Ciao,
dopo aver proposto, qualche tempo fa, un esercizio di ritmica con figure ritmiche irregolari, oggi voglio proporre un nuovo esercizio questa volta un po’ più semplice all’inizio, ma assolutamente più complicato alla fine 🙂 anche se resta fattibile, ovviamente!
Bene, partiamo con il primo esercizio.
Questa volta lavoriamo su una battuta in quattro movimenti, alternando due suddivisioni diverse: quartine e quintine.
In pratica:
- sul primo e terzo movimento suoneremo quattro note dello stesso valore (quartina);
- sul secondo e quarto movimento suoneremo cinque note dello stesso valore (quintina).
L’obiettivo è semplice, anche se richiede attenzione: ogni gruppo di note deve stare dentro un unico movimento, quindi dentro un solo battito di metronomo (che all’inizio ti consiglio caldamente di usare).
Nel caso della quartina, l’accento cadrà ogni quattro note; nella quintina, invece, ogni cinque note.
La cosa fondamentale è che l’accento coincida sempre con il click del metronomo: non stiamo cambiando tempo, ma solo la suddivisione interna del battito.
È naturale quindi che, dovendo inserire cinque note nello stesso spazio in cui prima ne suonavamo quattro, le note della quintina saranno leggermente più veloci rispetto a quelle della quartina: il battito rimane identico, cambia solo … cosa ci mettiamo dentro.
Per comodità utilizzo le tab (se non hai dimestichezza con questo sistema di scrittura, ti consiglio di dare un’occhiata all’articolo “Come leggere una tab?“).
Per ora restiamo su una sola corda, la prima, il MI cantino: in questo modo possiamo concentrarci esclusivamente sul controllo ritmico, senza distrazioni legate ai cambi di corda.
L’esercizio che ti propongo è volutamente semplice: lo scopo è interiorizzare bene la differenza tra quartina e quintina.
Per aiutarti visivamente, ho inserito il segno dell’accento (>) sulla prima nota di ogni gruppo: ti ripeto che questo accento deve combaciare perfettamente con il metronomo.
Parti lentamente (tipo a 50 o 60 bpm), prenditi tutto il tempo che ti serve e assicurati che:
- la quartina sia regolare;
- la quintina non deve accelerare, anche se la sensazione sarà proprio quella di voler correre;
- l’accento sia sempre preciso e stabile.
Quando senti che il passaggio tra quattro e cinque note diventa naturale, puoi aumentare gradualmente la velocità.
..>.......>.........>.......> E-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0--| B--------------------------------------| G--------------------------------------| D--------------------------------------| A--------------------------------------| E--------------------------------------|
Ora facciamo un passo in avanti e inseriamo un cambiamento di corda ogni gruppetto di note:
..>.......>.........>.......> E-0-0-0-0------------------------------| B---------0-0-0-0-0--------------------| G-------------------0-0-0-0------------| D---------------------------0-0-0-0-0--| A--------------------------------------| E--------------------------------------|
A questo punto puoi andare avanti senza problemi: dopo la prima corda, passa alla seconda, poi alla terza fino ad arrivare alla sesta per poi tornare indietro fino a ritornare di nuovo sulla prima.
In questo modo abitui le mani a muoversi mantenendo però il controllo del ritmo.
Quando senti che questi primi due esercizi ti vengono abbastanza naturali (cioè non devi più pensare troppo alla differenza tra quartina e quintina) allora puoi passare agli esercizi qui sotto che sono più impegnativi.
Ora ti propongo di cambiare corda ogni quattro note.
Qui le cose si fanno interessanti: con la quartina è tutto abbastanza lineare, perché il cambio avviene alla fine del gruppo ma con la quintina invece ti troverai con l’ultima nota su una corda diversa e posso assicurarti che all’inizio … il cervello farà fatica a gestire la cosa, ma è assolutamente normale.
Comincia lentamente, molto lentamente.
Devi dare il tempo alla testa di organizzare il movimento e all’orecchio di sentire bene dove cade l’accento.
Se riesci a mantenere il click del metronomo stabile, gli accenti precisi e i cambi di corda puliti, vuol dire che stai andando alla grande: la velocità arriverà dopo.
..>.......>.........>.......> E-0-0-0-0------------------------------| B---------0-0-0-0----------------------| G-----------------0-0-0-0--------------| ecc. D-------------------------0-0-0-0------| A---------------------------------0-0--| E--------------------------------------|
L’ultimo esercizio, infine, prevede cinque note su ogni corda, quindi è un po’ il contrario, se vogliamo, del precedente:
..>.......>.........>.......> E-0-0-0-0-0----------------------------| B-----------0-0-0-0-0------------------| G---------------------0-0-0-0-0--------| ecc. D-------------------------------0-0-0--| A--------------------------------------| E--------------------------------------|
L’utilità di questi ultimi due esercizi è arrivare al punto in cui il tuo orecchio e le tue mani sentono la differenza tra gruppi di quattro note e gruppi di cinque.
Non è solo una questione matematica, non è conto fino a quattro o conto fino a cinque ma è proprio una sensazione diversa dentro al battito ritmico che resta stabile.
L’obiettivo è quello di arrivare a distinguere, ad esempio, cinque note suonate pensando in quartine da cinque note suonate come quintina: sulla carta sono sempre cinque note scritte nello stesso modo, ma musicalmente non sono assolutamente la stessa cosa.
Quando questa differenza comincia a essere chiara vuol dire che stai interiorizzando questo lavoro sulla ritmica ed è lì che l’esercizio smette di essere un esercizio puramente meccanico!
Se vuoi approfondire di più l’argomento e avere tanti altri esercizi di ritmica a portata di mano, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà!

