Ciao,
molti pensano che per imparare a suonare la chitarra servano soltanto costanza e tanta pratica e in parte è vero, ma c’è un aspetto che viene spesso sottovalutato e che può influenzare fin da subito sia il rendimento sia il benessere fisico: la postura.
Capita frequentemente di vedere chi inizia a suonare completamente concentrato sulla posizione delle dita, senza prestare attenzione a come tiene il corpo o lo strumento.
Il risultato è che, dopo pochi minuti, iniziano a comparire tensioni alla schiena, alle spalle, al collo o, in altri casi, non si avverte alcun dolore, ma si fatica a eseguire movimenti fluidi e precisi.
La postura non serve soltanto a stare più comodi ma è uno degli elementi che contribuiscono a costruire una buona tecnica.
Quando la chitarra non è tenuta correttamente, il corpo tende a compensare in modo naturale: una spalla si alza, il busto si inclina in avanti oppure i polsi assumono angolazioni poco confortevoli.
All’inizio questi piccoli squilibri sembrano insignificanti, ma con il passare del tempo possono limitare la libertà di movimento e rendere lo studio più faticoso.
Una posizione equilibrata, invece, permette alle mani di lavorare senza tensioni inutili e questo si traduce in una maggiore precisione, una migliore coordinazione e un controllo più naturale del suono.
Va detto, comunque che NON esiste LA postura perfetta: ogni chitarrista ha una corporatura diversa e ciò che risulta comodo per una persona potrebbe non esserlo per un’altra.
Esistono però alcuni principi che valgono praticamente per tutti: il corpo dovrebbe rimanere rilassato, la schiena mantenere una posizione naturale e le spalle evitare qualsiasi rigidità.
L’obiettivo non è assumere una postura perfetta, ma trovare quella che permette di suonare senza affaticarsi.
Per la maggior parte dei chitarristi, soprattutto durante lo studio, la posizione seduta rappresenta la soluzione più pratica.
Scegli una sedia stabile, evitando sedute troppo morbide che fanno sprofondare il bacino e alterano la postura (come, ad esempio, il letto o il divano): entrambi i piedi dovrebbero poggiare bene sul pavimento, così da distribuire il peso in modo uniforme.
La chitarra deve restare vicina al corpo senza essere stretta con forza, le braccia dovrebbero accompagnare lo strumento e non sorreggerlo completamente, lasciando alle mani la libertà di eseguire ogni movimento con naturalezza.
Chi suona la chitarra acustica o elettrica appoggia spesso lo strumento sulla gamba destra, mentre nello studio della chitarra classica è molto comune utilizzare la gamba sinistra, così da ottenere un’inclinazione diversa del manico.
Per rendere questa posizione più confortevole si può usare un poggiapiede oppure uno dei numerosi supporti ergonomici oggi disponibili (ma anche una pila di libri 🙂 ), che consentono di mantenere entrambi i piedi a terra senza rinunciare alla corretta inclinazione dello strumento.
Suonare in piedi richiede un adattamento completamente diverso.
Se pensi di partecipare a prove, concerti o semplicemente di suonare con altri musicisti, dedica parte dello studio anche a questa posizione.
La cinta dovrebbe essere regolata in modo da mantenere la chitarra a un’altezza che non costringa i polsi a lavorare in posizioni innaturali e abbassare troppo lo strumento può sembrare una scelta estetica, ma spesso rende più difficili molti movimenti tecnici.
La postura non è qualcosa che si imposta una volta per tutte: con l’esperienza cambiano anche le esigenze del musicista, perciò è utile controllare periodicamente la propria posizione.
Se avverti fastidio, rigidità o stanchezza eccessiva, fermati qualche istante e osserva come stai suonando: a volte basta correggere l’inclinazione della chitarra o rilassare le spalle per ritrovare immediatamente una sensazione di maggiore comodità.
Una buona postura non rende automaticamente un chitarrista più bravo, ma crea le condizioni ideali per studiare meglio, suonare più a lungo e sviluppare una tecnica più efficace.
Prima di dedicarti a scale, accordi o nuovi brani, prenditi qualche secondo per controllare come sei seduto o come indossi la cinta: è un’abitudine semplice, ma nel tempo può fare una differenza enorme sia sul piano tecnico sia sul comfort durante ogni sessione di studio.

