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Cos’è una blue note?

di Barbara Pubblicato in Blue note .

Qualcuno, pochi giorni fa, mi chiedeva: ma cos’è una blue note?

Magari se ne sente parlare, si trova scritta in giro (io stessa ne faccio uso in determinate circostanze) ma forse non si sa bene cosa sia.

Bene, ora cerco di spiegarlo in questo articolo.

Una blue note è una nota tipica del jazz e del blues e che da’ a questo tipo di musica una caratteristica indefinitezza tonale: infatti se mi trovo in una tonalità maggiore, questa nota si presenta abbassata di circa un semitono, quindi viene suonata o cantata in modo calante e non mi permette di capire bene se mi trovo in una tonalità maggiore o minore (per questo ho parlato di indefinitezza tonale).

All’inizio la blue note corrispondeva al III e al VII grado della scala della tonalità in cui è il brano, ma dagli anni 1940 anche la dominante della tonalità (quindi il V grado della scala) diventa una nota calante.

“Il significato dell’aggettivo inglese blue è connesso all’associazione tra il colore blu e un senso di nostalgia e tristezza tipico della musica afro-americana, così com’essa era percepita dall’orecchio di uditori europei abituato alla dicotomia maggiore-minore“,

dice wikipedia a proposito delle blue notes.

L’origine di questa nota è da ricercarsi nella scala pentatonica in primis e in tutte quelle scale che furono alla base della scala blues.

Queste note sono suonate nei modi più diversi, a seconda del tipo di strumento che si ha a disposizione: i cantanti e i trombonisti usano il portamento (una specie di piccolo glissando) e il glissando o glissato tra la blue note e la nota reale della scala maggiore; i chitarristi usano la tecnica del bending; i pianisti invece possono suonare tutte e due le note contemporaneamente a distanza di semitono (quindi, ad esempio, SOL naturale e SOLb insieme) oppure può essere suonata come appoggiatura o acciaccatura.

Spero di averti chiarito un po’, ma se hai domande o dubbi o semplicemente vuoi lasciare il tuo commento, lo spazio qui sotto è a tua disposizione, quindi … chi apre le danze?

42 Commenti
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42 Responses

  1. adriano says
    6 Marzo 2021 in 17:27

    Chi ascolta un brano jazz ed è privo di conoscenze musicali,può avvertire col semplice orecchio,quando un musicista suona le blue note ?
    Chiedo scusa anticipatamente per la domanda di lana caprina.
    Adriano.

    Rispondi
    • Barbara says
      8 Marzo 2021 in 06:19

      Buongiorno Adriano,
      forse NON avvertirà la “blue note” in quanto tale, ma percepirà sicuramente questa sfumatura particolare del blues.
      Ciao

      Rispondi
    • Alfonso says
      25 Settembre 2021 in 09:15

      Ho capito perfettamente grazie mille per la disponibilità e praticità!!!

      Rispondi
  2. Sofia says
    31 Agosto 2012 in 15:18

    Grazie per questo articolo Barbara 🙂 mi sono sempre di grande aiuto.
    Eh si ho ancora tanto da imparare!!

    Rispondi
  3. Stefano says
    20 Febbraio 2012 in 08:48

    Grazie di cuore, Barbara e anche a Francesco! 🙂

    Rispondi
  4. francesco says
    19 Febbraio 2012 in 16:03

    cinque più quattro commi in un tono (due semitoni: uno cromatico di 5 comma e l’altro diatonico di 4, se non erro)

    Rispondi
  5. Stefano says
    19 Febbraio 2012 in 12:45

    Ringrazio infinitamente Barbara e Francesco per le risposte esaurienti.
    Ho saputo da un mio amico violinista che le comme (i comme – non so se sono femminili o maschili), sarebbero 5 e cioé tra un semitono e l’altro intercorrono cinque micronote (o microaltezze di note), diverse.
    O forse è tra un tono e l’altro?
    Boh… comunque ringrazio per info e comunque ribadisco che anche in questo caso si possono applicare le BLUE NOTE, solo che sono espresse con i bendings.

    Grazie ancora!

    Ciaooooooooooo!!!

    Stefano

    Rispondi
    • barbara says
      19 Febbraio 2012 in 15:58

      Stefano, nell’articolo citato da Francesco ( https://www.suonolachitarra.it/diesis-uguale-bemolle.html ) mi occupo dei comma (maschile 🙂 ), quindi puoi leggere tutto là.
      Ciao

      Rispondi
  6. francesco says
    19 Febbraio 2012 in 12:03

    Benchè non sapessi cosa fosse una blue note, o almeno che si chiamasse così, mi permetto di rispondere a Stefano: al di là del fatto che si potrebbe aprire una discussione dedicata proprio alla continuità delle frequenze musicali, io ti rispondo con le mie reminiscenze di fisica: certo che in tutti i casi, oltre alle note ufficiali (naturale e alterata), ci sono le frequenza intermedie.
    E un’osservazione simile alla tua sui comma l’avevo postata nel forum sul diesis e il bemolle

    https://www.suonolachitarra.it/diesis-uguale-bemolle.htm

    Al di la del fatto che non sapevo come si scrivesse “bending” (c’è sempre un momento per rimparare le cose), ci si arriva d’intuito, sia pensando, chi suona la chitarra, al bending appunto, sia pensando a quando l’accordi, che i comma valgono per tutti gli strumenti in cui si può giocare con l’estensione della nota.
    A meno che tu non abbia l’orecchio assoluto ti sarà pur capitato di stare qualche ora o giorno con la chitarra senza aver dietro l’occorrente per accordarla, e scoprire poi che quando regolavi ogni tanto l’accordatura essa diventava relativa: le corde tra di loro erano accordate, ma il la era leggermente diverso dal la del corista come pure le altre corde dalla nota teorica.
    Eppure è un suono anche il la imperfetto, o il mi imperfetto.
    Ti dirò di più: anche i comma costituiscono una semplificazione: le frequenze sonore credo siano infinite, ma ovviamente non possiamo inventare infiniti codici per scriverle e nominarle, no?

    Rispondi
  7. Stefano says
    17 Febbraio 2012 in 11:58

    Scusa, ma volevo chiederti una cosa che spero non vada troppo fuori tema: secondo te, quando si fa un bending, si può anche parlare di comma come per i violinisti e quindi considerare che ad esempio un FA# non corrisponde un SOLb?
    Te lo chiedo semplicemente perché io (suonando prevalentemente blues, ma non solo), faccio una caterva di bendings e mi capita di alzare la corda (tirandola verso l’alto o il basso, a seconda dell’espressione che voglio dare, ma soprattutto dalla corda dove mi trovo), e suonarla tirando su di 1 Tono o di mezzo Tono, o ti 2 Toni, 2 Toni e mezzo, ma a volte capita anche di tirarla di 1 quarto di Tono e questo non comporta una stonatura, o comunque ci sta bene ugualmente.
    Insomma… se non è l’argomento giusto ti chiedo scusa, ma ovviamente anche in questo caso si possono trovare le BLUE NOTE, solo che sono espresse con il bending.

    Ti ringrazio per la risposta e scusa se sono uscito un po’ dall’argomento.

    Ciao!

    😉

    Rispondi
    • barbara says
      19 Febbraio 2012 in 09:09

      Ciao Stefano,
      la mia risposta è SI!
      Certo che puoi usare tutti i “micro-intervalli” che vuoi quando fai il bending perché in quel caso il suono della corda non è “standardizzabile”, appunto.
      Ciao

      Rispondi
  8. Stefano says
    17 Febbraio 2012 in 11:40

    Grazie di cuore! 🙂

    Rispondi
  9. Stefano says
    17 Febbraio 2012 in 11:22

    Ciao, Barbara!
    E’ un po’ che manco dai post del tuo blog.
    Desideravo anch’io dire la mia.
    Scusa, ma io so che la “BLUE NOTE” in una Scala Pentatonica minore (ad esempio di la) è il MIb e cioé il V grado diminuito.
    Quindi avrò: LA (I grado) – DO (III grado minore) – RE (IV grado – MIb (V grado diminuito – “BLUE NOTE”) e MI (V grado giusto).
    In questo modo si aggiunge una nota alla Scala Pentatonica Minore, quindi le note diventano 6 (viene detta anche “Scala Blues”).

    Mentre nella scala pantatonica maggiore si aggiunge il III grado minore.
    Prendendo sempre ad esempio una pentatonica di LA (in questo caso maggiore), avrò questa sequenza:
    LA (I grado) – SI (II grado) – DO (III grado minore – “BLUE NOTE”) – DO# (III grado maggiore) – MI (V grado giusto) – FA# (VI grado che corrisponde anche al VII diminuito).
    In questo modo avremo la Scala Pentatonica Maggiore di LA con l’aggiunta del III grado minore e cioè il DO, quindi avremo anche in questo caso 6 note.
    Quindi il III grado che aggiungo (mi riferisco alla BLUE NOTE) della Scala Pentatonica Maggiore, è minore mentre la Scala è maggiore.
    Aggiungo che si crea una minicromatica tra II grado, III grado minore e III grado maggiore (nel caso della Scala Pentatonica Maggiore con l’aggiunta della BLUE NOTE), mentre nel caso della Scala Pentatonica Minore si crea una minicromatica tra il IV grado, il V grado diminuito ed il V grado giusto.

    Io concepisco così il tutto:
    Scala Maggiore = 1 2 3 4 5 6 7
    Pentatonica Maggiore = 1 2 3 5 6
    Pentatonica Minore = 1 b3 4 5 b7
    Scala Blues = 1 b3 4 b5 5 b7

    Dimmi se sei d’accordo o se no correggimi, altrimenti continuo a sbagliare non accorgendomi.

    Ti ringrazio molto per la risposta.

    Ciaooooooooo!!!

    Rispondi
    • barbara says
      17 Febbraio 2012 in 11:34

      Ciao Stefano,
      piacere di rileggerti 🙂
      Si, il concetto (eil ragionamento) è giusto: si abbassa la 5° della pentatonica minore e (di conseguenza) avro’ la 3° minore nella pentatonica maggiore.
      Ciao

      Rispondi
  10. claudio says
    13 Febbraio 2012 in 17:12

    la tua disponibilità e chiarezza, nella semplicità di “spiegare” denota un grande amore per la musica.
    Grazie.
    Claudio

    Rispondi
  11. Giuseppe says
    11 Gennaio 2012 in 15:08

    Avevo precedentemente ascoltato su youtube alcuni assoli blues ma non sapevo che si trattasse di blue note, ho notato comunque che si usa molto il bending tra una nota reale e la ble note, gran bell’effetto.
    Grazie comunque per la tua spiegazione.
    Giuseppe

    Rispondi
  12. francesco says
    30 Dicembre 2011 in 22:02

    Pur soffermatomi poco nel genere, ho sempre captato un ingrediente particolare nei generi musicali da te citati, per la pur scarsa conoscenza del genere, ma non sapevo querste cose, ovvero che si chiamasse nota blue, e ti ringrazio per l’ennesima cosa che mi fai sapere.
    Oso però confutare una cosa: da come hai scritto “spingere su” (visto come si tiene la chitarra) la corda nello stesso tasto con la sinistra alza la nota della corda, mentre il “tirare giu” la abbasserebbe: penso che si tratti di un lapsus, visto che, tanto tirando la corda in alto (o ciò che è lo stesso spingendola su, che è il bending piu diffuso), tanto tirandola in basso (meno usato ma neppure troppo difficile), la nota della corda stessa aumenta.
    Al massimo c’è una differenza indefinibile di timbro.
    A meno che tu non ti riferissi (ma dubito) al ritorno della corda alla sua posizione originale dopo che si è suonata “tesa”: esempio un re che diventa mi “tirando” e poi torna re “mollando la spinta”.
    Cosa che tra l’altro succede raramente, visto che quando la tiri difficilmente torna se stessa senza costringerti a tirarla dalla chiavella.

    Rispondi
  13. elia says
    27 Ottobre 2011 in 18:05

    grazie per queste delucidazioni

    Rispondi
    • barbara says
      27 Ottobre 2011 in 19:22

      di nulla 😉

      Rispondi
  14. mtia says
    29 Aprile 2011 in 21:13

    Per quel poco che ho imparato io la tua è la scala di LA nella Posizione 5 che io ho imparato così (‘n’=blue note)

    ———————————–10-’11’-12
    —————————–10-13———-
    ————————9-12—————-
    ——————10-12———————
    ————10-12—————————
    10-’11’-12———————————-

    Sono quelle che tu hai indicato come ‘scuole’ che rendono diverse le nostre idee sulle bluenotes?
    oppure sono solo poco informato io?

    Rispondi
    • barbara says
      30 Aprile 2011 in 07:10

      E’ giusto quello che dici.
      In fondo una scuola cos’è?
      E’ il “preferire” alcuni elementi, alcune caratteristiche, ad altri ed i motivi possono essere tanti: stile, geografico, ambiente culturale, …
      Ciao

      Rispondi
  15. mtia says
    13 Aprile 2011 in 18:53

    non proprio…in termini di teoria non so molto.
    la scala di DO pentatonica sarebbe
    ————————–9-12——–
    ———————9-12————-
    —————-9-11——————
    ———-9-11————————
    —–9-11—————————–
    9-12———————————-
    Poi so tutte le altre posizioni ma non sto qua a scriverle.
    In questa scala come posso colorare un assolo con qualche nota in più?

    Rispondi
    • barbara says
      14 Aprile 2011 in 10:45

      Allora:

      pentatonica di DO:

      E————————————————10-12-15-12-10————————————————–
      B—————————————10-13———————–13-10—————————————–
      G——————————-9-12—————————————–12-9———————————-
      D———————-10-12——————————————————-12-10————————–
      A————-10-12————————————————————————–12-10—————–
      E–8-10-12——————————————————————————————–12-10-8—–

      Inserimento delle blue note:

      E————————————————————————-10-11-12-14-15-14-12-11-10—
      B————————————————————10-11-13———————————————-
      G————————————————9-11-12———————————————————–
      D———————————–10-12-13———————————————————————–
      A——————-9-10-12-13————————————————————————————-
      E—8-10-11-12—————————————————————————————————–

      Ti scrivo solo l’andata per problemi di “spazio”, ma il ritorno sarà uguale.

      Ovviamente questo è solo un esempio di quello che si puo’ fare.
      Non è detto che devi per forza mettere tutte e tre le blue note, puoi metterne solo una o due oppure metterne una quando sali e metterne un’altra quando scendi.
      Ti puoi proprio sbizzarrire a fare cio’ che vuoi.

      Spero di esserti stata utile, altrimenti … continua pure a chiedere 🙂
      Ciao

      Rispondi
  16. mtia says
    13 Aprile 2011 in 16:23

    Ma se posso, come le inserisco nelle pentatoniche?

    Rispondi
    • barbara says
      13 Aprile 2011 in 17:22

      Certo che puoi 🙂 !
      Inserendo queste note nella scala pentatonica, praticamente la “trasformi” nella scala blues.
      Infatti se io “aggiungo” il III, il V e il VII grado bemolli, avro (nel caso, ad esempio, della scala di DO), il MIb, il SOLb o FA# e il SIb.
      Spero di averti chiarito, senno’ … continua pure a chiedere.
      Ciao

      Rispondi
  17. paola says
    30 Gennaio 2011 in 12:41

    Molto interessante e ho trovato un po’ strano che prima non si usasse la “blue note” sulla dominante visto che è un grado importante per le settime diminuite.
    Comunque il blues è carino e il Jazz è affascinante, infatti un giorno dovrò farmi la chitarra jazz che mi piace tanto!
    Grazie Barbara

    Rispondi
  18. antonio says
    27 Gennaio 2011 in 10:59

    Vorrei trovare in questo sito qualche spartito e testi di chitarra flamenco!
    Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi
    • barbara says
      27 Gennaio 2011 in 11:46

      Ciao Antonio,
      se provi a guardare nella categoria “i video di youtube”, vedrai che ci sono attualmente due brani del chitarrista flamenco Roberto Valle.
      Ciao

      Rispondi
  19. Rocco says
    2 Dicembre 2010 in 11:20

    Ciao Barbara,
    parlo di QUARTA perchè mi riferisco alla semplice scala blues “esatonica” che differisce dalla scala pentatonica minore per la presenza della quarta diminuita della scala stessa.
    In una scala pentatonica minore di DO, ad esempio (DO, MIb, FA, SOL, SIb) la quarta diminuita diventa il SOLb che è la nota che va a trasformarla in scala blues.
    Ecco, come “blue note” io ho sempre individuato quella, in modo meccanico forse, ma stabile e sicuro.
    Ora chiaramente comincio ad avere dubbi, mi rendo conto, ad esempio, che anche la prima eccedente suona “blue” e tante altre cose che mi fan pensare che la blue note è più un concetto che un vero grado della scala.
    Pensiero a volte consolante ed a volte inquietante, se si cercano sicurezze.

    ciao

    Rispondi
    • barbara says
      2 Dicembre 2010 in 14:57

      Ciao Rocco,
      sono d’accordo con te quando dici che forse è più un “concetto”.
      Diciamo che si tratta, per noi “occidentali” abituati al nostro sistema musicale, di capire un po’ di più un tipo di musica che non ci “appartiene” fino in fondo e quindi si è cercato di codificarla in un certo qual senso.
      Ho capito il tuo concetto di QUARTA, ok, anche se quell’intervallo di DO-SOLb risulta essere una quinta diminuita sempre perché noi abbiamo in testa che l’intervallo DO-DOL è una quinta, anche se “spostata” in un altro ambito tonale.
      Ciao

      Rispondi
  20. Rocco says
    1 Dicembre 2010 in 15:32

    Quindi la blue note non ha niente a che vedere con quella che si aggiunge alla pentatonica (4 diminuita) per farla diventare una scala blues?

    Rispondi
    • barbara says
      1 Dicembre 2010 in 21:58

      Ciao Rocco, forse ti riferisci alla QUINTA diminuita o quarta AUMENTATA?
      Ci sono diverse “scuole”: c’è chi considera blue note solo la 3° e la 7° (se siamo in DO maggiore, tanto per fare un esempio, trovero’ il MIb e il SIb) e c’è chi mette anche la il FA diesis o SOL bemolle (sempre in DO maggiore).
      Ciao

      Rispondi
  21. Diego says
    29 Novembre 2010 in 20:21

    Barbara hai un dono, sai spiegare le cose complicate con un linguaggio semplice.
    Anche le ghost note le posso a volte identificare blue note ??
    Dimenticavo grazie per l’articolo 🙂

    Rispondi
    • barbara says
      29 Novembre 2010 in 21:52

      Le ghost note, per definizione, sono delle note che vengono suonate o pianissimo o velocissime.
      In entrambi i casi quasi non si devono sentire (ghost, infatti, significa “fantasma”).
      A questo punto, qualsiasi nota puo’ essere “ghost”.
      Sulla TAB viene indicata da un numero scritto tra parentesi.

      PS: grazie per il tuo commento 😉

      Rispondi
  22. davide de rosa says
    14 Novembre 2010 in 23:41

    Sei stata molto chiara nel spiegare un concetto poco “equabile” per così dire.
    Si, sono quelle note che danno al Blues quella forma bi-tonale che fa oscillare la melodia tra la tonalità maggiore espressa negli accordi e un’altra minore che si sovrappone rendendolo unico.
    Blue appunto.
    Congratulazioni per il modo chiaro e competente che hai usato per esprimerlo.
    Un saluto!

    Rispondi
    • barbara says
      15 Novembre 2010 in 08:03

      Grazie Davide per il tuo commento e per aver aggiunto un’ulteriore tassello al nostro mosaico!

      Rispondi
  23. sergio pistone says
    6 Ottobre 2010 in 08:54

    ho molto da imparare eheheheh

    Rispondi
  24. sonia says
    30 Settembre 2010 in 11:49

    Grazie!
    …così anche chi è alle primissime armi, impara…impara… e magari un giorno suonerà… suonerà….

    Rispondi
    • barbara says
      30 Settembre 2010 in 13:12

      Ciao Sonia,
      beh, questo e’ il mio “obiettivo” principale: trasmettere le mie conoscenze a chi vorra’ approfittarne!
      Ciao

      Rispondi
  25. Mirko says
    20 Luglio 2010 in 22:52

    Ahhhh le “blue note”… per me (ci tengo a sottolinearlo OPINIONE PERSONALE) vero e proprio cruccio del mio strumento (fisarmonica) in cui più che “blue” risuonano di “azzurro intenso”. Metafore più o meno azzeccate a parte se è vero, come dici nell’articolo, che posso appoggiarle o suonare le due note contemporaneamente (la blue e la non blue) per raggiungere l’effetto, niente di tutto questo fa accapponare la pelle come una blue note suonata con “altezza” leggermente incerta di uno strumento a fiato.

    Ottimo articolo.

    Bye

    Rispondi
  26. Salvi says
    18 Luglio 2010 in 13:36

    Grazie Barbara,
    come sempre sei grande………

    Un abbraccio

    Salvi

    Rispondi
    • barbara says
      18 Luglio 2010 in 15:58

      Grazie a te e tutti quelli che mi danno fiducia!
      Buona domenica
      Barbara

      Rispondi

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