noteQuesto articolo, scritto a quattro mani con Valeria Scotti (che ringrazio infinitamente), serve allo scopo di prendere confidenza con la notazione musicale letterale e gli accordi anglosassoni, usati dai musicisti jazz, country, pop, folk, rock per le loro esecuzioni ed ormai di vasta utilizzazione in tutto il mondo.

È necessario a tale scopo, assimilare il più possibile i termini anglosassoni così da impadronirsi della terminologia, in una pratica che col tempo, diverrà familiare.Notazione_anglosassone

Per avvicinarci all’argomento, è importante conoscere qualche aspetto della notazione musicale, quell’insieme cioè dei segni convenzionali e dei simboli utili per fissare su carta la musica ed attraverso la quale, su di uno spartito, vengono registrati sottoforma di simboli, il suono ed il ritmo (nell’esempio riportato qui sotto, due stralci della canzone Emozioni che segnano dentro, edita da Omar Crocetti Editore, con parole di Pino Bernardoni e musica di Barbara Polacchi):

Emozioni - Frammento

Anticamente veniva usata una notazione originalmente greca, che faceva uso delle lettere dell’alfabeto; attualmente invece, si utilizzano sia terminologie europee o latine (le note DO RE MI FA SOL LA SI che derivano da Guido D’Arezzo, ispiratosi alle sillabe iniziali dei primi sei versetti dell’Inno a S. Giovanni Battista Ut queant laxis, qui trovi il testo completo):

Hymne_St_Jean_Baptiste

in cui, nel corso del tempo, la sillaba UT viene cambiata in DO) sia tipicamente anglosassoni e teutoniche (A B C D E F G prese direttamente dall’alfabeto).

In quest’ultimo sistema si considerò come nota di partenza il LA, forse, si pensa, perché è questa la nota convenzionale usata per l’accordatura degli strumenti, mentre c’è chi sostiene che probabilmente l’origine di questo uso si debba far risalire ai modi gregoriani (in particolare al primo, il protus, da cui si ottenne quella che sarebbe poi diventata, col nuovo sistema musicale armonico, la scala di la minore naturale):

Scala_minore_naturale

Ad ogni modo, considerando il LA come prima nota, si aveva:

La Si Do Re Mi Fa Sol
A   B  C   D  E  F   G

Nel VI secolo, Boezio (filosofo latino, nato verso il 480 a Roma e messo a morte nel 525 a Pavia per mano di Teodorico il Grande) utilizzava le prime quindici lettere dell’alfabeto per designare le note delle due ottave utilizzate all’epoca.

In seguito, è stata cambiata la scrittura delle lettere (da A a G) secondo le ottave, come segue:

  • lettere maiuscole per la prima ottava: A, B, … G;
  • lettere minuscole per la seconda ottava: a, b, … g;
  • lettere minuscole raddoppiate per la terza ottava: aa, bb, … gg.

Si aggiunse la lettera greca gamma “Г” per estendere la notazione e designare la nota sotto la A; da questa lettera proviene il termine “gamma”.

Il SI corrispondente al B nella notazione inglese, è il solo grado della gamma gregoriana che ammette un’alterazione.

È all’origine del bemolle (♭, B moll in tedesco) e del bequadro (♮, nel senso di quadrato, cioè forte, dur).

Ricordiamo che questo sistema viene utilizzato anche nei paesi di lingua tedesca, dove però la nota SI viene indicata con la lettera H, mentre B corrisponde al SI bemolle.

Per quanto riguarda invece, gli accordi, il termine min o “-” (che indica il minore), o il termine “7″ (che indica l’accordo di settima di dominante), sono da ritenersi uguali, sia nella scrittura sia nel significato.

Altri termini, invece, vengono tradotti.

Si possono poi trovare degli accordi scritti con un segno “/” che divide le due lettere: la seconda lettera, quella posta dopo il segno “/” non è altro che la nota del basso.

Se, per esempio, trovo scritto G/D suonerò un accordo di Sol Maggiore (Sol – Si – Re) con il Re al basso.

Notazione_anglosassone