Il ritmo di “Settembre” di Peppino Gagliardi
oggi rispondo a una richiesta di Mario, in cui mi chiedeva come io suonerei Settembre di Peppino Gagliardi.
Questo è il video, che ho preso come riferimento, dove si può ascoltare il brano, mentre qui trovi il sito di Peppino Gagliardi (dove puoi trovare anche il testo di Settembre).
Questa canzone è del 1970 e si calssifico’ al secondo posto nella manifestazione “Un disco per l’estate”.
La canzone è in ritmo di 6/8, cioè in due tempi ognuno dei quali diviso in tre parti (questo significa che ogni battuta è formata da due “movimenti” di tre “suddivisioni” ciascuno, dove gli accenti sono: forte debole debole | mezzoforte debole debole) e possiamo ascoltare diverse sezioni, ognuna delle quali ha una sua ritmica:
- intro (in tonalità maggiore), che non è altro che la parte finale del ritornello
- strofa (fino alle parole “lontano io e te”, in minore)
- ritornello (di nuovo in maggiore) che viene ripetuto ogni volta alzando la tonalità.
La strofa ha un ritmo molto “libero” quasi un recitativo, quindi io farei degli arpeggi ma senza nessun tempo preciso, senza una scansione ritmica “rigida”.
Il ritornello, invece, lo dividerei in due parti:
1) una prima parte (da “l’estate se ne andrà” fino a “bagnando gli occhi miei“) dove la chitarra è in primo piano e si sente chiaramente un classico arpeggio (p i m a m i), ora bene a tempo, mettendo bene l’accento sulla prima e sulla quarta nota (quindi sul pollice e sull’anulare).(se vuoi approfondire l’argomento dell’arpeggio e delle pennate puoi scaricare l’e-book gratuito su Come si legge una tab e quello sulle tecniche chitarristiche).
2) la seconda parte (che va da “settembre poi verrà” fino alla fine) in cui anche la chitarra fa il ritmo di tutta l’orchestra che dividero’ in due parti:
– dove avevo l’arpeggio “p i m” mettero’ un pennata in giù al posto di “p” e due pennate giù-su al posto di “i m”, cosi’: ↓ ↓↑ ↓↑
– dove avevo “a m i” mettero’ tre pennate solo in giù, in questo modo: ↓ ↓ ↓
Detto questo, l’intro, che non ho dimenticato
, non è niente altro che quest’ultimo ritmo usato per il ritornello.
Mario, spero di averti dato una buona interpretazione.
Ciao
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