Ciao,
torniamo oggi a parlare delle buone abitudini da imparare e da praticare con costanza per suonare la chitarra in modo efficace.
Nello scorso articolo abbiamo visto come pianificare la tua sessione di studio chitarristico.
In questo articolo andiamo a scoprire quello che, secondo me, è un errore molto comune tra chi studia la chitarra: pensare che migliorare significhi solo fare più esercizi, più velocemente e per più tempo.
E ti dico questo per esperienza personale: anch’io sono passata in questa fase quando ho cominciato a suonare la chitarra!
Poi mi sono accorta che in realtà, spesso il problema non è quanto si studia, ma osservare il nostro corpo mentre si studia.
E questo è molto importante quando si suona la chitarra.
Allora cosa o come fare?
Semplicemente … osservandoti mentre suoni e se riesci a suonare davanti ad uno specchio potrai vedere subito se mentre suoni, la forza che stai usando è veramente necessaria.
La maggior parte dei chitarristi, soprattutto nelle fasi iniziali, suona in eccesso cioè mette troppa pressione per spingere le corde con la conseguenza che le dita diventano presto rigide e le braccia lavorano molto più del necessario.
Tutto questo, ovviamente, non aiuta, anzi complica ogni movimento.
Il punto, allora, è semplice: per ottenere un buon suono serve un controllo dei nostri muscoli.
Quando il corpo è rigido, le dita non arrivano esattamente dove dovrebbero, i passaggi diventano incerti e ogni errore sembra ripetersi sempre uguale.
Al contrario, quando inizi a togliere la tensione e riesci a suonare in modo rilassato, tutto diventa più semplice, soprattutto perché la fatica diminuisce e quello che stai studiando inizia finalmente a funzionare.
Un buon esercizio che puoi fare è quello di chiederti sempre: posso suonare questo passaggio usando meno forza?
E molto spesso la risposta è: sì.
Ma, attenzione: ridurre lo sforzo non significa suonare più piano o con meno energia, ma eliminare tutto ciò che è inutile.
Se inizi a lavorare in questo modo, noterai un effetto immediato: meno stanchezza, meno errori e una progressione più veloce.
Nel prossimo articolo sposteremo l’attenzione su un altro elemento spesso sottovalutato, ma decisivo: la capacità di ascoltare e sviluppare l’orecchio musicale.

