Ciao,
c’è una domanda che mi viene fatta spesso: quando si studia la chitarra, bisogna guardare le dita oppure no?
È un tema che accende sempre un po’ di discussione, ma la mia risposta, basata sulla esperienza personale come insegnante e musicista, è piuttosto semplice: quando stai imparando, sì, devi guardare le dita.
Per molti è scontato, per altri meno e la confusione nasce dal fatto che, durante un concerto, il chitarrista spesso non guarda le mani, o le guarda solo raramente.
Da qui l’idea:
“Allora devo imparare fin da subito a suonare senza guardare, così sarò pronto/a anche sul palco”.
Il ragionamento sembra logico, ma in questo modo si salta un passaggio fondamentale: il modo in cui impariamo, sia a livello motorio che musicale.
È importante distinguere due momenti diversi:
- lo studio, in cui stai costruendo la tecnica e imparando i movimenti: qui guardare le dita è fondamentale
- l’esecuzione, quando suoni davanti a qualcuno: in questo caso puoi anche non guardarle, ma solo se hai interiorizzato bene i movimenti e il brano.
Un buon metodo di studio porta le dita, col tempo, a muoversi da sole ma questo succede perché, prima, le hai osservate, corrette e guidate con attenzione.
Anche quando studi delle scale, ad esempio, guardare cosa fanno le dita ti aiuta a capire se ti stai muovendo nel modo giusto e non farlo, purtroppo, è un errore molto comune.
Esistono approcci che scoraggiano questo modo di fare, ma personalmente non li trovo convincenti.
Le dita imparano attraverso movimenti consapevoli e corretti che SEI TU a decidere: le dita da sole non si muovono se tu non le guidi!
Guardavo ieri un servizio sul telegiornale, in cui si parlava della riabilitazione di chi ha perso un braccio (per vari motivi): un giovane diceva che per riuscire a prendere un oggetto con la nuova mano finta, deve concentrarsi tantissimo per dire ai muscoli della spalla quello che le dita devono fare!
Quindi: se non osservi le tue dita, come fai a sapere se stanno lavorando bene?
Controllarle visivamente ti permette di creare schemi motori solidi, che in seguito diventeranno automatici.
C’è anche chi teme che guardare le dita crei dipendenza.
In realtà non funziona così, ti voglio rassicurare subito: quando un movimento viene ripetuto correttamente e con attenzione, si consolida nel tuo cervello e a quel punto (ma solo a quel punto), sul palco, le mani sapranno cosa fare anche senza il tuo sguardo.
Pensa a quando si impara a scrivere da piccoli (almeno all’epoca mia: oggi i bambini scrivono sempre meno, purtroppo): all’inizio ci sono i quaderni con righe e quadretti.
Ma oggi io non ho bisogno di quelle righe e quadretti per scrivere in modo dritto!
Tuttavia quelle righe e quadretti mi sono servite per imparare il gesto giusto.
Con la chitarra è lo stesso: prima osservi e costruisci il movimento, poi lo fai tuo.
Nel prossimo articolo entrerò ancora più nel dettaglio.

