualche cosa che fa sentire bene ciascuno di questi effetti mi chiariresti le idee su molte cose.
Come esempio butto la:
Flanger —> Rooster (di Alice in Chains)
Spero di non chiedere troppo 😀
Da parte mia ti dico che sto preparando un e-book su tutti gli effetti per chitarra elettrica, spiegati uno per uno.
Magari puo’ interessarti 🙂
Ciao
Ciao.
Anch’io seguo quasi la sequenza detta, tranne lo wha che ho messo all’inizio della cascata.
Io mo trovo bene (lo uso molto poco), che ne dici?
Ciao, Giorgio
Concordo pienamente con Davide sulla corretta sequenza di collegamento dei vari effetti, io ci sono arrivato dalla pratica dopo aver provato veramente di tutto.
Suonando quasi esclusivamente la chitarra elettrica per me è stato indispensabile arrivare a quella conclusione per avere il miglior controllo possibile e la migliore qualità di suono.
Oggi sto utilizzando invece una pedaliera digitale, la LINE 6 XT LIVE per la versatilità e la facilità di programmazione (usb col PC).
La cosa che ho subito notato è proprio la sequenza di cascata degli effetti che rispetta comunque quella di cui si è parlato sopra.
Quando faccio Piano Bar la collego direttamente all’impianto (niente amplificatore x chitarra) ed il risultato è eccellente e comodo, quando invece suono col gruppo preferisco avere dietro il mio Ampli se non altro per sentirmi meglio.
Ciao, Mike