Ciao,
torniamo a parlare dell’orchestrazione della nostra canzone e vediamo oggi come usare le tastiere.
All’interno della grande famiglia degli strumenti a tastiera rientrano sia le tastiere tradizionali (quali il pianoforte acustico, il pianoforte elettrico, l’organo, il clavicembalo e altri strumenti affini) sia i sintetizzatori, di natura analogica e/o digitale che sia, i quali consentono di generare una gamma pressoché illimitata di sonorità nuove e originali.
Questi strumenti svolgono, all’interno dell’arrangiamento di un brano musicale, un duplice ruolo fondamentale:
- il ruolo armonico, fornendo la base accordale su cui si struttura la composizione;
- il ruolo timbrico e di rinforzo, potendo essere impiegati per raddoppiare o sostenere altri strumenti, creare assoli, mantenere note di sostegno (sustain) o generare tappeti sonori.
All’interno di questa ampia categoria, è possibile distinguere quattro principali tipologie di tastiere, ciascuna con specifiche funzioni musicali:
Il pianoforte acustico può essere impiegato sin dall’introduzione del brano, con una funzione sia melodica sia armonica: infatti è possibile affidargli l’esecuzione di accordi completi, talvolta alternati a brevi arpeggi (ad esempio nel break) oppure utilizzare lo strumento per gestire la transizione tra il break e l’ultimo ritornello, introducendo variazioni armoniche che arricchiscono la progressione tonale.
Il pianoforte elettrico è uno strumento pressoché onnipresente nella musica contemporanea.
Esso assume prevalentemente una funzione armonica: infatti possiamo benissimo affidargli l’esecuzione degli accordi, spesso collocati in un registro medio con le fondamentali nel grave, generalmente sul primo tempo di ogni battuta.
Questi accordi a loro volta possono essere arricchiti da singole note di passaggio, specialmente in prossimità di cambiamenti di sezione, mentre le note superiori possono delineare una linea melodica che funge da controcanto rispetto alla melodia principale.
L’organo può essere introdotto in un secondo momento del brano (ad esempio a partire dalla seconda strofa) e può avere un semplice arpeggio ritmico ma anche una funzione melodica nel ritornello, dove può creare, nelle regioni acute, un controcanto alla linea vocale.
Nelle sezioni di break, l’organo può invece sostenere accordi lunghi, posizionati tipicamente all’inizio di ciascuna battuta.
Infine i sintetizzatori trovano un impiego privilegiato nei ritornelli, dove possono eseguire arpeggi o figure ritmiche che contribuiscono ad ampliare la tessitura sonora e a intensificare la dinamica complessiva del brano.
Nel prossimo articolo andremo a vedere come usare le chitarre.
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