Ciao,
qualche giorno fa mi sono occupata di parlare della sostituzione armonica di un accordo di tonica quando vogliamo creare un brano o un arrangiamento di un pezzo.
Oggi, come promesso alla fine di quell’articolo, vorrei affrontare la sostituzione degli accordi di sottodominante (cioè l’accordo costruito sul IV grado di una scala maggiore o minore) e di dominante (cioè quello costruito sul V grado).
Nello scorso articolo avevo detto che gli accordi appartenenti alla stessa area funzionale possono presentare caratteristiche comuni che ne permettono l’alternanza e questo principio riguarda anche le due funzioni che preparano e risolvono il movimento armonico: sottodominante e dominante.
Consideriamo per prima la funzione di sottodominante e prendiamo come esempio la tonalità di SOL maggiore.
Qui il IV grado è l’accordo di DO maggiore, formato dalle note DO – MI – SOL e, se lo arricchiamo con la settima maggiore, cioè DOmaj7, da DO – MI – SOL – SI.
All’interno della stessa tonalità troviamo però un altro accordo particolarmente vicino a questa struttura, cioè l’accordo costruito sul II grado di SOL maggiore: avremo allora l’accordo di LA minore (LA – DO – MI) e il relativo accordo di settima, cioè LAm7 (LA – DO – MI – SOL).
A prima vista i due accordi sono differenti, perché hanno fondamentali diverse ma se però confrontiamo le loro note, vediamo che i due accordi hanno tre suoni che rimangono invariati: DO, MI e SOL, mentre cambia soltanto una nota, che passa da SI ad LA.
Questa vicinanza spiega perché il II grado possa essere utilizzato nell’area della sottodominante al posto del IV: nella pratica dell’armonia tonale, infatti, II e IV grado sono entrambi accordi che tendono normalmente a condurre verso l’area della dominante.
La stessa logica può essere applicata alla funzione di dominante.
Cambiamo tonalità e prendiamo MI maggiore.
La scala è formata dalle note MI – FA# – SOL# – LA – SI – DO# – RE#.
Il V grado è SI, perciò l’accordo di dominante con settima sarà SI – RE# – FA# – LA.
Nella stessa tonalità troviamo sul VII grado l’accordo di di RE#m7b5 formato dalle note RE# – FA# – LA – DO#.
Anche qui è sufficiente mettere le due strutture una accanto all’altra e vediamo che tre note coincidono: RE# – FA# – LA mentre l’unico suono differente è quello che occupa la posizione della fondamentale: SI nel primo accordo e DO# nel secondo.
La relazione tra V e VII grado non è casuale: l’accordo costruito sulla sensibile contiene infatti elementi essenziali della sonorità dominante e tende anch’esso verso la tonica.
Una volta compreso questo meccanismo, diventa più semplice analizzare una partitura e individuare la funzione dei singoli accordi.
Di fronte a una successione armonica, non dobbiamo quindi limitarci a chiederci quale accordo stiamo ascoltando ma allargare il campo delle possibilità e vedere a quale area funzionale appartiene, quali altri accordi della tonalità possono svolgere una funzione analoga, quali note hanno in comune o verso quale accordo tende a muoversi.
È proprio questo tipo di analisi che permette di passare dal semplice riconoscimento degli accordi alla comprensione del loro comportamento.
E, una volta individuate le relazioni tra i vari gradi, la tonalità comincia ad apparire non più come un semplice insieme di accordi, ma come un sistema organizzato di rapporti e funzioni.
Questa è una delle basi fondamentali per affrontare in modo consapevole lo studio dell’armonia tonale.
Se hai commenti da fare, lo spazio qui sotto è tutto a tua disposizione.

