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L’accordatura naturale: 432Hz

di Barbara Pubblicato in Accordatura a 432 Hz .

Ciao,

oggi voglio proporti integralmente un articolo scritto da Luca Francioso.

Si occupa della frequenza del LA che nel nostro sistema musicale occidentale è di 440 Hz.

È un po’ lungo, ma ne vale davvero la pena

Buona lettura.

sb-ornament

48 Commenti
« Ma … “DO-DO diesis che intervallo è”?
La chitarra negli anni 80 »

48 Responses

  1. Diego says
    14 Dicembre 2024 in 18:51

    Mah… Se cercate bene in rete scoprirete che la Risonanza di Shumann della quale tanto si parla non è di 8 Hz ma di 7,82 Hz.
    Va bene uniformare tutta la musica a una frequenza “teoricamente” benefica che potrebbe essere 432 Hz,
    Ma se dobbiamo trovare un multiplo esatto della frequenza di Shumann dovremmo accordare a 429,55 Hz.

    Rispondi
  2. BRUNO says
    28 Gennaio 2018 in 11:53

    E REGOLIAMO QUESTO INCERTO HERTZ SUL 432 E CHE SIA FINITA

    Rispondi
  3. Lorenzo says
    19 Gennaio 2017 in 09:59

    Ciao.
    Una piccola osservazione a coloro che sostengono il fatto che la misura dell’unità di tempo è puramente arbitraria, per cui, secondo loro, ne deriva che non ci sia correlazione di “risonanza” con le vibrazioni naturali (es. frequenza Schumann).
    Ebbene, è ovvio che una misura “arbitraria” bisogna comunque deciderla!
    Gli scienziati che dedicarono al dottor Rudolf Hertz l’unità di misura della frequenza, quando cercarono di tradurre in maniera scientifica il fenomeno fisico della “vibrazione”, semplicemente si basarono su un’altro fenomeno fisico conteggiato in modo empirico, cioè l’unità di tempo.
    E’ quindi per semplice praticità ed analogia con una durata di tempo adatta alla nostra vita, cioè il secondo (che è facile da contare anche a mente) che si è stabilito l’unità di misura di 1 Hz.
    Allora il problema non si pone più sulla frequenza e da dove essa deriva, ma si sposta sul TEMPO, e quindi da dove ne deriva la sua unità di misura.
    Allora ci siamo: da quanto tempo si misura il “tempo” ?
    Lasciamo stare i tempi più moderni, ma torniamo indietro a prima degli orologi, a prima delle clessidre, a prima dei meridiani… andiamo a tempi antichi… ancora più antichi… Stonehenge, ecc…
    Ebbene, seppure oggi in maniera ormai elettronica e sofisticatissima, il tempo era ed è tuttora misurato IN FUNZIONE COSMICA, precisamente suddividendo, suddividendo e suddividendo ancora in porzioni sempre più piccole (adattate quindi alle nostre vite) IL TEMPO IN CUI LA TERRA PERCORRE LA SUA ORBITA COMPLETA ATTORNO AL SOLE.
    Non vi basta questo per andare un po’ oltre al mero, piccolo ed insignificante materialismo “terrestre” per comprendere quindi che qualsiasi, dico qualsiasi vibrazione è in qualche modo regolata da LEGGI UNIVERSALI ???
    Che poi il suono che ne deriva piaccia o meno, sinceramente credo che ciò dipenda proprio da quanto noi stessi siamo più o meno accordati a tutte quelle vibrazioni naturali (o artificiali, visti i moderni tempi) che ci circondano.
    In ogni caso, indipendentemente da quale unità di misura si adotti, se c’è un’accordatura, c’è e basta! Oppure non c’è e basta!
    Ci basta l’orecchio per sentirlo!
    Anche se mi invento di misurare la frequenza in chissà quale unità di misura.
    Ma se tutto, come dicevo, deriva da meccanismi e leggi universali (di cui ne conosciamo ben poco), allora qualcosa che non sappiamo in modo scientifico, ma che percepiamo a livello vibrazionale (non tutti ci riescono NB), allora qualcosa ci deve pur essere.
    PS: Vi siete mai chiesti perchè tutto il mondo vegetale è VERDE?
    La vibrazione elettromagnetica dello spettro solare visibile trova il suo punto medio proprio nel colore VERDE: come mai tutta la natura si è accordata proprio a tale frequenza?
    Mi piacerebbe sapere qualche ipotesi in merito.
    Buona musica (e buona vita) a tutti.
    Lorenzo Boscarol

    Rispondi
  4. Lorenzo says
    28 Novembre 2014 in 15:42

    Quello che non capisco è che se nel 1971, quando il diapason a 440Hz è stato adottato anche dalla nostra nazione, la transazione dai 432 che a quanto pare erano normalmente usati (era definito come “LA verdiano” in quanto usato e sostenuto da Giuseppe Verdi) non ha scaturito così tante polemiche e “disaccordi”… è stata accettata e basta.
    Addirittura si è arrivato quasi a dimenticare i 432Hz fino a questi ultimi anni, dove lo sviluppo prima del New Age ed il progressivo risveglio delle “coscenze” ha fatto riscoprire questa frequenza, trovando correlazioni con la frequenza Schumann, con l’armonia della vita e con la spontaneità delle accordature di antichi strumenti che, seppur non essendo “unificati” si aggiravano con il LA intorno ai 432Hz (o anche meno) piuttosto che verso i 440.
    NB: è noto che la frequenza Schumann anticamente era più bassa, intorno ai 7,5 – 7,6 Hz ed oggi si è innalzata ai 7,8 – 8,0 Hz ed è in progressivo aumento.
    Quindi fa pensare che spontaneamente ed inconsciamente l’uomo “si accorda” intorno alla frequenza Schumann, così il suo modo di percepire la musica e di accordare i suoi strumenti.
    La stessa vita, perciò, si accorda a partire dalla frequenza Schumann: d’altronde siamo figli di madre Terra.
    Guarda caso in campo medico i 256Hz corrispondenti ad un DO in accordatura a 432Hz sono considerati capaci di innescare risonanza alla nostra struttura ossea.
    Tutto ciò fa pensare seriamente a qualcosa di “losco” all’adozione del diapason a 440Hz, cosa che poi è nata negli anni della piena corrente di pensiero nazista.
    In questi tempi, specialmente grazie ad Internet, abbiamo occasione di parlarne e di discutere… personalmente non avrei dubbi: i 432Hz sono figli dei circa 8Hz della frequenza Schumann, di cui i 256Hz della nota DO ne sono un’armonica superiore.
    Accordare la chitarra a 432Hz è semplicissimo, non cala in maniera significativa la tensione delle corde (anzi, favorisce leggermente la fatica alle dita) e le stesse vibrano leggermente più a lungo proprio per il fatto che la tensione minore gli permette una leggera maggior escursione di movimento.
    Purtroppo spesso è la chitarra stessa a non essere costruita per i 432Hz, ma quella non si può “regolare” come le corde.
    In ogni caso una chitarra fatta discretamente bene dovrebbe essere in grado di far risuonare bene qualsiasi frequenza entro i range delle possibilità generate dalle corde.
    Se qualche corda vibra al ponte o sfiora qualche tasto, sarà sufficiente una piccola ritoccatina all’action (= altezza dal piano del manico) agendo sul ponte, oppure al capotasto o allo stesso tasto che dà il problema.
    Sono a disposizione per consigli su accordatura e regolazioni varie o scambi di opinioni sull’argomento.
    Buone accordature a 432Hz… provare per credere!
    Lorenzo Boscarol

    Rispondi
    • barbara says
      4 Dicembre 2014 in 08:49

      grazie Lorenzo, molto utile 🙂

      Rispondi
    • Maria says
      6 Marzo 2015 in 01:35

      Non per essere pistino ma per essere credibile dovresti usare una grammatica e ortografia ortodossa. Coscienza non coscenza.

      Rispondi
    • Fabrizio says
      2 Novembre 2025 in 09:17

      Sono Fabrizio.
      Anch’io come te sono persuaso che la 432 sia benefica, e sono ancora più persuaso che il complotto della 440 sia reale.
      Ho una chitarra tenore a 4 corde, ma non sono conservatorista, ci sono cose che non comprendo.
      Se anche regolo le corde sulla 432 alle chiavi, durante la diteggiatura il suono storpia.
      C’è per forza da rifare una chitarra intera da capo col nek proporzionato o è sufficiente spostare il ponticello indietro per avere la 432 su corde tirate leggermente più lunghe?
      Ripeto, sono ignorante in materia.

      Rispondi
  5. Marco says
    15 Aprile 2014 in 23:35

    Evvai, potrò suonare della Grindcore in armonia con la natura…

    Rispondi
  6. Bruno says
    6 Novembre 2013 in 16:41

    Tutta la spiegazione è basata sull’unità di misura del tempo (il secondo), che è assolutamente arbitraria, NON esiste in natura.
    Se il minuto fosse stato diviso in 100 parti (o in 40, o in 80, o in quello che volete) il valore di 8 Hz sarebbe completamente diverso.
    La teoria è affascinante e romantica, ma basata, ahimé, su un errore.

    Rispondi
    • Giorgio says
      13 Marzo 2014 in 17:49

      Spiegazione assolutamente vera.
      Come è possibile rendere “oggettivo” ciò che oggettivo non è per natura?
      Se non esiste il tempo, anche le frequenze numeriche spariscono, e resta la mera percezione psicoacustica.
      Ci piace, o non ci piace: la questione è tutta lì.
      A questo riguardo: per una corda la differenza di pitch è (dal punto di vista della tensione) uguale alla differenza di diapason, ovvero della distanza che intercorre tra ossicino (ponte) e capotasto.
      Portare il pitch a 432 equivale a diminuire tale diapason, in termine di rigidità della corda.
      Forse si potrebbe dimostrare che non è la frequenza (figlia di un tempo inesistente ma ormai abitualmente accettato come esistente) quanto la tensione della corda a rendere più morbida e gradevole tale accordatura.
      Si tratterebbe insomma di costruire due chitarre identiche: una con diapason conosciuto (diciamo 660) ed accordata a 432, e l’altra con diapason adeguatamente studiato per ribilanciare la tensione delle corde in modo tale che abbiano la stessa identica tensione pur essendo accordate a 440.
      Poi si decide se effettivamente è il pitch o la tensione della corda a generare quel sentimento di gradevolezza.

      Rispondi
    • frankpinth says
      22 Maggio 2016 in 00:24

      ottima osservazione ci avevo pensato anch’io
      come il sistema metrico decimale è solo una possibilità

      Rispondi
  7. oscar says
    10 Settembre 2013 in 13:46

    Quindi per tarare le altre corde si dovrebbero togliere quanti Hz?
    insomma quali sarebbero le frequenze delle altre note con il La a 432Hz?

    Rispondi
  8. Fulvio says
    19 Ottobre 2012 in 14:29

    Io ho provato ad accordare la 5^ corda della mia chitarra acustica, cioè il LA con il software Pitch Perfect Guitar a 108Hz, anzichè a 110Hz e di conseguenza le altre corde “ad orecchio” ed il suono che ne deriva, provando qualsiasi semplice giro, è più morbido, lo ascolto più volentieri.
    Anche la cassa armonica mi sembra risuonare meglio, eppure rispetto all’accordatura a 440Hz, la differenza sulla fondamentale è di soli 2Hz per il LA, non credevo che potesse produrre un così grande effetto, ascoltandola.
    Vorrei invitarvi a provare e poi a riferire le vostre sensazioni.
    Un saluto a tutti.

    Rispondi
    • valdegas says
      30 Maggio 2013 in 20:21

      Ciao potresti spiegarmi come accordare la chitarra classica con la frequenza del La a 432 hz ho un accordatore cromatico.

      Ho impostato il 432 hz e poi ho agito sulle meccaniche di ogni corda, ho verificato che ad ogni corda corrispondesse la relativa nomenclatura anglosassone.

      Ma in effetti è tutta un altra musica!

      Ho potuto constatare che è tutta un’altra tonalità, e le musiche che suonavo sanno di altro….

      L’armonia si sente e come, sono un neofita, ma la pienezza del suono è evidente, sembra di essere all’opera..

      Hai suggerimenti da darmi in merito a canzoni da riproporre?

      Buonaserata.

      Complimenti per il sito.

      Rispondi
      • barbara says
        31 Maggio 2013 in 05:47

        va bene come hai fatto.
        Per le canzoni, potresti provare a suonare quelle che già conosci.
        Altrimenti chiedo se Luca puo’ dare qualche indicazione più precisa a riguardo.
        Ciao

        Rispondi
  9. Irene says
    8 Ottobre 2012 in 17:57

    http://www.irenenanni.it/Musica/432H/scheda_432hz_blues_lab_musica.htm

    Anche io ho cercato il diapason a 432Hz in Italia senza trovarlo. Gli unici sono apparecchi per uso medico.
    Però l’ho trovato in Germania. In questo link (per chi è interessato) si trova sia il link per acquistarlo online sia 1 minuto di tono fisso a 432Hz per accordare il LA.
    Spero vi possa servire. 😉

    Rispondi
  10. beppe says
    8 Ottobre 2012 in 16:30

    …che bella discussione, se avessi la capicità di comporre della musica l’ispirazione di Gianluca, che crea delle “tensioni” e Irene che cerca di risolverle sarebbe uno spunto perfetto.
    Parlare di Stainer a chi ha una formazione scentifica è molto azzardato, in quanto la visione di Stainer è senz’altro intuitiva ed empirica, per quanto posso affermare che i concetti espressi in agricoltura a metà degli anni venti, per chi li attua oggi, funzionano molto bene!!!
    Io sono un sommelier ma da molti anni mi occupo di vini naturali, quindi azzardo un parallelo: anche io nel mio lavoro e sopartutto con miei colleghi o addetti hai lavori le discussioni erano da coltelli sotto il tavolo, insomma un ostracismo ingiustificato, ma dopo qualche anno alcuni di loro si sono ricreduti!!!!
    Parlando di musica ebbene ho provato Hz432, trovo che ci sia una sensibile differenza le note sono più “rilassate” a orecchio direi che sento meglio gli armonici, perchè sono più distanti e quindi udibili singolarmente e calata un po’ l’altezza del suono, ma è sorpendente mi piace molto.
    Volevo chiedere a Gianluca: tu hai provato questa accordatura?

    Rispondi
  11. Gianluca says
    4 Agosto 2012 in 15:16

    Fino a quando chi ne parla non attribuisce valori assoluti e metafisici, evviva il libero arbitrio.
    Quando si trascende, non va piu bene.

    Rispondi
  12. Irene says
    3 Agosto 2012 in 17:10

    Su ogni argomento ci sono molteplici pensieri, non solo sulla musica.
    In particolare sono d’accordo sul lasciare da parte argomentazioni politiche e cospirazioni varie, che è terreno scivoloso.
    Mentre sulla mancanza di curiosità non posso proprio essere d’accordo, ma neppure mi interessa convincere alcuno.
    Sono assolutamente per il libero arbitrio!

    Rispondi
  13. Gianluca says
    3 Agosto 2012 in 15:47

    Irene, cara, io non leggerò quel libro e niente altro su questo argomento in quanto studio sulla pelle e sulle macchine gli effetti sonori di parecchie sorgenti, da quasi un ventennio.
    Per cui il tempo dell’eventuale lettura lo dedico al suonare la mia chitarra accordata a volte a 440, altre volte leggermente sopra o sotto..
    Ma in studio di registrazione, quando suoni una qualsiasi cosa e cerchi di intervenire su una frequenza specifica, non si ottiene mai un effetto totale ma decisamente parziale.. in quanto gli strumenti, voce compresa, generano migliaia di frequenze aggiuntive per simpatia che a loro volta ne innescano altre in un modo difficilmente misurabile..
    Gli uomini, e la biologia che ne spiega i funzionamenti, non sono macchine perfette, né fatte in serie..
    Pensare che 8hz di differenza sulla nota la, generi un’armonia biologica con l’organismo mi dà un’idea di ottusità che offende la grandezza dell’arte musica..
    Qualcuno ha scritto che solo musiche di autori sublimi,a 440,possono avere effetti sonori positivi..
    Qualcuno che la musica a 440 porterebbe ad una sorta di depressione..
    Qualcuno che 8hz abbiano addirittura un significato politico..

    Questo qualcuno presume assurde verità.. che per me sono delle risibili bestialità..

    Rispondi
  14. Irene says
    3 Agosto 2012 in 08:41

    Verissimo Gianluca.
    Hai ragione!!
    Ma non è solo questione di multipli dell’otto, anche 440 è multiplo otto (8×55).
    a base è la nota Do a 256 Hz e la corrispondenza otto è solo uno dei molteplici aspetti, neppure il più importante.
    Non è possibile rinchiudere tutto il discorso solo ai multipli dell’otto.
    Consiglio a chiunque interessi approfondire questo argomento di leggere i libri di Rudolf Steiner e quello di Tuis oppure di leggere questo articolo perchè l’argomento è vasto.
    Comunque sia è un discorso strettamente legato alla biologia e quindi alla voce (più che agli strumenti) tant’è che molti cantanti si sono opposti allo standard 440Hz
    Irene

    Rispondi
    • Fabrizio says
      2 Novembre 2025 in 09:26

      Il corpo umano è composto per molto da acqua. Ritengo che, trovata la frequenza che le permette di vibrare armonicamente, aiutandola allo scambio cellulare di scarti e sostanza nutritive, e alle complesse attività biologiche, sia la chiave per ottenere degli effetti di salute tangibili.
      Fino ad allora si procede “ad minkiam”. …
      E in effetti ci sono studi di cinetica in tal senso che lasciano intendere correlazioni con gli yantra, i mantra, il sanscrito, un “sapere soncio” come ebbe a dire Riccardo Tristano Tuis, autore del libro “La rivoluzione musicale”.
      Se ne dovrebbe parlare seriamente in sedi specifiche di competenti in multi settori, e invece siamo qui con mille dubbi e mille domande.
      Mi pare che siamo ancora lontani.

      Rispondi
  15. Gianluca says
    2 Agosto 2012 in 18:27

    I suoni sono 12, non due.. con il la a 440, ci saranno ugualmente delle note a frequenza multipla di 8..

    Rispondi
  16. Irene says
    2 Agosto 2012 in 15:19

    Esattamente Gianluca!!
    Si basa proprio sugli armonici della nota DO
    Do a 8 Hz permette di avere un DO a 256 Hz (32esima ottava)=LA a 432Hz e relativi armonici
    Non è la stessa cosa con un LA a 440Hz

    Il diapason a 256 Hz è detto “scentifico” perchè utilizzato nella medicina per le prove di risonanza delle ossa e dell’udito (molto, ma molto brevemente).

    Sono stati scritti dei libri su questo argomento che è interessante leggere a prescindere che poi si sposi l’idea o meno.
    Poi tutto dopo dipende da personali scelte.

    Rispondi
  17. Gianluca says
    30 Luglio 2012 in 15:27

    Il suono di qualsiasi strumento, voce compresa, contiene al suo interno tante frequenze aggiuntive..
    Un corpo, per poter vibrare per simpatia, necessita di una sorgente ad oscillazione uguale o multipla di quella dello stesso corpo..
    Il concetto degli 8hz è interessante, ma vale per quella frequenze e per i suoi multipli: il do ed il la sono multipli, approssimando..
    Ma, tra l’altro, l’approssimazione, ovvero due frequenze simili ma non identiche, genera nel tempo dei momenti ciclici di controfase in cui, per natura, si genera il silenzio..
    Comunque con il la a 432:
    Il mi è 80.9..
    Il fa è 85.7..
    Il si è 121.2..
    Non ho calcolato le altre, ma la cosa è puramente insignificante..
    Un brano, inoltre, tra armonia e melodia, esprime milioni di frequenze che si accavallano.
    Il multiplo di 8hz è davvero molto improbabile..
    Per non parlare del fatto che un brano in fa# maggiore vede come note estranee sia il do che il la..
    Questo articolo è pura arrogante filosofia..
    Meno male che la musica è ben altro..

    Rispondi
  18. Irene says
    29 Giugno 2012 in 15:24

    Personalmente ho abbracciato in piano l’accordatura a 432Hz ho letto un libro e mi ha talmente entusiasmata e lo trovo in linea con tutto ciò che ho studiato negli ultimi anni da convincermi a lasciare definitivamente l’accordatura a 440 Hz.
    Certo è un discorso che va molto oltre la sola disciplina della musica, tocca molti argomenti… ma è vero che la nuova fisica va verso questa strada.

    Irene

    Il libro che ho letto è di Tristano Tuis

    Rispondi
  19. Andrea says
    29 Maggio 2012 in 19:29

    Adesso la vedo.
    Prima mi faceva vedere dei riquadri giganti senza niente. Mi rileggo tutto perché ho perso pezzi di testo in giro.
    Scusa, colpa mia 😀
    Grazie!

    Rispondi
  20. Andrea says
    29 Maggio 2012 in 12:40

    Solo io non vedo le foto?
    Interessantissimo comunque 🙂

    Rispondi
    • barbara says
      29 Maggio 2012 in 17:24

      andre, in che senso … non vedi le foto?
      C’è un’immagine di un diapason all’inizio (a sinistra) e poi c’è il testo senza neanche un’immagine dentro.
      Fammi sapere.
      Ciao

      Rispondi
  21. marco says
    14 Ottobre 2011 in 15:15

    ciao ragazzi, per accordare in 432hz io uso un’accordatore che ho installato sul pc.
    Dovete solo scaricare il programma e nelle impostazioni cambiare la frequenza da 440 a 432…
    AP Guitar Tuner 1.02
    ciao a tutti.

    Rispondi
    • barbara says
      14 Ottobre 2011 in 18:04

      Ciao Marco,
      grazie per questa informazione.

      Rispondi
  22. alessandra says
    18 Settembre 2011 in 11:23

    Ho ascoltato le differenze fra le due frequenze qui.
    Ho notato che il suono a 432Hz è più gradevole, ma pensavo che mi fossi lasciata influenzare da quanto avevo letto.
    Allora senza dare nessuna spiegazione ho fatto ascoltare le due frequenze alle mie tre bambine di 6, 9 e 12 anni (che tra l’altro studiano chitarra classica).
    Tutte e tre hanno trovato molto più piacevole il suono a 432 Hz, da loro definito più “limpido” e “puro” rispetto al suono a 440 Hz, da loro definito “disordinato”, probabilmente perché si trovavano più in sintonia con il primo dei due.

    Rispondi
    • barbara says
      18 Settembre 2011 in 14:21

      Grazie Alessandra, anche per il link 🙂

      Rispondi
  23. Wenz says
    9 Luglio 2011 in 19:32

    Ciao Fulvio
    L’accordatura del LA a 432 Hz è interessante, ma c’è chi sostiene che non basti quello, si dovrebbe utilizzare anche una diversa scala, non temperata per intenderci.
    Per esempio lo dice Ananda bosman, un pioniere di questo campo.
    Nel mio blog ho trattato spesso di questo tema.
    Grazie e namasté a tutti

    Rispondi
  24. paola says
    12 Marzo 2011 in 19:26

    Davvero interessante questo articolo e avendomi incuriosito da domani provo ad accordare la chitarra classica a 432Hz!…
    Agli esami di Diploma però riporto tutto a 440 Hz, mi conviene!!

    Rispondi
  25. Fulvio Nut says
    1 Novembre 2010 in 17:39

    Ciao Barbara! 🙂
    Conoscevo questo interessantissimo articolo e da tempo l’ho diffuso tra i miei amici e “maestri” anche sul mio miniblog myspace: “la ‘simpatia’ dei 432 MHz”.
    Uno di loro mi ha chiesto poi materialmente “come” poter accordare a 432, poichè non ha trovato accordatori (quelli di più comune uso) che siano tarabili in tal modo.
    Hai qualche suggerimento utile che posso girargli?
    Grazie in anticipo.
    Grande sito!
    CariSalùt.
    Nut

    Rispondi
    • barbara says
      1 Novembre 2010 in 18:52

      Ciao Fulvio,
      sinceramente non so se esista un corista a 432 Hz!
      Sicuramente puoi provare con un accordatore elettronico che si possa sincronizzare anche a 432Hz.
      Ho trovato questo gratuito, ma non so come sia perché non l’ho mai provato.
      Ciao

      Rispondi
  26. Gennaro says
    4 Settembre 2010 in 09:00

    Caro Peppe … sapevo che tu sapevi…
    Non le ho riferite illegittimamente io le cose che tu dici, perché immaginavo che legittimamente invece le scrivessi tu.
    Un abbraccio

    Rispondi
  27. Peppe says
    3 Settembre 2010 in 21:15

    Più di una volta sull’accordatura ognuno ha detto la sua… anche la mia verità “non è oro colato”, ma una delle cento ipotesi.
    La musica dal 1200 al 1700 era molto più libera per cui le prassi esecutive erano meno “prassi”.
    Alcune villanelle che venivano eseguite a corte, venivano cantate dal popolo in modo completamente diverso… e l’accordatura a volte dipendeva dal tipo di budello trovando dei compromessi per non spezzare le corde e non piegare il manico (indipendentemente dal diapason).
    Insomma la voglia di standardizzazione e l’invenzione dell’accordatore elettronico sono tipici della nostra epoca.
    Persino gli strumenti erano non normalizzati.

    Rispondi
  28. Peppe says
    3 Settembre 2010 in 21:13

    Quando ho suonato la mia battente col clavicembalo l’ho dovuta necessariamente accordarla a 415, perchè il clavicembalo non poteva salire a 440 (si sarebbero rotte corde e struttura)… perché il “LA” barocco è a 415 e quindi anche gli stru…menti barocchi sono pensati per suonare a 415 (come la chitarra barocca), il fortepiano si accordava 430, attualmente gli strumenti si accordano a 440 (in Europa)… Questione di convenzione. Oggi il suono un diapason è di 440 oscillazioni doppie (o 880 oscillazioni singole)… le convenzioni cambiano…

    Rispondi
    • barbara says
      3 Settembre 2010 in 21:14

      eh già, cambiano le cose nel corso del tempo, ma forse cambiano anche in base a certe “esgienze”, chissà!

      Rispondi
  29. Gennaro says
    3 Settembre 2010 in 17:43

    Complimenti, davvero interessante.

    Rispondi
  30. Vincenzo says
    2 Settembre 2010 in 21:02

    Al limite si potrebbe provare (per chi ha, almeno, due chitarre) ad accordarle con le due accordature in proposito.
    Si potrebbe scegliere, dal proprio repertorio, un numero di brani che si desidera suonare con sonorità più calde e pastos… e e altri con sonorità più brillanti.
    (E’ un pensiero molto improvvisato.)
    Sto valutando, seriamente, invece di farmi costruire una chitarra con diapason più corto (intorno ai 63,5).
    In questo modo anche se l’accordatura resterà su 440, l’effetto timbrico sarà più conforme ai miei gusti.
    Vi ringrazio, comunque!

    Rispondi
    • barbara says
      2 Settembre 2010 in 21:03

      beh, Vincenzo, se la farai costruire, poi facci sapere come va!

      Rispondi
  31. Vincenzo says
    2 Settembre 2010 in 21:01

    Io proverei, anche, a suonare così… il rischio, però non è di venir spiazzati dalla totalità che suona a 440?
    Vi risulta ci sia in futuro (a livello globale) la possibilità di suonare con un “la” tarato su 432 Hz?
    grazie

    Rispondi
    • barbara says
      2 Settembre 2010 in 21:02

      beh sicuramente all’inizio un po’ di “sfasamento” c’è: anche Luca lo dice nel suo articolo!
      Per il futuro … chissà!
      Certo, semplice non è, perché vorrebbe dire fare una bella “rivoluzione” a livello musicale!

      Rispondi
  32. Vincenzo says
    2 Settembre 2010 in 21:00

    Interessante! A me farebbe piacere perché amo moltissimo le sonorità più “calde e pastose” e per questo motivo uso corde con media tensione. In definitiva la differenza tra 432 e 440 a quanto corrisponde? circa la metà di un semitono?

    Rispondi
    • barbara says
      2 Settembre 2010 in 21:01

      Vincenzo, la differenza è di 32 cent, quindi meno di un semitono.

      Rispondi

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