Ciao,
avevo già parlato tempo fa di questo soggetto, ma mi sono resa conto che vale la pena tornarci sopra e approfondirlo un po’ di più.
Perché, prima o poi, capita a tutti di spostarci e, in questo caso, vogliamo portare con noi la chitarra.
Che sia per una vacanza, per lavoro, per studio o semplicemente perché non riusciamo a stare senza suonare per qualche giorno, il problema è sempre lo stesso: come trasportarla senza rischiare di rovinarla?
Quando ci si muove in macchina è tutto sommato semplice: la metti nel bagagliaio (magari non sotto le valigie!) oppure sul sedile, con la sua custodia, e il gioco è fatto, anche se è sempre necessario un minimo di attenzione ed evitare il caldo o il freddo eccessivi.
La questione si complica quando dobbiamo prendere l’aereo.
Nel novembre 2014 Brian May ha speso circa 10.000 sterline per assicurare un posto in prima classe alla sua chitarra, pur di non farla viaggiare in stiva, una cifra importante, ma che fa capire quanto possa essere delicato il trasporto di uno strumento musicale.
Ecco… diciamo che non tutti possiamo permetterci una soluzione del genere, io per prima! 😄
Allora cosa si fa?
Prima ancora di chiederci come portarla, forse dovremmo domandarci se sia davvero necessario farlo, soprattutto se stai partendo per un viaggio lungo, magari all’estero, e non hai alternative: devi per forza prendere l’aereo.
E allora iniziano i dubbi:
- posso portarla in cabina?
- la considerano bagaglio a mano?
- devo imbarcarla?
- quanto mi costa?
- e se poi arriva danneggiata?
Sono domande più che legittime.
Però ti faccio io una domanda: sei sicuro/a che devi per forza portare proprio la tua chitarra?
Se ti fermi fuori per parecchio tempo, potrebbe avere senso comprarne una sul posto: a volte, tra supplementi bagaglio e possibili costi extra, non è una scelta così assurda, anche se poi si ripresenta il problema al ritorno: la rivendi oppure affronti di nuovo il trasporto in aereo?
Oggi molte compagnie permettono di portare la chitarra come bagaglio a mano, ma ogni compagnia ha regole diverse quindi informarsi prima è fondamentale.
Non dare mai per scontato che quello che vale per un volo valga anche per un altro.
Spesso è richiesta una custodia morbida, perché quella rigida potrebbe non entrare nelle cappelliere.
Se invece la chitarra finisce in stiva, allora bisogna prendere qualche precauzione in più, come ad esempio:
- metti dentro la custodia un foglio con i tuoi dati completi
- fai delle foto alla chitarra e alla custodia prima di partire
- se riesci, annota o fotografa il numero di serie
- valuta di allentare leggermente le corde per ridurre la tensione durante il viaggio.
Può sembrare eccessivo, ma quando si parla di strumenti musicali è meglio prevenire che … curare.
Un’altra idea interessante è inserire nella custodia un piccolo localizzatore GPS.
Oggi ce ne sono di economici e molto discreti.
Non è una garanzia assoluta, ma può aiutare in caso di smarrimento.
Infine, c’è sempre la possibilità di stipulare un’assicurazione specifica per strumenti musicali.
Se la tua chitarra ha un valore importante, può essere una scelta sensata.
Insomma, viaggiare con la chitarra si può, ma non è una cosa da prendere alla leggera: serve un minimo di organizzazione e, soprattutto, bisogna valutare caso per caso.
A volte la soluzione più semplice è anche la più intelligente.
E se un giorno dovessi avere il budget di Brian May … allora magari un posto in prima classe lo prenoto anche io 😄

