Ciao,
ho concluso l’articolo scorso sull’amplificatore per chitarra, dicendo che quelli che oggi si usano correntemente sono valvolari, a transistor o ibridi e si differenziano per la riproduzione più o meno fedele del suono.
Bene, allora in questo articolo vediamo le caratteristiche dell’amplificatore valvolare, che usa valvole termoioniche nei circuiti del pre-amplificatore e del finale di potenza.
La valvola, chiamata anche triodo, è formata da tre componenti elettroniche (anodo caricato positivamente, catodo caricato negativamente, ed una griglia di controllo) collegate insieme da un filamento generalmente in tungsteno resistente al calore, che ha il compito di riscaldare il catodo in modo da generare un segnale continuo e non alternato.
Wikipedia dice che
“Nel preamplificatore vengono utilizzati doppi triodi come le valvole 12AX7 (altrimenti dette ECC83), mentre per il finale di potenza la scelta avviene generalmente tra due tipi di valvola: storicamente, i costruttori americani come Fender e Mesa Boogie utilizzano tetrodi come le 6L6, mentre i costruttori inglesi come Marshall e Vox utilizzano pentodi come le EL34.
Oggi moltissimi produttori di amplificatori valvolari offrono differenti modelli dotati dell’uno o dell’altro tipo di valvole.
Lo schema costruttivo dell’amplificatore può anche prevedere l’uso di una valvola rettificatrice come una GZ34”.
Normalmente le valvole sono divise in due gruppi: avremo allora le valvole più grandi, proprie del finale, che danno al segnale la potenza necessaria, e quelle più piccole del pre-amplificatore che amplificano il segnale e danno origine al timbro.
Questo tipo di amplificatore è oggi considerato come il migliore per molti degli ambiti, come ad esempio per la musica rock e hard rock: infatti la risposta non lineare delle valvole dà origine a fenomeni di compressione e, soprattutto, di distorsione creando così un suono caldo, corposo, dolce, melodico e pastoso in pulito oppure un suono distorto e saturo in overdrive.
Nonostante questo, l’amplificatore valvolare ha alcuni punti negativi da tenere presenti al momento della scelta: prima di tutto è un amplificatore di grandi dimensioni e di peso notevole, è costoso e si scalda di più in quanto le valvole (che devono essere cambiate ogni tanto, meglio se da un tecnico specializzato) sono dei dispositivi fragili che lavorano ad alte temperature (per questo bisogna accenderlo qualche minuto prima di usarlo e, dopo l’uso, lasciar raffreddare le valvole, per evitare di danneggiarle).
I chitarristi legati a questo tipo di amplificatore sono molti: qui possiamo citare Eric Clapton e B.B. King, giusto per fare due nomi di prestigio.
In un prossimo articolo vedremo a vedere le caratteristiche degli amplificatori a transistor e ibridi.
Mentre lo aspetti, se vuoi approfondire questo argomento, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che la troverai molto interessante 🙂


