Ciao,
quando si parla di aumentare la velocità delle dita sulla chitarra, quasi tutti pensano subito a scale, esercizi cromatici, sequenze di note singole ripetute all’infinito col metronomo ed è normale perché questo tipo di studio funziona.
Però c’è una cosa che molti sottovalutano (io per prima quando ho cominciato a suonare la chitarra, quindi ti parlo per esperienza personale): anche gli accordi possono far diventare le tue dita più veloci, non solo se suoni la ritmica e il tuo obiettivo è suonare assoli fluidi e precisi.
La chitarra ha una caratteristica unica rispetto a tanti altri strumenti: si può suonare contemporaneamente l’armonia e la melodia e nella maggior parte dei brani, anche quando stai suonando una linea solistica, sotto ci sono sempre degli accordi in quanto l’armonia è la struttura su cui si regge tutto.
Per questo motivo non ha senso studiare solo le note singole e trascurare le forme accordali: se vuoi conoscere la tastiera, devi lavorare su entrambe le cose.
Vediamo perché.
Un modo molto efficace per usare gli accordi come esercizio tecnico è concentrarsi sulle forme trasportabili, cioè quelle che non utilizzano corde a vuoto: in pratica, ogni nota dell’accordo è premuta dalla mano sinistra.
Questo cambia tutto.
Quando non hai corde a vuoto (che, quindi, suonano … da sole), le dita devono fare il loro lavoro: premere bene, con la giusta forza, senza sporcare il suono e soprattutto devono essere pronte a lasciare una forma per costruirne un’altra in una frazione di secondo.
Se studi i cambi di questi accordi con il metronomo, non stai facendo solo un esercizio armonico ma un vero allenamento di coordinazione e velocità e questa è … ginnastica pura per la mano sinistra.
La mano destra può usare il plettro, le dita e arpeggiare: cambia poco.
Quello che conta è la precisione della mano sinistra: le dita devono premere in modo pulito, ma anche rilassarsi subito dopo.
Prendiamo un esempio semplice: l’accordo di DO maggiore che è formato da SOLE tre note: DO, MI e SOL.
Eppure, lungo la tastiera, puoi trovarlo in mille modi diversi (o quasi) 🙂
Puoi avere il DO come nota più grave, e allora parliamo di stato fondamentale; se invece la nota più bassa è MI, abbiamo il primo rivolto e se troviamo il SOL al basso, abbiamo il secondo rivolto.
Quindi le note sono sempre le stesse, ma la disposizione (e il colore dell’accordo) cambia.
Questo è un passaggio fondamentale per chi vuole capire la tastiera: lo stesso accordo non è solo una forma, ma un insieme di possibilità distribuite lungo tutto il manico.
Costruirti una sorta di catalogo delle triadi aiuta tantissimo, non solo per accompagnare meglio una canzone, ma anche per improvvisare con più consapevolezza: quando fai un assolo e sai esattamente dove si trovano le note dell’accordo sotto le dita, non stai più suonando scale a caso!
Un altro aspetto interessante riguarda quante corde usare.
Suonare un accordo su tutte e sei le corde produce un suono pieno, grande, importante, perfetto in certi contesti.
Ma non sempre è la scelta migliore: in una band, ad esempio, potresti rischiare di occupare troppo spazio sonoro, soprattutto se c’è già un basso e magari una tastiera.
Ecco perché studiare accordi su meno corde è utile.
Ci sono forme sulle prime quattro corde che hanno un carattere più leggero e arioso, e altre che includono una nota di basso e risultano più profonde e strutturate e imparare a sentire la differenza non è solo una questione teorica: è una questione di orecchio e di maturità musicale.
La cosa più interessante di questo tipo di studio è che non stai lavorando solo sulla forza delle dita, ma stai facendo tre cose contemporaneamente:
- stai migliorando la tecnica,
- stai memorizzando la tastiera
- stai interiorizzando l’armonia.
Quando poi torni alle scale e agli esercizi su note singole, ti accorgi che le dita sono più sicure, i cambi di posizione sono più naturali e soprattutto sai sempre dove ti trovi rispetto agli accordi del brano.
Ecco un esercizio semplice ma … potente: scegli un accordo maggiore qualsiasi e trova almeno cinque modi diversi per suonarlo lungo il manico, solo con forme senza corde a vuoto.
Suonali lentamente, a tempo, e collegali tra loro senza fermarti.
Poi aumenta gradualmente la velocità.
E capirai, allora, che la velocità non viene solo facendo le scale ma che anche gli accordi, se studiati bene, sono uno degli strumenti più efficaci per migliorare sulla chitarra.
Ora ti invito a cliccare sull’immagine qui sotto se vuoi approfondire l’argomento e avere tanti esercizi a portata di mano da fare.


Ottimo per principianti e per chi ha poco tempo libero a disposizione.
Ciao e a presto