Ciao,
in questo articolo voglio parlare un po’ di armonia e più specificamente della sostituzione diatonica degli accordi che posso fare quando voglio scrivere un brano o creare un arrangiamento.
Infatti, spesso quando si compone un brano o si realizza un arrangiamento, una delle difficoltà più comuni è evitare progressioni armoniche troppo ripetitive e un metodo efficace per ottenere un accompagnamento più interessante consiste nell’utilizzare, appunto, la sostituzione diatonica, una tecnica che permette di variare gli accordi mantenendo inalterata la funzione armonica della progressione.
Questa soluzione è ampiamente utilizzata sia nella musica moderna sia nell’armonia jazz, perché consente di introdurre nuove sonorità senza uscire dalla tonalità del brano.
Ma … in cosa consiste esattamente la sostituzione diatonica?
Ogni tonalità contiene un insieme di accordi ricavati dall’armonizzazione della relativa scala maggiore o minore: alcuni di questi accordi condividono gran parte delle loro note e, proprio per questo motivo, possono essere impiegati gli uni al posto degli altri.
La sostituzione diatonica sfrutta questa caratteristica: invece di utilizzare sempre lo stesso accordo, si sceglie un altro accordo appartenente alla stessa tonalità che possiede una struttura molto simile e che svolge una funzione armonica equivalente.
Il risultato è un accompagnamento più ricco, pur mantenendo stabile il centro tonale.
Per comprendere meglio il meccanismo, prendiamo come riferimento la tonalità di Do maggiore.
L’accordo che rappresenta la tonica è DO maggiore, formato dalle note DO – MI – SOL.
Volendo, possiamo aggiungere la settima maggiore, trasformando l’accordo in DO7+ o DOMaj7, formato dalle note DO – MI – SOL – SI.
Ora osserviamo gli altri accordi costruiti sulla stessa scala e soffermiamoci sull’accordo di MIm7, che contiene le note MI – SOL – SI – RE.
Confrontandolo con il DOMaj7 si nota subito che tre note coincidono, cambia solamente il Do, sostituito dal Re.
Questa forte somiglianza rende MIm7 una valida alternativa quando si desidera dare maggiore movimento all’armonia senza modificarne il ruolo all’interno della tonalità.
Anche l’accordo di LAm7 presenta caratteristiche molto vicine all’accordo di tonica perché è formato dalle note LA – DO – MI – SOL.
Anche in questo caso troviamo tre note in comune con DOMaj7 e l’unica differenza è rappresentata dal La, che prende il posto del Si.
Perché questi accordi possono sostituire la tonica?
Il motivo è semplice: condividendo gran parte delle note, producono un effetto armonico molto simile.
Se analizziamo le note di questi accordi prendendo sempre il Do come riferimento, possiamo osservare che rappresentano differenti estensioni dello stesso colore armonico.
Per questo motivo, soprattutto negli arrangiamenti moderni, è frequente utilizzare MIm7 e LAm7 al posto del classico accordo di Do maggiore con settima maggiore, ottenendo un accompagnamento più vario ma perfettamente coerente con la tonalità.
Quindi possiamo dire che nell’armonia tonale, I, III e VI grado appartengono alla famiglia della tonica.
Questo significa che, nella maggior parte dei casi, possono essere alternati senza compromettere la stabilità della progressione armonica: naturalmente la sonorità cambia, ma la funzione rimane la stessa.
Conoscere questa relazione offre una notevole libertà creativa sia nella scrittura degli accordi sia nella realizzazione degli arrangiamenti.
Possiamo allora concludere che comprendere il rapporto tra gli accordi della stessa famiglia permette di creare accompagnamenti più eleganti, evitare ripetizioni e valorizzare la melodia senza alterare l’equilibrio della tonalità.
Nel prossimo articolo analizzeremo le sostituzioni diatoniche applicate agli accordi di sottodominante e dominante, scoprendo come ampliare ulteriormente le possibilità offerte dall’armonia.
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