Ciao.
Questa breve guida è scritta con l’ottica di mostrare le tipologie principali di pick up per chitarra elettrica, a chi si accosta o si è avvicinato da poco a questo mondo.
Essendo una guida sintetica, essenziale, non può essere esaustiva nel descrivere i molti tipi di pick up che si sono diffusi in più di sessant’anni di produzione delle chitarre elettriche solid body.
Questa, quindi, è una guida orientativa, che ha lo scopo di dare informazioni generali, una visione d’insieme di cosa sono i pick up e cosa c’è attualmente disponibile.
È chiaro, perciò che alcuni tipi di pick up particolari non saranno trattati o citati, ma solo per non rendere enciclopedica una guida che vuole invece essere snella e fruibile.
I pick up sono dei sensori che consentono di captare le vibrazioni delle corde della chitarra elettrica e trasformarle in un segnale elettrico, per poter inviare quest’ultimo ad un amplificatore che rende udibile il suono delle corde stesse.
Ci sono attualmente in sostanza due tipi di pick up, distinti perché usano tecnologie completamente differenti: i pick up piezo-elettrici e i pick up magnetici.
I pick up piezo-elettrici utilizzano una particolare caratteristica di alcuni cristalli di quarzo, per cui applicando sui cristalli una pressione questi generano una tensione elettrica.
Variando la pressione, la tensione varia in modo più o meno lineare entro certi limiti, e ciò consente di costruire dei trasduttori vibrazione-tensione elettrica utilizzabili sulle chitarre per rilevare il suono.
Questi particolari sensori, dovendo essere a contatto con le corde per rilevarne le vibrazioni vengono montati sul ponte, in sostituzione delle classiche sellette (anche dette ossicini).
Vi sono modelli che sostituiscono le sellette per i ponti tipo Fender, il passacorde Tune-O-Matic della Les Paul e persino un intero ponte simil Floyd-Rose; questi sensori piezo-elettrici si possono quindi montare su molte chitarre.
Il segnale che esce dalle sellette, se non amplificato, presenta alcuni problemi; oltre a essere stridulo, ossia troppo sbilanciato sugli acuti, ha una impedenza molto alta, nell’ordine dei megaohm, cosa che, per svariati motivi, lo rende difficile da usare con i normali amplificatori per chitarra.
Per renderli utilizzabili, i sei segnali provenienti dalle sei corde vengono quindi inviati ad un piccolo preamplificatore interno allo strumento, che ha il compito di miscelare i segnali, equalizzarli e ridurre l’impedenza di uscita.
Il segnale trattato in questo modo acquista un piacevole suono simil-acustico, dando quindi una timbrica particolare alla chitarra elettrica; la possibilità di miscelare il suono piezo con quello magnetico consente di avere una variabilità timbrica interessante sullo stesso strumento.
I vantaggi di usare un pick up piezo-elettrico sono in sostanza l’assenza di rumore di fondo e la possibilità di avere un suono acustico su una solid body; gli svantaggi sono il dover prevedere degli spazi per l’alimentazione (solitamente una pila da 9V) e per il pre-amplificatore; inoltre uno dei comandi di tono della chitarra deve essere sacrificato per il volume del piezo, a meno di effettuare un altro foro per il potenziometro del volume piezo-elettrico, cosa però che rende la modifica irreversibile (e che su strumenti di pregio, sconsiglierei).
Spesso vi è anche la possibilità, montando una ulteriore scheda elettronica, di aggiungere un controller MIDI, il quale rimane in questo modo del tutto nascosto all’interno dello strumento.
Le due più importanti case costruttrici di questi sensori e relativi pre-amplificatori sono Graph-Tech e LR Baggs.
A gennaio 2012 è uscito un prodotto della Schaller (sellette Piezo+preamplificatore FlagShip) che sembra essere di notevole fattura, ma è talmente recente che non vi sono attualmente riscontri in rete.
(articolo scritto da Fabrizio)


Grazie Fabrizio, molto chiaro ed esauriente per essere stato … “introduttivo” 🙂