Ciao da Claudio.
Prima di addentrarmi nell’argomento della manutenzione della chitarra, voglio far una premessa.
Ho deciso di scrivere questo breve vademecum per tutte quelle persone che suonano più o meno bene la chitarra, anche per chi la suona per mezz’ora una volta al mese, va bene lo stesso… vorrà dire che in quella mezz’ora ci sarà un po’ di divertimento, di spensieratezza e un po’ di buon tempo che potrà essere da sprone per imbracciarla o indossarla, come io uso dire, più spesso.
La chitarra, che sia di qualità o meno, che sia o non sia griffata, che costi migliaia di euro o ne costi più modestamente cento è pur sempre il nostro strumento e bisogna averne cura.
Quante volte ho sentito dire: “ma sì, tanto è una chitarra da poco…” dando quindi per scontato che se non se ne ha cura, se la si maltratta in definitiva è poco male.
Non è così.
Certo, non bisogna essere maniacali, ma un minimo di rispetto verso il nostro strumento bisogna averlo.
È come con un auto: se una persona possiede un’utilitaria non si deve esimere dalle manutenzioni periodiche al motore, dalla verifica dei pneumatici ed il controllo dello stato della carrozzeria, non è che si possa dire “ma sì, tanto è un’auto da poco…”.
Sarà anche un’auto da poco, ma se è l’unica che hai e ti lascia a piedi per tua incuria vuol dire che sei proprio un … belinone.
Il poco è sempre meglio di niente!
Teniamo bene a mente che tutti quelli che hanno iniziato a suonare la chitarra hanno iniziato con delle utilitarie, le famose chitarre da battaglia anche chiamate da studio.
Io iniziai con una Ferrarotti costruita a Torino e costava davvero poco…
A pensarci adesso sembrava fatta di compensato ma allora per me era semplicemente fantastica.
Quando riuscii ad inanellare gli accordi del il mio primo giro di DO mi parve di toccare il cielo con un dito…
Quanti decenni sono trascorsi da allora.
Ora possiedo chitarre favolose di altissima qualità, ma se mio zio Giacomo non mi avesse regalato quella umile Ferrarotti quando ero un ragazzino, molto probabilmente non sarebbe scattata quella scintilla dalla quale è nata tutta quella passione che nutro per la musica e quell’amore che metto nel suonare ancora oggi, che da allora sono passati più di 40 anni.
Mi sono spesso sentito chiedere, da persone anche in là con l’età ma non solo, la solita frase rituale: ”ma secondo te, io potrei ancora imparare la chitarra” e la mia risposta è sempre stata inequivocabile: “Certo che sì !!!”.
Certo che sì, a patto di dedicarle un po’ di tempo e avere un po’ di passione per la musica.
Ecco, invece di guardare la TV si può suonare la chitarra.
Senza mai demoralizzarsi di fronte alle prime difficoltà ma anzi facendone tesoro per fare sempre meglio.
Non bisogna aver fretta e nemmeno paura della chitarra.
Piano piano e perseverando saprà ricompensarci.
Conosco tanti che alla prima difficoltà si sono arresi… magari al primo barré, solitamente il FA maggiore: “non ce la farò mai” ed ecco la chitarra finita appesa al chiodo a prender polvere…
Non funziona così.
Tutti quelli che hanno iniziato a suonare si sono imbattuti nelle medesime difficoltà e piano piano le hanno superate…
Come si dice a Napoli: “nessuno nasce imparato!”.
Ovviamente quello che vale per la chitarra vale per qualsiasi strumento musicale.
Ho sempre ribadito che non c’è un limite di età per imparare uno strumento (ricordiamoci sempre e comunque che non si smette mai di imparare) basta solo volerlo.
Ho alcuni amici che sono davvero portati alla musica e a suonare, cito tra gli altri Pietro, Giorgio e Enrico, che per loro pigrizia a mio giudizio hanno buttato via una grande opportunità personale… ma volendo sarebbero ancora in tempo.
L’età può essere limitante e limitativa solo per quanto riguarda lo sport e le attività agonistiche, certo a 40 o 50 e più anni non si può pensare di voler diventare un calciatore di serie A o partecipare alla Milano – Sanremo, ma a quelle età invece si può pensare davvero di imparare uno strumento e di suonarlo bene e su questo fatto non nutro assolutamente il più piccolo dubbio.
Si potrà suonare per imparare qualche canzoncina che ci piace e morta lì, va bene lo stesso, si potrà suonare per noi stessi, per gli altri, per puro divertimento o per elevazione spirituale, e via scrivendo.
Mi preme anche ricordare che per quanto riguarda suonare uno strumento si deve assolutamente evitare di fare paragoni con questo e quell’altro chitarrista, con quelli che sono più bravi, più veloci e quant’altro, sono tutte panzane: quando si suona una chitarra non si è in gara con nessun altro, non si deve dimostrare niente a nessuno né di essere i più bravi, siamo soltanto noi con la chitarra e caso mai se di gara proprio si deve parlare l’unica che al limite è consentita è quella con noi stessi che ci darà modo di migliorarci e constatare i nostri progressi.
Prima di inoltrarmi nel vivo del vademecum voglio riportare di seguito una frase del grandissimo musicista jazz Enrico Rava che sull’argomento la dice lunga:
LA BRAVURA DI UN MUSICISTA CONSISTE NEL RIUSCIRE A SVILUPPARE UNA TECNICA CHE GLI CONSENTA DI SUONARE QUELLO CHE PIU’ GLI INTERESSA.
Dopo questa premessa, che ritenevo doverosa, dal prossimo articolo entrerò nel merito della cura dello strumento, in questo caso della chitarra acustica tipo folk ovvero quella con le corde in metallo.
(Articolo scritto da Claudio Pittaluga)


Molto chiaro, alla portata di tutti.
Ho notato che i consigli ricevuti sono molto validi.