
Ciao,
qualche … articolo fa ho parlato dei vari concatenamenti accordali che possiamo trovare nell’armonia in generale e, quindi, nell’armonia jazz in particolare.
Tuttavia ce ne sono alcuni che sono specifici dell’armonia jazz, come quello dell’anatole, la cui struttura la si fa risalire a I got rhythm, brano del 1930 di George Gershwin.
Questo modello è formato da 32 battute divise in A e B, dove:
- A corrisponde alle prime due righe e all’ultima di una griglia, righe formate da 8 battute ciascuna
- B, chiamato ponte, che corrisponde alla terza riga, anch’essa formata da 8 battute.
Tuttavia il tema originale di I got rhythm è formato, in realtà, di 34 battute, con 2 battute in più alla fine dell’ultimo A.
Le prime battute hanno un concatenamento essenzialmente del modo maggiore: I – VI – II – V, molto usato nel jazz, con la caratteristica che, una volta arrivati alla fine, si può tranquillamente ricominciare da capo.
Qui il VI e il II grado sono da intendersi in senso largo, potendo usare anche gli accordi alterati VIx e IIx.
Le varianti che posso avere nell’anatole sono:
- I – VI – II – V
- I – VI – IIx – V (V grado)
- I – VIx – II – V (II grado)
- I – VIx – IIx – V (II e V grado)
Pur essendo un collegamento caratteristico del modo maggiore, tuttavia lo si può trovare anche nel modo minore, come ad esempio:
- I – bVI – II – V
- I – VI – IIx – V
Negli anni 1960, era anche usata la seguente formula: I – VI – IV – V, dove il II grado è sostituito dal IV.
Prossimamente vedremo altri concatenamenti accordali tipici dell’armonia jazz.
Mentre aspetti questi nuovi articoli, se vuoi approfondire ulteriormente questo argomento, ti consiglio di cliccare subito sull’immagine qui sotto per saperne di più.

