Ciao,
ritorniamo ad occuparci della melodia e vediamo oggi come creare, partendo da questa, un arrangiamento.
Ma prima di tutto chiediamoci: cos’è un arrangiamento?
La Treccani da’ questa definizione (definizione n. 2):
“il termine è usato per designare la trascrizione con cui una composizione musicale viene adattata a strumenti o complessi strumentali diversi da quelli per cui originariamente è destinata dall’autore”.

Quindi possiamo dire che l’arrangiamento non è altro che una riadattazione di qualcosa già presente che può però essere anche … rivoluzionato completamente: tanto per fare un esempio concreto, pensa all’Inno alla gioia della IX sinfonia di Beethoven, che sicuramente conosci e che sicuramente avrai avuto l’occasione di sentire sotto tutte le salse, soprattutto nelle pubblicità 🙂
Quindi nel nostro caso, arrangiare le armonizzazioni fatte fin qui a quattro voci, significa usare tutti i mezzi a nostra disposizione per far sì che queste voci valorizzino al meglio il carattere della nostra melodia.
Ad esempio si può lavorare sul ritmo delle parti dell’accompagnamento, sull’uso di diversi strumenti musicali ma anche sull’aspetto dinamico, e tutto questo è quello che andremo a vedere nei prossimi articoli.
Passeremo, allora, dall’armonizzazione più o meno scolastica o, se vuoi, sterile, a qualcosa di musicale!
Bene, cominciamo allora con l’analizzare bene, ancora e ancora, la melodia: questo è il primissimo passo da fare in assoluto, ogni volta, anche se quella determinata melodia la conosci alla perfezione!
E ora ci sganceremo dalle note, nel senso che a questo punto non le armonizzeremo più una per una.
Questo vuol dire che se trovo una semicroma ad un tempo di 160 alla semiminima, ad esempio, questa non avrà un accordo tutto suo perché è una nota molto veloce e metterle sotto un intero accordo non produce un effetto tale che invece avremo quando troveremo una semibreve in un tempo di 60 alla semiminima, la quale, in questo caso, può benissimo avere ALMENO quattro accordi!
Quindi in questo momento è importante tenere presente che ogni nota del brano ha una sua funzione specifica legata all’altezza della nota stessa ma, molto più spesso, alla sua posizione all’interno della battuta, due fattori che sarà necessario tenere presenti.
Allora in questo lavoro preliminare di analisi andremo a decidere quali sono le note che armonizzeremo e quali no: ad esempio le note che si trovano sui tempi forti della battuta saranno armonizzate per prime o comunque si presterà maggiore attenzione ad esse nello stabilire la successione accordale.
In un prossimo vedremo come usare gli strumenti per arrangiare una melodia.
Mentre aspetti il prossimo articolo, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà.

