Ciao,
oggi voglio proporti un articolo in cui voglio portarti a capire come dalle parti che formano una chitarra nasca il suo suono così caratteristico, un suono che, ovviamente, è molto diverso da quello ad esempio di un corno, di un sassofono o di qualsiasi altro strumento.
In generale, tutti gli strumenti musicali hanno bisogno di una parte mobile, qualcosa cioè che vibri e si muova in modo regolare e ripetuto, per poter produrre un suono.
Nel caso della chitarra, questa parte mobile sono le corde, che vengono messe in vibrazione.
Una corda tirata con una certa tensione, quando viene pizzicata, produce un suono ben preciso e abbastanza prevedibile: ad esempio una nota SOL.
Se accordiamo le sei corde con tensioni diverse, otterremo sei suoni differenti.
Più la tensione è alta, più la nota risulterà acuta.
Per fortuna, però, suonare la chitarra non significa dover regolare continuamente la tensione delle corde ogni volta che vogliamo cambiare nota perché sicuramente … sarebbe piuttosto scomodo 😄
Il chitarrista ha infatti un altro trucco a disposizione: può modificare la lunghezza della parte di corda che vibra.
Premendo una corda su un tasto del manico, la corda non vibra più su tutta la sua lunghezza, ma solo tra quel tasto e il ponte.
Accorciando la corda, il suono diventa più acuto.
Ecco perché, spostando la mano sinistra lungola tastiera, verso il capotasto o verso il ponte, possiamo ottenere note sempre diverse con la stessa corda.
Non è un caso, quindi, che strumenti più piccoli come il mandolino o il violino abbiano un suono più acuto rispetto a un violoncello o a un contrabbasso.
Anche se la tensione delle corde è simile e il principio di funzionamento è lo stesso, la grande differenza sta proprio nella lunghezza delle corde: più sono corte, più il suono è acuto.
La chitarra, poi, ha una particolarità interessante: per suonarla servono entrambe le mani.
Se pensiamo al pianoforte, per suonare un DO basta premere il tasto giusto con un solo dito della mano destra o sinistra, non importa, e il suono esce subito, che tu sia un concertista o un bambino alle prime armi.
Con la chitarra invece è diverso.
Per ottenere quello stesso DO del pianoforte, ad esempio, devo premere il primo tasto della seconda corda con un dito della mano sinistra … ma questo, da solo, non basta: infatti per far uscire il suono devo anche pizzicare la corda con la mano destra.
È proprio la collaborazione tra le due mani che rende la chitarra uno strumento così affascinante (e all’inizio, diciamolo, anche un po’ impegnativo).
Infine, una piccola curiosità da tenere a mente: la chitarra suona un’ottava più bassa rispetto a quanto è scritto sul pentagramma.
Quindi, se in una partitura in chiave di violino troviamo un DO sul terzo spazio, la chitarra produrrà in realtà il DO centrale del pianoforte.
Una di quelle regole nascoste che all’inizio confondono, ma che poi diventano del tutto naturali.

