Ciao,
continuiamo oggi il nostro percorso per quanto riguarda le sostituzione accordali usate nell’armonia jazz e vediamo come sostituire il I grado con il III.
A differenza di altri gradi della scala, l’accordo di tonica ha una funzione fortemente stabile e conclusiva, ed è proprio questa caratteristica a limitare le possibilità di sostituzione al di fuori di uno specifico contesto armonico o melodico.
In termini generali, esiste una sola vera sostituzione assoluta dell’accordo di tonica, valida indipendentemente dalla progressione in cui ci si trova: la sostituzione del I grado con l’accordo costruito sul III grado.
Le altre sostituzioni, infatti, dipendono sempre dagli accordi che precedono o seguono la tonica e non possono essere considerate universali.
Dando per scontato che gli accordi del I e del III grado siano accordi completi, questa sostituzione può essere interpretata come una semplice omissione della fondamentale dell’accordo di tonica.
In altre parole, l’accordo sul III grado contiene tutte le note dell’accordo di tonica, ad eccezione della fondamentale, e ne conserva quindi gran parte del colore armonico.
Un esempio chiarisce bene il concetto: un accordo di Do maggiore esteso, come CM7/9 (con eventuale sesta), privato della nota Do, genera un accordo di Em7 con l’aggiunta della quarta.
Dal punto di vista sonoro, il risultato è una variazione della stessa area armonica, ma con una sensazione di maggiore movimento e minor staticità.
Questa sostituzione è molto comune, soprattutto nel modo maggiore, ed è ampiamente utilizzata in contesti moderni come il jazz, il pop e la musica d’autore.
Ad esempio, in tonalità di Fa maggiore, l’accordo di Fa può essere sostituito senza particolari problemi da un Am7, mantenendo la coerenza tonale ma alleggerendo la sensazione di punto fermo tipica della tonica.
Il vero interesse di questa sostituzione risiede proprio qui: l’accordo sul III grado attenua il carattere statico della tonica, rendendo l’armonia più fluida e meno conclusiva.
Per questo motivo, però, non può essere impiegata indiscriminatamente.
In situazioni in cui è necessario affermare chiaramente la tonalità e creare un senso di riposo definitivo (come nel caso di una cadenza perfetta finale) la sostituzione della tonica con il III grado risulterebbe inappropriata, poiché priverebbe l’ascoltatore della sensazione di risoluzione piena e stabile.
In sintesi, la sostituzione I–III rappresenta uno strumento espressivo efficace, ma va utilizzata con consapevolezza, tenendo conto della funzione armonica del momento e dell’effetto percettivo che si desidera ottenere.
In un prossimo articolo, continueremo a parlare delle sostituzioni accordali possibili nell’armonia jazz.
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