Ciao,
dopo essermi soffermata a lungo su come scrivere un testo, una melodia, come trovare il titolo, come armonizzare la melodia, ecc, parliamo oggi della struttura della nostra canzone.
“Ma cos’è la struttura della canzone?”, potresti chiederti.
Ebbene: la struttura di una canzone non è altro che il mettere insieme, secondo un ordine logico, tutto il materiale che abbiamo a disposizione: il testo, le melodie, i tempi, l’armonizzazione, l’accompagnamento, la ritmica.
Se la tua canzone non è strutturata, questa non avrà né senso né logica né equilibrio e il tuo ascoltatore non capirà assolutamente niente!
Se vogliamo fare un paragone con una lingua straniera, è come se noi volessi esprimerci ma nella nostra frase non seguiamo le regole di sintassi che, ad esempio in italiano, prevedono di mettere il soggetto, il verbo e il complemento: “una io mela voglio questa mangiare bosco mattina nel” non ha assolutamente senso e chi ti ascolta avrà seri problemi di comprensione!
Quindi diciamo che la struttura è un po’ il filo conduttore di tutto il brano: una successione di accordi può prendere tutte le direzioni possibili e inimmaginabili e la canzone può offrire infinite possibilità, ma grazie alla struttura sarà impossibile perdersi perché il nostro messaggio sarà chiaro prima di tutto nella nostra testa e, di conseguenza, per il nostro ascoltatore: “io questa mattina voglio mangiare una mela nel bosco” 🙂
Sappi che non c’è una struttura standard ma vediamo insieme qualche esempio concreto.
Normalmente la struttura di una canzone vede l’alternanza di strofe e ritornelli inframmezzati da sezioni optional come l’introduzione, che (ovviamente) è all’inizio, i ponti, i breaks strumentali e può terminare con la coda.
Andiamo a vederli insieme:
- l’introduzione o Intro: questa parte, generalmente strumentale (più raramente vocale), ha il compito di aprire la canzone ma nessuno ci vieta a riutilizzarla di nuovo durante la canzone stessa come break strumentale o come momento di riposo.
Tuttavia, come si trova in parecchie canzoni, può essere del tutto assente.
L’introduzione può essere basata su un elemento melodico della strofa o del ritornello, ma può anche essere solo ritmica o lasciare spazio all’accompagnamento (e quindi all’armonia).
Importante, qui, è presentare la tonalità, il tempo, lo stile, il carattere, l’atmosfera o il tema di una canzone in una lunghezza che non sarà eccessiva (diciamo tra le 4 e le 16 battute): quello che conta, ora, è attirare la curiosità dell’ascoltatore per dargli la voglia di continuare ad ascoltare il resto del brano 🙂
Nei miei brani, questa è la parte che scrivo sempre alla fine (insieme al titolo del pezzo stesso), in quanto sarà il riassunto del mio pezzo, quindi userò qui frammenti melodico-ritmico-armonici di quello che succederà dopo.
Questo modo di lavorare era anche usato dai compositori classici: uno su tutti Giuseppe Verdi, le cui introduzioni alle sue opere liriche presentano tutto il materiale che verrà utilizzato e sviluppato durante l’opera stessa - la strofa o Verse: in questa parte è esposto il tema musicale eventualmente ripetuto due volte, se questo è breve, e ha il compito di enunciare il contesto della canzone, senza predominare sul ritornello successivo.
Una canzone è spesso composta da più strofe in cui la melodia e la successione accordale restano spesso identiche, con qualche aggiustamento … tecnico, dato che le parole cambiano - il ritornello o Chorus: questa sezione è la parte principale di una canzone: il ritornello deve essere memorizzabile da tutti e deve riassumere da solo l’insieme del brano!
È il momento in cui la canzone raggiunge il suo apice sia musicalmente che emozionalmente e può concludere la canzone ad libitum, cioè con una ripetizione in decrescendo fino, a volte, a spegnersi completamente - il pre-ritornello: questa è una parte del tutto opzionale che possiamo inserire, come dice il nome, dopo la strofa e prima del ritornello: con una frase musicale dinamica, l’intensità della canzone sale progressivamente preparando così l’ascoltatore all’arrivo del ritornello vero e proprio
- i breaks: all’interno di una canzone, queste frasi (di durata e forma variabile), non troppo differenti dai temi principali di strofe e ritornello, possono essere considerate come dei veri e propri respiri, spesso affidati ai solisti, strumentali o vocali che siano
- il ponte o Bridge: questa è una sezione di transizione che normalmente assicura il legame tra la strofa e il ritornello.
Può essere costruito su un tema proprio, che può benissimo essere il prolungamento naturale della strofa, anche se spesso introduce un cambiamento rispetto al resto della canzone: in questo caso sia il tema che gli accordi che lo compongono sono differenti da quelli del resto della canzone, fermo restando che il clima generale della canzone deve essere mantenuto - la coda o Outro: questa porta alla fine della canzone, che può essere netta o progressiva.
Può essere costruita su un elemento ripreso dalle sezioni precedenti ma può essere anche libera da qualsiasi vincolo tematico, soprattutto se è basata su una ritmica o una griglia armonica.
Nel prossimo articolo andremo a vedere i diversi tipi di struttura di una canzone.
Mentre aspetti questo articolo, se vuoi approfondire di più questo argomento ti consiglio di cliccare subito sull’immagine qui sotto per saperne di più.


Nella terminologia anglosassone
Strofa= Verse
Pre ritornello= bridge
Ritornello= Corus
Ponte= Special