Ciao,
un po’ di tempo fa mi sono occupata di cadenze musicali, all’interno di un processo di armonizzazione di un brano o di creazione di un arrangiamento.
Oggi voglio approfondire questo discorso, concretizzando un po’ tutto l’argomento e renderlo un po’ più … pratico 🙂
Spesso infatti, soprattutto se si parla di armonia classica, si pensa che tutto è schematico, che sono solo regole aride e sterili da applicare a delle note.
Invece quasi sempre basta qualche piccolo cambiamento per … fare della VERA musica.
In altri due articoli un po’ più recenti, ho affrontato il discorso della sostituzione diatonica degli accordi.
Bene, qui allora prendiamo le cadenze e la sostituzione degli accordi per creare una nuova cosa: una semplice ri-armonizzazione di una cadenza.
Questa operazione consiste nel modificare gli accordi di una progressione preservando il movimento armonico: infatti una progressione accordale non deve essere necessariamente modificata in modo radicale per acquistare più movimento e, come ho appena detto, spesso è sufficiente inserire un solo accordo nel punto giusto per cambiare completamente la sensazione del passaggio.
È questo il principio alla base della ri-armonizzazione di una cadenza: mantenere la direzione armonica originale, aggiungendo però nuovi passaggi che rendano più interessante il percorso.
Uno degli esempi più semplici riguarda la classica successione dominante-tonica.
Se, ad esempio, siamo in Fa maggiore, avremo: Do7 – Fa, dove Do7 è il V grado e conduce alla tonica.
Possiamo però prepararlo inserendo il II grado, in questo modo: Solm7 – Do7 – Fa.
Il risultato è più articolato, ma la destinazione non cambia: il Solm7 prepara il Do7 e il Do7 conduce al Fa.
E, ovviamente, lo stesso principio può essere applicato in qualsiasi tonalità .
La ri-armonizzazione, però, non consiste nel riempire una progressione di accordi nuovi e aggiungerli ovunque.
Immaginiamo di avere: Sol – Do – Re7 – Sol.
In questo caso possiamo intervenire soltanto sul finale, in questo modo: Sol – Do – Lam7 – Re7 – Sol.
Abbiamo aggiunto un solo accordo, ma il ritorno al Sol ora viene preparato in modo più evidente.
Lo stesso procedimento può essere utilizzato quando una dominante rimane troppo a lungo: se, per esempio, abbiamo diverse battute di Mi7, possiamo introdurre un accordo di preparazione prima di tornarci: Sim7 – Mi7
In questo modo interrompiamo la ripetizione e creiamo una nuova direzione senza dover riscrivere l’intera sequenza.
Questo piccolo intervento può essere particolarmente efficace quando si lavora su un arrangiamento.
Possiamo utilizzare un accordo aggiuntivo per:
- dare maggiore movimento al basso;
- preparare una nuova sezione del brano;
- rendere meno statica una progressione;
- creare maggiore tensione prima di una risoluzione;
- offrire nuovi spunti per una linea melodica o un assolo.
Comunque sia, prima di modificare una progressione bisogna sempre controllare la melodia: un accordo può essere perfettamente sensato dal punto di vista armonico, ma creare un risultato poco convincente se entra in contrasto con la nota cantata o suonata in quel momento.
Per questo è importante provare sempre il nuovo accordo insieme alla melodia, ascoltando non soltanto le singole sonorità , ma anche il collegamento con gli accordi precedenti e successivi.
In un prossimo articolo vedremo come ri-armonizzare una cadenza, sostituendo anche gli accordi e non solo aggiungendoli.

