Ciao,
oggi voglio terminare questo argomento delle sostituzioni armoniche parlando del blues, in cui è abbastanza normale usarle per rendere la progressione meno rigida.
Non si tratta di cambiare la successione degli accordi, ma piuttosto di aggiungere qualche passaggio che renda il loro movimento più interessante: la funzione degli accordi deve restare chiara e le sostituzioni devono servire soltanto ad arricchire il giro, non a far perdere il punto di riferimento.
Prendiamo come esempio un blues in SOL.
Se abbiamo un collegamento semplice come G – C7, possiamo inserire un accordo intermedio che prepari meglio l’arrivo sul quarto grado.
Per esempio possiamo trasformare il primo accordo in dominante e ottenere G – G7 – C7: il FA naturale contenuto nel SOL7 crea una tensione che porta naturalmente verso l’accordo di DO.
Quando invece torniamo dal quarto grado alla tonica, quindi C7 – G, possiamo arricchire il passaggio con un accordo diminuito di collegamento: C7 – C#dim – G.
Questo tipo di passaggio cromatico è molto usato perché rende la discesa verso la tonica più fluida.
Un’altra possibilità, sempre nello stesso punto della progressione, è usare una piccola variazione modale: C7 – Cm – G.
In questo caso il passaggio dal maggiore al minore crea un colore tipico che si sente spesso nei finali delle frasi blues.
Possiamo anche lavorare sugli accordi di dominante, come per esempio, invece di andare direttamente a RE7, possiamo precederlo con la formula II – V, quindi Am7 – D7 e in una progressione il collegamento potrebbe diventare G – Am7 – D7.
Un’altra cosa interessante da tenere presente è questa: l’accordo G può essere pensato anche come G6, e G6 contiene le stesse note di Em7 (MI – SOL – SI – RE): questo significa che, in certi contesti, possiamo sostituire G con Em7.
Partendo da qui si può costruire una piccola linea cromatica verso l’accordo successivo, per esempio: Em7 – D#m7 – Dm7 – G7.
In altri punti della progressione si possono inserire sequenze che seguono il movimento delle quinte, molto usate nel jazz e nello swing, per collegare accordi come SOL e RE7 con qualche passaggio intermedio.
Combinando queste piccole sostituzioni si possono ottenere progressioni più movimentate e, soprattutto, linee di basso più interessanti: questo, a volte, procede quasi per conto suo, con movimenti cromatici o con note tenute che creano una specie di effetto di pedale.
Non bisogna, comunque, dimenticare che nel blues è la linea di basso che sostiene tutta la struttura: se il basso si muove in modo convincente, tutto il resto (quindi gli accordi e la melodia) si appoggia su una base solida.
Se invece il basso non funziona bene, anche il brano nel suo insieme rischia di perdere equilibrio.


