Ciao,
torniamo oggi a parlare di armonia jazz e vediamo ora che in un accordo, oltre che alla settima, possiamo aggiungere altre note dissonanti, note che un interprete può aggiungere liberamente senza cambiare il senso armonico.
Ecco una tabella, grado per grado, di quello che si può ottenere.
Nel modo maggiore possiamo avere:
- I = M7/9 (6)
- II = m7/9/11
- III = m7 (add. 4)
- IV = M7/9 (6)
- V = 7/9/13
- VI = m7/9/11
Importante qui notare che la numerazione di un accordo di settima di dominante, nel modo maggiore, non comporta, su un piano strettamente tonale, altre estensioni possibili che la nona maggiore e la tredicesima maggiore.
In effetti, secondo il contesto, nel jazz si può sottintendere: b9 / #9 o anche b13: ad esempio G7 in DO maggiore può essere trattato come C7/9/13, come G7/b9/#9/13 o come b13.
Nel modo minore (armonico, anche se alcune note sono prese in prestito alle scale minori melodiche) troveremo:
- I = mM7/9 (6) oppure m7/9 (6)
- II = m7-5 add.(11/13b)
- IV = m7/9 (11) add. 6
- V = 7/9b/9# (13b)
- (b) VI = M7/9(6)
È chiaro che non è perché possiamo aggiungere una nota ad un accordo che dobbiamo necessariamente farlo: tutto resta, alla fine, una questione di gusto.
Le note degli accordi di questi elenchi sono, nel jazz, tutte note reali di cui ci si serve durante l’improvvisazione.


