Bentrovato/a.
Avvicinarsi al blues, quando si suona la chitarra, è una di quelle cose che molte persone mi pongono come domanda.
E, secondo me, non è un caso: più che un genere a sé, infatti, il blues può essere considerato come un punto di partenza.
Tantissima musica che ascoltiamo oggi nasce da lì, quindi metterci le mani sopra prima o poi torna sempre utile, anche se poi andrai in tutt’altra direzione.
La cosa importante da capire subito è che nel blues non basta fare le note giuste; anzi, spesso non è nemmeno quello il punto: conta molto di più come le suoni.
Il famoso feeling da avere è il cuore di tutto: anche con poche note puoi dire qualcosa di interessante, oppure non dire niente, dipende da come le fai vivere.
Per iniziare, comunque, un minimo di base è utile.
La cosa più semplice da cui partire è quella forma di scala che tutti i chitarristi imparano presto perché funziona praticamente sempre: parlo della scala pentatonica minore in quanto è una scala comoda per le dita, si sposta facilmente e ti permette già di improvvisare senza troppi problemi.
Una volta presa un po’ di confidenza, puoi aggiungere quella nota di passaggio che dà subito un sapore più bluesy: basta poco per cambiare completamente il suono.
Detto questo, il vero salto non avviene quando aggiungi note, ma quando inizi a lavorare su come le suoni: a volte qualche piccolo dettaglio o aggiunta fa la differenza.
Se ascolti chitarristi diversi, ti accorgi subito che anche usando più o meno le stesse note, ognuno suona in modo riconoscibile.
Questo succede proprio grazie a queste sfumature ed è anche il motivo per cui ha senso ascoltare tanto e provare a imitare: non per copiare, ma per sapere cosa funziona.
La cosa bella è che non serve sapere chissà cosa per partire: con qualche spunto (che spero di averti dato in questo articolo) puoi già iniziare a divertirti, improvvisare e prendere confidenza con lo strumento in modo molto più musicale.
Poi, col tempo, tutto si può approfondire, ma l’inizio è molto più semplice di quanto sembri.

