Ciao,
oggi torno a parlare della chitarra elettrica (o elettrificata), occupandomi del suo suono e del suo timbro.
Infatti quando ascoltiamo una chitarra elettrica e una chitarra acustica, percepiamo immediatamente una differenza evidente: sebbene entrambe appartengano alla stessa famiglia di strumenti, il loro carattere sonoro è molto diverso.
La spiegazione non riguarda soltanto l’amplificazione perché il modo in cui viene generato il segnale cambia radicalmente il risultato finale.
L’elemento che distingue una chitarra elettrica da una tradizionale è il pickup, un trasduttore magnetico che rileva le vibrazioni delle corde e le converte in un segnale elettrico: quest’ultimo viene poi inviato all’amplificatore, che lo rende udibile attraverso l’altoparlante.
A differenza di un microfono, che cattura tutto ciò che accade intorno allo strumento, compresa la risonanza della cassa armonica, il pickup si concentra quasi esclusivamente sul movimento delle corde: è questa caratteristica a determinare il timbro tipico della chitarra elettrica.
Poiché il legno influisce molto meno sul suono prodotto, la risposta dello strumento cambia sensibilmente: le note risultano generalmente più omogenee, con una definizione superiore e una maggiore pulizia del segnale.
Anche l’evoluzione del suono è diversa: l’attacco tende a essere meno pronunciato rispetto a una chitarra acustica, mentre il decadimento della nota appare più graduale e continuo.
Queste caratteristiche hanno dato ai musicisti nuove possibilità espressive, aprendo la strada a tecniche esecutive che sarebbero state difficili da ottenere con uno strumento esclusivamente acustico.
L’elettrificazione della chitarra non fu inizialmente pensata per creare un nuovo tipo di suono ma l’obiettivo era molto più semplice: aumentare il volume dello strumento.
Tra gli anni ’30 e ’40 le orchestre jazz erano composte da numerosi musicisti e la chitarra faticava a emergere tra fiati, pianoforte e sezione ritmica.
Per questo motivo si iniziò a cercare una soluzione tecnica che permettesse di renderla più presente durante le esecuzioni.
I primi esperimenti con i microfoni non si dimostrarono particolarmente efficaci, soprattutto nei concerti finché l’introduzione del pickup rappresentò una svolta perché consentiva di ottenere un segnale più stabile e facilmente amplificabile.
Lo strumento, allora, acquisì una presenza sonora che fino a quel momento era impensabile e, nel giro di pochi decenni, divenne uno dei protagonisti assoluti della musica moderna.
L’introduzione del pickup non ha rappresentato soltanto un progresso tecnologico ma ha modificato il modo di concepire la chitarra, offrendo ai musicisti un timbro inedito e nuove possibilità creative.
Gran parte del linguaggio sonoro sviluppato nel blues, nel rock e in molti altri generi musicali nasce proprio da questa evoluzione: senza l’elettrificazione, la storia della chitarra avrebbe probabilmente seguito un percorso completamente diverso.
In un prossimo articolo approfondiremo due aspetti fondamentali del suono della chitarra elettrica: la distorsione e il sustain, elementi che hanno contribuito a renderla uno degli strumenti più espressivi della musica contemporanea.
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