Ciao,
oggi ti propongo la domanda di Tiziano:
“Ciao Barbara,
io suono circa un’ ora al giorno (ripartito in riscaldamento, tecnica, ripasso ecc.).
Il dubbio è: debbo nella stessa seduta giornaliera studiare la parte solistica (arpeggi, scale) e gli accordi?
Oppure alternare, un giorno solo melodia e il giorno successivo solo accordi.
Qualcuno mi ha consigliato di puntare solo sulla parte solistica (che preferisco) e di dare spazio all’apprendimento degli accordi solo dopo aver acquisito una certa padronanza con lo strumento.
Nel caso sia meglio studiarli insieme, quanto tempo dovrei dedicare alle due attività (sempre considerando l’ora totale)?
Un grazie anticipato.”
Il consiglio che è stato dato a Tiziano, cioè di studiare solo la parte solistica all’inizio, non è sbagliato in assoluto, ma oggi molti insegnanti preferiscono lavorare su tecnica e armonia insieme, anche se con pesi diversi.
Infatti la melodia e accordi sono collegati: le scale e gli arpeggi derivano dagli accordi.
Studiare entrambe le cose insieme, allora, aiuta a capire come la melodia si sviluppa … sopra gli accordi.
Con la parte solistica si sviluppa la tecnica e il fraseggio, mentre con gli accordi ci si occupa del ritmo, dell’armonia e dell’accompagnamento.
Quindi in circa 1 ora al giorno Tiziano può studiare sia la parte solistica (scale, arpeggi, melodia) sia gli accordi nella stessa sessione, ma con una divisione del tempo intelligente 🙂
Uno schemino su come dividere l’ora potrebbe essere:
- riscaldamento: 10 minuti (esercizi di cromatismi e/o di coordinazione)
- tecnica solistica: 20 minuti (scale, arpeggi, esercizi di tecnica, piccoli lick)
- accordi e ritmo: 15 minuti (cambi di accordi e arpeggi ritmici)
- Repertorio: 15 minuti (una canzone, un assolo, improvvisazione su una base).
Visto, comunque, che la parte solistica piace di più a Tiziano, può tranquillamente darle più spazio dedicandole 25–30 minuti e accorciare a 10 minuti lo studio degli accordi.
Il resto del tempo va usato per il riscaldamento e il repertorio.
Un piccolo trucchetto molto efficace può essere questo: quando si studia una scala, si può provare anche a trovare gli accordi che nascono da quella scala, così da collegare subito melodia e armonia.

