Un suono “GROSSO” … anzi “ENORME” – La scalatura delle corde sotto un’altra luce
Ciao da Fabrizio Storch!
Eccoci di nuovo qui a parlare di aspetti relativi alle nostre amate sei(o più)-corde.
Oggi voglio condividere con te un piccolo trucchetto (scoperto ormai da un paio di anni) che, non solo ha cambiato il mio suono, ma anche, fisicamente il mio modo di suonare e “mettere le mani sullo strumento” (diciamo il mio approccio).
Parlero’ in particolare delle Alternate Tunings (o Accordature Alternative, come mi piace chiamarle) e di come la scalatura delle corde giochi un ruolo essenziale per gestire al meglio il “cambio di tensione” sullo strumento.
Prima di tutto, però un piccolo aneddoto….
Ricordo ancora un paio di annetti fa, quando snobbavo tantissimo queste accordature e sigle del tipo “DROP D” o “DROP C” che mi lasciavano completamente basito (non solo perchè non avevo idea di cosa e come si comportassero, ma soprattutto perchè non sapevo nemmeno lontanamente cosa signifcassero).
In particolare, mi ricordo una certa mia “fase” in cui spesso affermavo: “se uno ha bisogno di accordare la chitarra in modo diverso significa che non sa suonare abbastanza perchè, alla fine, le note sono sempre le stesse e stanno tutte lì sulla tastiera”
… Ovviamente, col senno di poi, ora arrivo a dire, riguardo a tale frase, “niente di più sbagliato!”
… Ma il perchè lo capiremo insieme tra poco.
A quei tempi il cambiamento/svolta si è verificato quando, quasi per scherzo, mi trovai tra le mani una rivista con uno spartito di un brano dei Killswitch Engage (My Curse) che necessitava di accordatura “DROP C“.
In genere fino a quel momento avevo sempre ri-adattato le diteggiature di brani con accordature “strane” con soluzioni di vario genere (a volte spacca-legamenti), proprio in virtù di quel punto di vista su cui mi ero arroccato.
La volta dei Killswitch, quasi per scherzo, mi venne voglia di seguire per filo e per segno quello che diceva lo spartito e…sebbene i primi momenti la sensazione fu stranissima (anche perchè la scalatura delle corde non era ancora del tutto opportuna), poco dopo mi si aprì definitivamente un mondo ed un nuovo modo di suonare (e di gestire i suoni).
Inutile dire che da quel momento in poi, oltre ad usare corde a scalatura maggiore (iniziando da un 009 quando ero giovanissimo e mi dilettavo in virtuosismi “neoclassci e non”, passando per 010 e 0095, approdai ad uno 011 fisso, ovviamente con accordatura un tono sotto, quindi, D G C F A D, che ogni tanto diventava “DROP C“, ovvero C G C F A D).
Ok, a parte questa digressione, premetto subito che questo articoletto non vuole essere una dissertazione su tutte le possibili accordature, ma un ragionamento su come la fisica dello strumento possa cambiare quando lo accordiamo “un po’ più sotto” rispetto a quanto previsto dalla canonica accordatura a 440 HZ (ovvero E A D G B E ) e su come “correre ai ripari” qualora questi cambiamenti determinino delle anomalie nel comportamento dello strumento.
Quando allentiamo la tensione delle corde, non solo si abbassano le note “a vuoto”, ma proprio perchè stiamo tenendo “meno teso” lo strumento, cambia anche la risposta dei vari elementi che concorrono al suono ovvero:
- la capacità di oscillazione della corda ed il modo in cui essa vibra (aumentano drasticamente l’oscillazione e la vibrazione)
- la risposta dei legni dello strumento (probabilmente è molto più sollecitato)
- la sensazione al tocco del musicista (forse questo è l’aspetto più rilevante…anche se qui entrano in gioco aspetti più soggettivi).
Quest’ultimo punto, in particolare, è così rilevante che tutte le note sulla tastiera acquistano una sensazione (al tocco) completamente differente (dovuta alla corda meno tesa).
Inutile dire che, a questo punto, valutare bene la sezione della corda gioca un ruolo davvero fondamentale per determinare, a parità di accordatura, quanto è “teso” lo strumento.
Capiamo insieme perchè….
Uno strumento accordato in modo standard (ad esempio, una chitarra in E A D G B E) con corde 011 è molto più “teso” e “rigido” di uno accordato nello stesso modo, con corde 008 (da qui il motivo di frasi del tipo: “le 011 sono troppo dure!!!”).
Corde più tese comportano quindi una maggiore resistenza a tutte le interazioni (attacco del plettro/dita, string bending, etc.).
Quando abbassiamo la tensione di una o più corde, quindi, inneschiamo tutta una serie di fenomeni tra cui, il più rilevante come detto, è l’aumento dello spazio di oscillazione della corda.
Tale fenomeno può essere talmente tanto drastico che in molti casi l’eccessiva oscillazione comporta lo “sbattere” della corda su tutto ciò che la circonda (i tasti, ad esempio), generando frizioni e attriti (che attenuano il suono/vibrazione), o, nel peggiore dei casi lo smorzano del tutto (fenomeni di buzzing).
Storicamente, a parte casi strani (ad esempio recenti strumenti costruiti con scelte di liuterie che definirei, per certi versi, “esotiche”), la soluzione nota, per “compensare” questa maggiore oscillazione, è l’utilizzo di scalature a dimensione maggiore (da questo punto in poi ci riferiremo a tale pratica con il termine di “COMPENSAZIONE“).
Quindi, ad esempio: se suono in accordatura standard (E A D G B E) con le 009, per compensare, in accordatura un tono sotto (D G C F A D), userò le 011.
Una piccola nota “di colore”: anche se si è compensato, la mia personale impressione è che comunque, un tono sotto, le 011 continuano ad essere meno tese delle 009 in accordatura standard.
Inutile dire che, qualsiasi genere suoniamo, in questo nuovo assetto cambia un po’ tutto.
I suoni si fanno più profondi, aumentano le medio basse, paradossalmente aumenta anche il sustain (una corda meno tesa tende a vibrare di più) e questo fenomeno viene esasperato ancora di più se, pur compensando, abbiamo cambiato scalatura di corde (inevitabilmente, come è noto, una corda più grossa “suona di più”, proprio perchè la “massa che vibra”, è maggiore).
Alcuni sostengono (io, tra i vari) che suonare con le corde meno tese aiuta nelle parti più veloci e virtuosistiche, soprattutto se si parla di tecniche come lo string bending.
Sembrerà paradossale, ma anche solo accordare un semitono sotto può comportare, seppur in modo minore, questi effetti sopra menzionati (è chiaro che in questo caso, probabilmente non sarà necessario compensare e/o cambiare scalatura).
Se hai retto fino a questo punto dell’articolo, starai pensando: ecco il solito metallaro (anzi, nu-metallaro) che prova a propormi “sta robaccia” … beh in effetti il metal c’entra molto perchè, come dicevo, il beneficio che si ottiene soprattutto se pensiamo a dei suoni molto distorti, con queste soluzioni, è davvero incredibile (come da titolo, un suono distorto, se, magari, già prima era “grosso” con questi espedienti diventa davvero “gigantesco” … per capirci i muri di suono alla Slipknot, Metallica, Nickelback, etc.).
La vera sorpresa è che quanto detto si applica alla perfezione anche a strumenti acustici, bassi o (credo) qualsiasi altro strumento a corda.
Nel caso della chitarra acustica, posso parlare con cognizione di causa dicendoti che mi è capitato di ascoltare (oltre che di conoscere di persona) musicisti che utilizzano questi espedienti anche per “ingrossare” notevolmente il suono e creare effetti, a mio giudizio, davvero gradevolissimi.
Un esempio che suggerisco (come ascolto di riferimento) è il brano “Those Who Wait” di Tommy Emmanuel … davvero ispiratissimo e con dei suoni acustici davvero meravigliosi: molto profondi e (anche per questo) emozionantissimi (soprattutto dal vivo).
Ok, detto ciò (ed è davvero un bel po’, stavolta), spero di aver aggiunto qualche informazione in più al bagaglio di conoscenze chitarristiche in tuo possesso.
Questa delle alternate tunings e della compensazione è una cosa che va molto di moda adesso (paradossalmente, di queti ultimi tempi capita di sentire anche gruppi Indie con suoni enormi, magari anche non per forza eccessivamente distorti … ebbene, indovinate qual è il trucco?
).
Stay tuned (and in tune) per i prossimi articoli!
Rock On!!!!
Fabrizio
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Fabrizio Storch, Lezioni gratuite di chitarra, Scalatura delle corde








Ottimo articolo Fabrizio. Cercavo questo tipo di informazioni da tempo…
Ben felice di essere al tuo e vostro servizio. Se hai ulteriori dubbi non esitare a lasciare i tuoi commenti!
Ciao e “buon Tuning” !
anni fa ascoltavo un blues in MI MAGGIORE, ma quando presi la chitarra, il pezzo era in MI BEMOLLE.
DOVETTI SPIEGARE AL CANTANTE CHE DOVEVO FARLO IN MI MAGGIORE O ACCORDARE LA CHITARRA UN SEMITONO SOTTO PER QUEL PEZZO.
Penso che stia ancora pensando che sono pazzo.
eheheh Giovanni, capita!
Ciao Giovanni!
Mi risulta che in molte occasioni “storiche” siano stati i cantanti stessi a chiedere a noi chitarristi più e più volte di accordarci un semitono sotto (in quanto la loro voce si sforza di meno)…o di inventarci cose strane con i capotasto (mi è capitato di usarli, ma quelle stecchette tra i tasti non le ho mai gradite più di tanto, in quanto decisamente scomode).
Se non erro esiste proprio una leggenda secondo cui, nei Guns’n Roses, Axl chiedeva a Slash questa sorta di “agevolazione” (e infatti molti dei loro pezzi prevedono questa peculiarità: accordatura in MIb).
Certo, quando si tratta di avere come riferimento MIb piuttosto che MI, la trasposizione (senza cambiare accordatura allo strumento) diventa sempre un filino più ostica!
Se poi ci metti anche che è noto che i cantanti hanno sempre visto con occhio strano noi chitarristi quando mettiamo mano alle meccaniche della nostra amata seicorde, il quadro ironico della situazione si arricchisce parecchio ehehhe
Ho suonato usando scalature varie di corde, dalle 08 alle 11 e mi sono stabilizzato sulle 09 in quanto in accordatura standard sono piu’ congeniali alle mie dita e al genere che suono. Il tuo scritto e’ perfetto e la mia esperienza di oltre 40 anni di chitarra lo conferma al 100%.
Ovviamente potendoselo permettere, e’ meglio avere piu’ strumenti con accordature diversificate e usare quello piu’ adatto a cio’ che al momento si suona, anche per favorire i cantanti che, come si sa, non hanno l’accordatura variabile, o ci arrivano o non ci arrivano, per cui chi determina la tonalita’ di un brano e’ la caratteristica della voce del cantante. Ho sentito tante belle voci uccise dall’ostinazione di cantare nella tonalita’ originale del brano, niente di piu’ sbagliato per un cantante, un disastro se i musicisti che lo accompagnano non si adattano a lui (o lei ….che e’ ancora peggio).
Aggiungo solo che comunque non tutte le corde hanno, a parita’ di diametro, la stessa resa sia in timbrica che in soustain per non parlare della loro durata, ma questo e’ un altro argomento. Grazie e complimenti per la chiarezza.
Michele.
Ciao Michele,
grazie mille, sei troppo buono!
Sono d’accordo con te: potendosi permettere e sapendo gestire un buon armamentario di strumenti (soprattutto in un contesto live), si guadagna molto in versatilità e si evitano molte scomodità e poteniziali inconvenienti (ad esempio dovuti ai cambi di accordatura tra un brano e l’altro).
E’ anche vero, come dici tu, che tante volte la poca preparazione dei musicisti impone dei sacrifici sovrumani ai cantanti (quando invece, molto spesso, dovrebbe essere il contrario, dato che sono più le volte in cui siamo “noi ad accompagnare loro”).
Mi metto in prima linea in questo discorso perchè anche io, nei primi tempi della mia pratica musicale (e parliamo ormai di più di 10 anni fa), mi fossilizzavo facilmente sulle “versioni originali” dei brani (e “spingevo” parecchio per non cambiare tonalità).
Ti ringrazio anche per il tuo “contributo in aggiunta”: i materiali stessi delle corde e le loro caratteristiche/proprietà fisiche (ad esempio legate alla forma, sezione, tipo di avvolgimento, etc.) concorrono descisamente a determinarne il suono.
Ad esempio mi viene in mente che, tante volte, su corde di marche diverse, a parità di sezione, ho trovato leggerissime differenze nei suoni (ed alla “sensazione al tatto”). Anche nel caso di corde Lisce/Ruvide, piuttosto che in ottone invece del nichel (od altri materiali) mi è capitato di avvertire leggere differenze nella timbrica.
Senza ombra di dubbio ognuno di questi elementi contribuisce a determinare colorazioni differenti del nostro strumento (ed, aggiungo, potendoselo permettere, sicuiramente da sperimentare!).
A presto!
Ciao, io sono un bassista 4 corde ed in molti pezzi (Black Sabbath) uso un secondo basso accordato in MIb se non in RE. Questo per esigenze del cantante e anche perche’ effettivamente, si ottiene un suono piu’ cupo, piu’ doom, adatto alle atmosfere anni ’70 del gruppo. Il problema che sorge pero’ e’ dato dalle corde che vibrano diversamente da una accordatura G D A E perche’ innescano con l’amplificatore dei suoni di ritorno difficilmente controllabili, quindi e’ necessaria una preparazione della testata molto meticolosa.
In tutti i casi uso corde dello stesso diametro.
Credo che chi usi un basso con la 5 corda (B) non abbia l’esigenza di effetture accordature diverse da quella standard e questo perche’ la 5 corda ha delle frequenze estremamente basse.
Anch’io quando sono accordato in Eb /D mi sembra di suonare piu’ veloce o almeno creo meno tensioni alle dita.
Francesco
ciao l’articolo mi è piaciuto=)
Io stò formando un gruppo heavy metal che suona principalmente Rammstein, uso le 011: faccio bene ad accordarla in drop d?
O mi conviene il c stile rosenrot??
Grazie
La mia personale esperienza è che con le corde 011 l’optimum sia l’accordatura drop C perchè, per come suono io, mi piace avere le corde leggermente più “morbide” rispetto al drop d.
Infatti le 011 in accordatura standard (o drop d, in cui cambia solo l’accordatura del mi basso), per me, risulterebbero davvero “troppo dure”.
Come puoi notare ho sempre precisato “per me” perchè quanto ti posso indicare è relativo ad un’impressione soggettiva e ad un mio modo di suonare.
E’ chiaro che se ti trovi meglio e più comodo con le 011 su accordatura standard o drop d (quindi con delle corde più “tese”) quella sicuramente è la strada giusta per te. Se quindi vuoi dei suoni droppati sotto di un tono, per avere un feel simile a quel setup (“011-drop d”), in drop c mi verrebbe da consigliarti le 012 (attenzione perchè scalature troppo grosse potrebbero poi richiedere minimi interventi di liuteria sullo strumento).
E’ anche chiaro che, come dicevo, una corda più grossa contribuisce di più al suono ed una corda più tesa ha meno spazio di vibrazione, quindi in funzione di questi parametri puoi giocare sulle accordature, sulla scalatura e soprattutto sulla sensazione al tocco che meglio preferisci (per ogni opzione divesta è fondamentale provare il tutto sul proprio strumento di riferimento).
Conosco i Rammstein ma non mi sono mai documentato sul loro setup (da studio e dal vivo), quindi non saprei dirti sulle scalature che montano e sulle accordature che usano.
Spero di esserti stato utile e di averti dato qualche spunto.
A presto,
ciao
Ciao,
veramente interessante questo articolo, però mi manca qualcosa..
Ho letto in alcuni casi di accordature basse che è necessario lavorare sul manico, per evitare che si danneggi, e sul capotasto, dato che si usano corde più spesse.
Mi sapresti dire qualcosa a riguardo?
Penso che non si corra il rischio i rompere un manco con delle 011, no?
Ti ringrazio, Luigi!
Hai ragione ed hai fatto bene a puntualizzare il tutto.
Vediamo se posso integrare con un po’ di altre informazioni…
In realtà ti posso rispondere solo in base alla mia esperienza personale (quando feci esperienze “liuteristiche” non ho avuto a che fare con scalature estreme “oltre la 011″, quindi restringo l’ambito di analisi a tale contesto).
Per ciò che ho avuto modo di provare (te lo dico con cognizione di causa perché a casa ho 3 chitarre che sono in tale condizione, ovvero corde 011 e con accordatura un tono sotto), ricorrere a scalature che rientrino nel range 008 – 011 (con conseguenti bassi da 046 a 052) non dovrebbe comportare particolari interventi di natura liuteristica, a patto di non superare un tono/tono e mezzo di intonazione (sotto o sopra…anche se il nostro attuale ambito di interesse è il primo dei due).
E’ chiaro che queste considerazioni sarebbero vincolate anche al tipo di strumento ed alla sua costruzione (ad esempio una simil-stratocaster concepita ed uscita di fabbrica con le 008 sicuramente avrà difficoltà a montare da un giorno all’altro le 011… in genere, però, dalla factory il setup previsto è tipicamente per 009, 010 e raramente 0095… inoltre già su una simil-Les Paul il tutto dovrebbe essere più flessibile/gestibile)
…vorrei però evitare di approfondire questi discorsi costruttivi, perché sono molto intricati ed eccessivamente “di dettaglio”: rischieremmo di infilarci in un ginepraio che, forse, ai nostri fini, non è poi così essenziale.
Riassumendo, a meno di non montare 013, 014 e scendere oltre i due toni di “scordatura”, non credo siano necessari particolari interventi liuteristici (negli altri casi sicuramente diventa necessario riprogettare un po’ tutto il setup dello strumento, ovvero settaggio delle sellette del ponte, limatura adeguata del capotasto – per evitare che le corde siano “troppo fuori” -, dei tasti, regolazione del truss, etc.)
Spero di averti dato qualche elemento di valutazione in più e di aver chiarito (almeno in parte) i tuoi dubbi.
Un saluto,
Rock On!!!!
Mi hai risposto benissimo grazie!
Grazie Fabrizio tra il magnifico articolo e le risposte ai commenti mi hai aperto un mondo nuovo, e soprattutto mi ha evitato di scassare la chitarra, io sarei salito di tonalità
.
Per fortuna ne avete parlato
Eccellente articolo.
Mi ha stimolato a provare queste accordature, cosa che non avevo mai fatto.
Bravo!
complimenti per lo splendido articolo, Fabrizio!
Ho sempre alternato le “alternate” sia su acustica (sono un fanatico del fingerstyle e di Tommy Emmanuel) che su elettrica 6 e 7 corde.
Concordo sulle 011 con tuning un tono sotto
Quanto alle accordature, le ho provate tutte, drop C, drop B (mio preferito, tipo Sevendust, con cantino in b e seconda corda in A), drop A e half-step down (da grungettaro doc) e anche un mastodontico drop G# baritono alla Mike Mushok (Staind)!!
Ciao Ale,
grazie mille!
E’ davvero eccezionale il fatto che tu dica di passare da approcci acustici (Tommy Emmanuel) a rock/metal moderni (Sevendust, Staind, etc.), a conferma del fatto che l’utilizzo di questi espedienti è applicabile alla chitarra in generale (sia essa acustica o elettrica) o, volendo esagerare, a qualsiasi strumento a corda (a patto di poter reperire facilmente le corde a “scalatura diversa”, necessarie per poter sperimentare i differenti suoni).
Una volta mi capitò a casa una chitarra 7 corde di un mio caro amico (un modello particolarissimo, una Epiphone Flying V nera) e mi ricordo che provai a sperimentare addirittura il drop tuning sulla 7corde (stile ADEMA, per capirci)… che dire, qualcosa di assolutamente devstante.
Ovviamente, al di fuori di questo contesto (NU) Metal o rock alternative, valgono tutte le considerazioni fatte finora (soprattutto il fatto che, in molti casi sulle acustiche accordate uno o più toni sotto, si alleggerisce la tensione e, tenuto conto del fatto che spesso alcune risultano molto “rigide e dure” sulla tastiera e sulle corde, è un beneficio davvero non trascurabile).
Thanks! Rock On!!!!
Ciao a tutti!
Questo articolo cade proprio a fagiolo sul mio enorme problema di abbassare di un tono l’accordatura del mia chitarra.
Da quando il mio cantante vuole che suoniamo un tono sotto, praticamente non riesco a trovare un set di corde che mi soddisfi.
Ho provato le Ernie Ball 11/48 ma le trovo leggere sui bassi. Poi ho provato le Ernie Ball 11-54 e le trovo troppo pesanti…hanno la terza corda che è un 22…e se accordato in F è durissima.
Praticamente non riesco a trovare un set che faccia il mio caso.
Avete qualche consiglio da darmi?
Inoltre, tra voi esperti, c’è qualcuno che saprebbe fare una stima tra quali marche di corde, a parita di scalature, sono piu morbide e altre piu dure???
Grazie a tutti!
(…previsto dalla canonica accordatura a 440 HZ (ovvero E A D G B E )…)
Dovesti spiegare, però, che tale frequenza – 440 HZ – si riferisce alla nota del LA, che poi è quella del diapason, e non a tutte le note, come qualche sprovveduto potrebbe, sbagliando, interpretare male e non sapere a quale nota si riferisce tale frequenza.
Non credi?
Ciao.
Ciao Roby,
.
si’, effettivamente il 440 si riferisce solo al LA
A volte certe cose si danno per “scontate”, ma forse è sempre meglio non lasciare niente al “caso”.
Grazie per il tuo “appunto”
Ciao
Si già sentito questo aspetto.
Effettivamente molti gruppi famosi (es. rolling stones) usano accordature diverse da quella standard.
Come ho sentito dire da molti che hanno la scanalatura delle corde 09, anche se i detrattori dicono che così il suono risulta molto più “piccolo”.
Per pigrizia continuo a mantenere l’accordatura standard EADGBE così come il calibro delle corde con il classico 010 – 0.46, mentre per l’acustica (che ho appena cambiato) trovo sempre montate le 012 ed è una fatica suonarla col plettro, infatti ora è dal liutaio per il primo set up ed ho chiesto la muta 011.
Comunque prometto che al prossimo cambio corde parto con la sperimentazione……….
Ciao
Fabrizio,
Non ho mai provato la variante di accordare la chitarra come tu dici. Mi hai incuriosito e proverò.
Io suono la chitarra acustica usando le corde Martin 010, non ho ancora una esperienza da poter raccontare, però passerò alle 011 per la sperimentazione.
Grazie.
Ti farò sapere.
Francesco