Ciao,
oggi voglio riprendere il discorso degli accordi e della ritmica, discorso che avevo lasciato in sospeso alla fine dello scorso articolo su questo argomento.
Infatti avevo chiuso quell’articolo dicendo che “tutto questo lavoro sugli accordi va, ovviamente, di pari passo con la ritmica“.
E allora vediamo cosa puoi fare.
Una volta che hai imparato un accordo, prova a suonarlo con una ritmica o una tecnica qualsiasi, ovviamente sempre a metronomo, dapprima lentamente per aumentare piano piano la velocità.
E una volta che questo passaggio è entrato nel tuo … bagaglio, allora prova con due accordi, ad esempio DO maggiore e LA minore.
L’obiettivo, in questo caso, è quello che l’esecuzione sia a tempo, il suono di ogni singolo accordo sia pulito e la ripetitività di un concatenamento accordale non perturbi la precisione e la regolarità ritmica del brano.
Una volta che questa regolarità e questa precisione ti verranno in modo naturale, allora a quel punto potrai permetterti tutti i cambiamenti ritmici che vuoi, ma solo … dopo.
Ti accorgerai poi che, a distanza di tempo, quando cioè arriverai a suonare una concatenazione accordale in modo più veloce di quanto la suonavi all’inizio, il tutto suonerà in modo diverso!
E questo puoi scoprirlo perché ogni sessione di studio … l’hai registrata, vero?
Un altro tipo di lavoro interessante che puoi fare è quello di suonare la stessa successione accordale secondo diversi stili musicali (reggae, soul, blues, rock, bossa, tanto per fare qualche esempio concreto), mettendo gli accenti su determinati tempi.
Questo ti permetterà di conoscere molti generi musicali e di sapere perfettamente come puoi trasformare un ritmo.
E questo lavoro può aiutarti a sviluppare l’improvvisazione, qualora tu fossi interessato/a a questo aspetto compositivo.
E per improvvisare non c’è bisogno di essere dei super-eroi o di essere super dotati!
Basta infatti portare dei piccoli cambiamenti a quello che sai fare, come ad esempio cambiare diteggiatura dell’accordo lungo la tastiera della chitarra, usare le corde vuote che continuano a vibrare anche quando l’accordo cambia, aumentare o diminuire il tempo tra un accordo e l’altro, cambiare l’accordatura della chitarra, trasportare tutto in un’altra tonalità, sostituire gli accordi di tre suoni con quelli di quattro o, invece, usare i power chord e così via.
Puoi anche alternare il basso al resto dell’accordo tramite un fingerpicking, oppure decidere di trascrivere per chitarra un pezzo suonato da un altro strumento: i bassi, in questo caso, permettono di arricchire la griglia accordale.
In un futuro articolo vedremo come lavorare con le scale.
Mentre aspetti questo nuovo articolo, se vuoi anticiparti e approfondire ancora di più questo argomento, ti consiglio di cliccare subito sull’immagine qui sotto e di leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà.

