Ciao,
torniamo a parlare di come ottimizzare il tempo di studio chitarristico e vediamo oggi l’ultima parte del percorso: il lavoro sulla tecnica.
È lì, infatti, che si raccoglie tutto quello che ti serve per interpretare davvero il brano che vuoi suonare.
Ma attenzione: la tecnica non è un traguardo in sé, né deve diventarlo!
Questa è semplicemente il frutto naturale di tutto il lavoro che hai fatto prima: l’agilità delle dita, gli accordi, le scale, la ritmica, la teoria, i generi musicali che hai esplorato… insomma, tutta quella pazienza che hai messo nel costruire le tue basi.
Ricorda: non diventi un buon chitarrista solo perché riesci a suonare 10.000 note al secondo.
Se poi il risultato è freddo e impersonale, tanto vale farlo fare a un computer!
Quello che ci distingue davvero da una macchina è mettere dentro la musica il nostro IO.
E questo cambia tutto: se suoniamo lo stesso brano, tu e io, verranno fuori due interpretazioni diverse.
Perché tu sei tu: con il tuo vissuto, il tuo gusto, il tuo modo di sentire.
Perciò sì: meglio una nota sbagliata ma piena di anima che un’esecuzione perfetta ma senza cuore.
Ed è proprio questo che ti rende unico: il tuo stile, che cresce con quello che ascolti, con quello che provi, con ciò che ti emoziona.
E il tuo suono … beh, il tuo suono sei tu.
Nessun altro suonerà quel frammento esattamente nel modo in cui lo suoni tu.
“Ok, ma allora come si lavora sulla tecnica?“, mi dirai.
Una volta chiari i tuoi obiettivi, inizia ad ascoltare i brani che ti piacciono.
Se puoi, guarda anche i video: a volte basta osservare come un chitarrista affronta un passaggio per capire una tecnica che ti mancava.
Prendi un brano che ami e vuoi imparare e studialo a tavolino, con calma, aiutandoti con audio e/o video.
Chiediti:
- conosco tutti gli accordi?
- c’è qualche tecnica che non ho ancora affrontato?
- mi serve una scala che non ho studiato?
Segna tutto su un quaderno e costruisci una piccola tabella di marcia per inserire questi aspetti nella tua pratica quotidiana.
Le backing tracks sono fantastiche: ti permettono di suonare in un contesto vivo, ispirante e molto più divertente.
E, naturalmente, tieni traccia dei tuoi progressi: scrivi ciò che fai ogni giorno, registrati, riascoltati, correggi.
È un lavoro lento, ma è quello che davvero ti fa crescere.
Poco alla volta, vedrai che la tua espressività inizierà a venir fuori. Inizierai a sentire il brano tuo, a farlo vibrare secondo la tua sensibilità.
E a quel punto … perché non mettere dentro anche qualcosina di personale?
Una tecnica diversa, una piccola variazione melodica, un accordo cambiato …
Lascia spazio alla tua ispirazione e buttati senza paura.
La chitarra è anche questo: libertà.
Bene: per questo argomento è tutto.
A questo punto ti consiglio di cliccare subito sull’immagine qui sotto e di leggere la nuova pagina fino in fondo: sono sicura che la troverai molto interessante 🙂

